Pizza Connection“Io boss della ‘ndrangheta? Ma dai, è solo folclore”

“Io boss della ‘ndrangheta? Ma dai, è solo folclore”

IL PERSONAGGIO – Secondo gli investigatori Giuseppe Neri, meglio conosciuto come Pino, «riceve incarico da parte dei vertici della ‘ndrangheta calabrese – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione “Infinito” del luglio 2010 – di costituire una “camera di controllo” che organizzasse i locali della Lombardia nella fase successiva all’omicidio Novella ed inoltre di consultare i responsabili di ciascun locale al fine di nominare, con l’accordo di tutti, un nuovo responsabile poi risultato Zappia Pasquale; indica propri candidati in occasione delle competizioni amministrative; entra in rapporto con esponenti politici regionali e locali sia direttamente sia attraverso l’intermediazione di Carlo Chiriaco; si propone per il reinvestimento di capitali di origine illecita».

In una intercettazione telefonica nell’ambito della stessa indagine tra i boss Mandalari e Panetta, condannati rispettivamente a 14 anni e a 12 anni di reclusione, Neri viene indicato dai due tra i padri fondatori della cellula di ‘ndrangheta “La Lombardia”. Il tutto insieme a personaggi del calibro di Carmelo Novella, Antonio Papalia e Giuseppe Mandalari.

Un personaggio che la Dda di Milano definisce ancora «di caratura diversa rispetto al contesto ‘ndranghetistico medio, nel senso che ha una laurea in giurisprudenza e per tale ragione viene indicato come “l’avvocato”. Coinvolto a metà degli anni 90 nell’indagine cosiddetta “La notte dei fiori di San Vito”, a seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che lo indicano come il capo del “locale di Pavia” NERI viene condannato alla pena definitiva di anni 9 di reclusione, ma solo per la parte che riguarda traffici di stupefacenti, pena che in parte sconta in carcere e in parte agli arresti domiciliari per motivi di salute, reinserendosi ben presto nel contesto sociale pavese, occupandosi sia di coltivare legami con esponenti politici locali, sia promuovendo investimenti economici nel settore immobiliare».

Sarebbe lui il ‘traghettatore’ nelle fasi immediatamente successive all’omicidio del boss Carmelo Novella avvenuto a San Vittore Olona il 14 luglio 2008. È lui a presiedere l’ormai famoso summit di Paderno Dugnano al circolo Arci Falcone e Borsellino nel 2009.

Nel luglio 2010 gli arresti. Neri finisce ai domiciliari per motivi di salute, non risponde ai magistrati, ma segue quasi tutte le udienze del processo, comprese quelle che non lo riguardano direttamente. Ma lui, assistito dall’istrionico avvocato Roberto Rallo, è sempre lì, capelli brizzolati in ordine, occhi attenti e penna in mano pronta ad appuntare le domande del pubblico ministero, le risposte dei testimoni e i contrappunti della settima sezione penale presieduta dalla giudice Balzarotti.

Di tanto in tanto nella pause dell’udienza dispensa qualche caramella tra gli avvocati e non disdegna di avvicinarsi e domandare cosa si pensa di «tutte queste indagini all’ingrosso», del «criminale e pentito Antonino Belnome», di «accuse costruite sulle intercettazioni» e dei «libri che sono stati scritti su cui – chiosa scherzando – la Procura di Milano dovrebbe chiedere il copyright».

ADESSO PARLO IO – Non parla però coi magistrati fino al 6 luglio 2012, quando inizia a rilasciare dichiarazioni spontanee, che verranno poi concluse il 31 luglio successivo. Nelle prime dichiarazioni si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Non ho la rogna e non ho infettato nessuno. Mi chiedo quindi perché Ettore Filippi (ex vicesindaco di Pavia oggi consigliere comunale) faccia tanta fatica a dire di essere venuto da me a chiedere il mio aiuto elettorale e i miei voti per Rocco Del Prete (definito come “l’uomo di Neri” nell’ordinanza. Sapete qual è la verità? Che Del Prete (definito nell’ordinanza come “l’uomo di Neri”) è rimasto fregato, mentre Filippi (ex vicesindaco di Pavia e oggi consigliere comunale) ha fatto la lista per sé, per avere l’incarico al Policlinico San Matteo, e per suo figlio, che è finito all’Asm Lavori. Del Prete invece non ha avuto niente». Nelle dichiarazioni del 31 luglio Neri ripercorre il suo curriculum professionale di consulente tributario, ridimensiona l’incontro di Paderno Dugnano che avrebbe riportato la pax mafiosa tra le cosche in Lombardia, e difende le istituzioni pavesi, una città dove «la ‘ndrangheta non esiste».

«Non sono un criminale, non sono un delinquente. E non c’è nessuna locale di ’ndrangheta a Pavia. Questo è un processo basato sulle chiacchiere. La mia unica colpa? Avere portato avanti i miei principi secondo una tradizione antica, ma nulla di più». Tanto è che citerà pure i tre cavalieri Osso, Mastrosso e Carcagnosso: «Se riferirsi ai principi, ai riti di Osso, Mastrosso e Carcagnosso significa perciò solo essere mafioso, allora sarebbe auspicale de iure condendo che si inserisse una norma un quater, oppure un comma che dicesse che tutto ciò che si riferisce ad Osso, Mastrosso e Carcagnosso perciò solo è associazione di stampo mafioso».

IL SUMMIT – Quello su cui si sono concentrati maggiormente i pm è stato però il discorso al summit di Paderno Dugnano, su cui Neri è evasivo. «Ma Paderno Dugnano non va visto come il punto di arrivo – spiega Neri – . Se ci fosse stata quella unitarietà dell’organizzazione sbandierata dalla procura, sicuramente Paderno Dugnano non ci sarebbe stato». Non va oltre Neri sul summit di Paderno Dugnano, lasciando ancora interrogativi da chiarire su quel “punto di arrivo”, senza però citare un punto di partenza.

LA FAMIGLIA – Attacca così a parlare di una famiglia, la sua, che nulla avrebbe a che vedere con la ‘ndrangheta: «La mia famiglia, comunque, è bene, lo dico io, non è di indole di ‘ndrangheta, ma la mia famiglia sono tutti Magistrati, devo dire la verità, non faccio nomi, alcuni dei quali primi cugini, figli di fratelli sul fronte antimafia in Calabria, mio cugino l’altro ragazzo, il compianto ufficiale di Marina Natale De Grazia (morto in circostanze poco chiare il 13 dicembre del 1995, mentre indagava su alcuni traffici di rifiuti illeciti in Calabria, ndr) ha sposato Anna (Vespia, ndr), figlia di Anna Neri sorella di mio padre».

INDAGINI ALL’INGROSSO – Più avanti riprenderà quel concetto di «indagini all’ingrosso» per la scelta delle procure di accorpare all’indagine “Infinito” quella definita “Tenacia”, riguardante il gruppo Perego. «Io che cosa ho a che vedere, con l’indagine “Tenacia”? Con l’indagine che è l’altro aspetto interessante portato avanti e sottolineato nelle conferenze stampa come l’esempio classico della infiltrazione mafiosa nelle imprese, impresa mafiosa. Il povero Pavone e il povero Perego, Perego soprattutto altro non è che una vittima della crisi finanziaria, vittima di se stesso, di malagestione amministrativa, ma vedere quel ragazzo lì francamente accusato in quest’aula di associazione di stampo mafioso come se lui fosse il titolare che ha prestato o che ha dato la sua azienda nelle mani alla ‘ndrangheta francamente è assurdo ed è assurdo, io lo riprendo questo processo, perché io, ripeto, sono visto come l’apice di questa associazione che comprende anche questi affari e che comprende anche questo aspetto della impostazione accusatoria. Io non ho nulla a che vedere con Perego».

MI HANNO GIÀ CONDANNATO – In conclusione Neri parlerà anche del suo rapporto col direttore dell’Asl di Pavia Carlo Chiriaco, arrestato nella stessa operazione e imputato per concorso esterno in associazione mafiosa: «Siamo amici da anni, ma non esiste un solo fatto illecito che possa essere addebitato a entrambi – ha proseguito Neri – . Invece siamo stati indicati in questi mesi come il fulcro del malaffare pavese. Ho le mie responsabilità, ma voglio che da questo processo escano tutte le sfaccettature della figura di Pino Neri. Dove avrei esercitato i miei metodi mafiosi? Forse in una “locale” di ’ndrangheta che a Pavia non c’è? Dove sono queste infiltrazioni mafiose? Se ho telefonato a Filippi e se lui è venuto da me a chiedere il mio aiuto elettorale, forse è anche perché non sono un criminale. Anche se molti mi hanno già condannato».

Twitter: @lucarinaldi

La trascrizione completa delle dichiarazioni di Pino Neri