Formigoni (e le carte) inguaiano Rotondi: «Il padrino di Zambetti».

Formigoni (e le carte) inguaiano Rotondi: «Il padrino di Zambetti».

Rischiano di finire in tribunale le dichiarazioni che Roberto Formigoni, presidente di regione Lombardia, ha rilasciato al pm Ilda Boccassini su Domenico Zambetti, l’ex assessore arrestato per voto di scambio con la ‘Ndrangheta. Gianfranco Rotondi, ex ministro per l’attuazione del Programma, ha dato «mandato ai suoi legali di esaminare le azioni legali necessarie dopo le affermazioni del presidente Formigoni sul caso Zambetti».

Tutto ruota intorno al verbale del presidente lombardo, reso di fronte al magistrato antimafia. Secondo Formigoni, che avrebbe avuto delle resistenze a nominare «Mimmo» assessore, sarebbe stato Rotondi a dirgli di fidarsi di Zambetti. «Guarda Roberto, io conosco Zambetti da più di 30 anni, tu lo conosci da tre anni (…) stai tranquillo (…) è una persona seria, non farebbe sciocchezze, posso garantire è bravo, fidati, fidati, fidati», queste le parole riferite da Formigoni. 

La bomba rischia di esplodere all’interno dentro del Popolo della Libertà, tra gli ultimi cattolici rimasti. Per tutta la giornata di oggi Formigoni ha continuato a insistere sul «padrinaggio politico» di Rotondi a Zambetti, smentendo l’ex leader della Dc per le autonomie che invece ha chiesto al collega di partito di recuperare «memoria» più precisa. «Smentisco che Formigoni mi abbia chiesto garanzie morali su Zambetti. Chiesi la sua conferma ad assessore per motivi politici e Formigoni mi oppose l’unica obiezione di dover nominare assessori donna». Rotondi ha anche chiesto di essere sentito dal pm Boccassini nel merito delle indagini. 

Eppure, tra le pieghe dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, escono infatti conferme sui buoni rapporti tra l’ex assessore Domenico Zambetti e l’ex ministro Gianfranco Rotondi. Nei giorni della campagna elettorale del 2010 Zambetti si adoperava per piazzare uomini «graditi» al suo padrino politico. 

In una serie di intercettazioni telefoniche il nome dell’ex ministro ricorre spesso, e tra la rete dei contatti di Zambetti intercettato finisce anche Alessandro Fronti, finito indagato in qualità di funzionario dell’Aler per una vicenda di mazzette in cambio di falsi certificati.
Ironia della sorte Zambetti e la moglie parlano anche della querelle tra Formigoni e Vendola riguardo la criminalità organizzata in Lombardia, ma è quando si parla di politica e candidati che emergono particolari quantomeno interessanti.

Siamo a marzo 2011, e se nel 2010 Rotondi caldeggiò la conferma della nomina per Zambetti al cospetto del Celeste, per elezioni amministrative del 2011 è lo stesso Zambetti a farsi garante di altri candidati da passare al vaglio dello stesso ex ministro.
Nel corso di una delle intercettazioni Zambetti, parlando con una persona non identificata dagli inquirenti commenta la scelta dell’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, di allinearsi col Terzo Polo, facendo sapere all’interlocutore che «questo è il segno del decadimento», che «il Presidente (Formigoni, ndr) deve darsi una mossa».

Alla fine di marzo si devono presentare le candidature e Zambetti è l’ombra di Rotondi con cui hanno fissato anche un incontro a Pavia, dopo che al mattino lo stesso ex assessore sarà a Brescia per l’inaugurazione dello “Sportello per la casa”. Rotondi è punto di riferimento per le candidature alle amministrative 2011 in Lombardia, infatti lo stesso Zambetti, chiamando la fidata segretaria Enrica Papetti, si raccomanda di far pervenire le candidature stesse a Mariastella Gelmini e all’ex ministro Rotondi che fungeranno da proponenti.