La Francia contro il colosso indiano ArcelorMittal: “Andatevene da qua”

La Francia contro il colosso indiano ArcelorMittal: “Andatevene da qua”

Il ministro dell’industria francese ha lanciato un attacco straordinario all’ArcelorMittal, dicendo che vuole che il più grande produttore di acciaio del mondo lasci il paese, in un drammatico intervento sui suoi piani di chiudere due altiforni.

In un’intervista a un giornale francese pubblicata lunedi, Arnaud Montebourg, il radicale che in precedenza si era opposto alla chiusura di una fabbrica Peugeot, ha detto: «Non vogliamo ArcelorMittal in Francia, perché non rispetta la Francia». Ha anche accusato la compagnia di “mentire” e di “non rispettare gli impegni” con lo Stato francese da quando l’industria dell’acciaio Mittal ha acquisito per 26,9 miliardi di euro l’Arcelor con sede in Lussemburgo nel 2006.

Il produttore di acciaio – il cui presidente, amministratore delegato e azionista principale è Lakshmi Mittal, il miliardario indiano – impiega oltre 20.000 persone in Francia, ma vuole chiudere i due forni nella sua sede di Florange nella regione industriale della Lorena e licenziare 629 lavoratori. Parlando al giornale Les Echos, il ministro ha detto: «Il problema degli altiforni in Florange, non sono gli altiforni in Florange, ma Mittal».

La famiglia Mittal ha dichiarato di essere “estremamente scioccata” dai commenti. Mittal martedì incontrerà François Hollande, il presidente francese. Montebourg, poi, ha provato a tornare indietro sui suoi commenti, dicendo: «Quando ho detto ‘Non vogliamo più Mittal in Francia’, intendevo dire che non vogliamo più i suoi metodi, i metodi che rivelano il non rispetto per gli impegni, i ricatti e le minacce».

Tuttavia, una persona vicina al produttore d’acciaio ha detto che è “straordinario che un ministro in un paese occidentale”  faccia commenti del genere. L’intervento arriva in un momento di crescente preoccupazione tra i dirigenti della società in merito a un potente sentimento anti-business che attraversa l’amministrazione del presidente socialista François Hollande.

Montebourg ha  personalmente messo una grossa posta in gioco dopo aver fallito nel bloccare i piani della Peugeot di chiudere l’impianto auto di Aulnay nei pressi di Parigi. La situazione dei lavoratori a Florange era anche un elemento fondamentale durante le elezioni presidenziali di quest’anno, che Hollande ha in parte vinto promettendo di mettere un freno alla chiusura degli stabilimenti.

Mittal ha accettato di dare al governo un periodo di grazia per provare a cercare un acquirente per i due altiforni di Florange, ma vuole mantenere il resto del sito, in cui lavorano 2.000 persone in tutto.Tuttavia, Montebourg vuole mettere in vendita l’intero sito, sostenendo che può trovare acquirenti, e alcuni voci citano la russa Severstal, solo per l’intera struttura.

Come risultato, Montebourg ha detto che sta cercando il modo di nazionalizzare l’intero sito Florange se Mittal dovesse rifiutare le sue richieste. Il governo francese sostiene che la chiusura di Florange rompa una promessa fatta da Mittal quando nel 2006 ha acquisito per 26,9 miliardi la lussemburghese Arcelor, operazione fortemente osteggiata dai ministri francesi.

Mittal sostiene che la vendita di tutto il sito Florange metterebbe in pericolo i posti di lavoro di 20.000 lavoratori francesi. A Parigi, fonti legali dicono che è “altamente improbabile” che un tale sequestro sia possibile in base al diritto francese. Hollande ha sollevato la prospettiva di un “Factory act” ​​durante la sua campagna elettorale di quest’anno, costringendo le aziende a cercare acquirenti prima dei piani di chiusura, ma gli avvocati dicono che sarebbe difficile da mettere in atto in base alla Costituzione francese e alle leggi comunitarie.

L’articolo è stato originariamente pubblicato sul Financial Times del 26 novembre.