Obama non ha soldi e contro Romney punta tutto sul merchandising

Obama non ha soldi e contro Romney punta tutto sul merchandising

«Possiedi un pezzo di questa campagna» è lo slogan che apre lo store online di Barack Obama. E a giudicare dalla quantità di articoli in vendita pare che se ne possa possedere molto più di un pezzetto. Dal collare per gatti che “miagolano per Michelle” al grembiule per il barbecue fino all’asciugamano per golfisti, tutti rigorosamente Made in the Usa, i consulenti marketing del Presidente hanno cambiato gli standard della raccolta fondi tradizionale. Se prima i gadget elettorali equivalevano a t-shirt con slogan e adesivi per l’auto, ora il “supermarket” del Presidente ha portato il merchandising politico a un altro livello.

Secondo i dati forniti dalla Commissione Elettorale Federale il 53% dei sostenitori della campagna democratica ha versato meno di 200 dollari. Per convincere questi “piccoli donatori” a foraggiare la corsa alla Casa Bianca del team Obama-Biden, è stata giocata la carta del consumismo: ricevere qualcosa in cambio della propria donazione, la trasforma in una “transazione”. Anche quando il prodotto acquistato ha poco a che fare con la politica. Come ad esempio il kit di tre smalti, nei tre colori della bandiera americana dai nomi significativi Red-y To Win Red, Victory White e Bo Blue (come il nome del First Dog), firmati Richard Blanch (creativo del brand Le Métier de Beauté): la loro produzione è costata in totale circa 10.000 dollari e vengono venduti a 40 dollari ciascuno. Un gadget chic che è piaciuto anche ai fashion blogger (come Perez Hilton di Coco Perez) che per la prima volta si sono interessati a una campagna presidenziale. Anche grazie all’intervento della direttrice di Vogue Anna Wintour, che (insieme a Scarlett Johansson) non solo si è apertamente schierata con Obama, ma ha anche lanciato l’iniziativa Runaway to win invitando designer e stilisti a presentare pezzi a sostegno del Presidente (simile a quella proposta nel 2008, Runaway to change). Così sono sbarcati sul sito la t-shirt per cani “Io abbaio per Obama” (by Marc Jacobs, 40 dollari) o le borse di Vera Wang (85 dollari) e Diane Von Furstenberg (50 dollari).

Ma il Presidente sa che a sostenerlo non possono essere solo gli stilisti radical-chic e la Hollywood socialmente impegnata. Anche in questo caso l’e-commerce è un utile indicatore della strategia elettorale: sul sito infatti si possono comprare t-shirt con slogan adattati a tutte le “categorie” cui si rivolge il candidato democratico. Dalle donne agli afroamericani, agli ispanici, agli ebrei, ai veterani. Fino alla comunità Lgbt, una delle categorie che più sostengono economicamente il Presidente (basti pensare che nei primi tre mesi del 2012 il loro contributo alla campagna era già di otto milioni di dollari e che l’attivista gay Jon Stryker ha donato, da solo, un milione e mezzo di dollari), cui sono dedicate tutine per bambini con scritte arcobaleno che recitano: «I miei due padri/le mie due madri supportano Obama» (20 dollari). E ovviamente non potevano mancare le infermiere pro Obamacare e gli ambientalisti, che possono dichiarare il loro endorsement acquistando borracce ecologiche.

Lo sfidante repubblicano Mitt Romney non si è lasciato prendere dalla voglia democratica di shopping, o forse non ne ha bisogno per raccogliere fondi, visto che, sempre secondo la Commissione Elettorale Federale, ben il 46% dei suoi sostenitori sono «grandi donatori» (2.500 dollari per ogni donazione). Ciononostante finora (i dati ufficiali sono aggiornati a fine luglio) ha anche raccolto ben 63,5 milioni di dollari in meno rispetto a Obama: 524,2 milioni contro 587,7. Gli slogan sulle (poche) t-shirt e gli adesivi repubblicani in vendita online  si rivolgono alle mamme (“I’m a mom for Mitt”) o puntano sul patriottismo (“Believe in America”) e sul sogno americano contro il presunto socialismo di Obama (celebre la frase “Governemnt didn’t build my business, I did”, non è stato il governo a costruire i miei affari, sono stato io).

«L’idea che si possano mercificare i candidati alle cariche più alte come si fa con i cereali per la colazione è l’oltraggio finale al processo democratico». Ci perdonerà Adlai Stevenson, due volte candidato presidente per i democratici ma le vendite di gadget online potrebbero davvero diventare un barometro del successo elettorale. Almeno secondo CafePress, sito di e-commerce che vende gadget dedicati ai due candidati alla Casa Bianca. Tanto che quattro anni fa il portale aveva predetto l’elezione di Obama basandosi sull’incredibile incremento delle vendite dei prodotti a lui dedicati.

Nell’ultima ricerca pubblicata dal sito si confrontano i dati delle vendite nei primi sei mesi del 2008 e di quest’anno: mentre prima gli acquisti di prodotti dedicati ai democratici erano per l’86% pro-Obama, oggi lo sono solo per il 45%. Al contrario i prodotti dedicati ai repubblicani sono per il 95% favorevoli a Romney. Basterà l’entusiasmo economico dei sostenitori di Mitt a portarlo a Washington?

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