Come funziona il bilancio dell’Unione europea?

Dopo il Consiglio europeo

Il bilancio annuale dell’Unione europea equivale a circa l’1% della ricchezza nazionale dell’Ue, un importo pro capite per cittadino Ue pari all’incirca a 244 euro. Per finanziare la spesa, l’Unione europea dispone di «risorse proprie». Giuridicamente si tratta di risorse spettanti all’Unione che gli Stati membri riscuotono a suo nome e trasferiscono al bilancio comunitario. Esistono tre tipi di risorse proprie:

1) le risorse proprie tradizionali (RPT), che consistono principalmente nei dazi doganali percepiti sulle importazioni di prodotti provenienti dai Paesi terzi, ammontano a circa il 12% delle entrate totali;
2) le risorse basate sull’imposta sul valore aggiunto (IVA), che consistono in un’aliquota percentuale uniforme applicata alla base imponibile IVA armonizzata di ciascuno Stato membro, ammontano all’11 % delle entrate totali;
3) le risorse basate sul reddito nazionale lordo (RNL), che consistono in un’aliquota percentuale uniforme applicata all’RNL di ciascuno Stato membro. Benché costituiscano un elemento di bilanciamento, queste risorse, che sono attualmente l’entrata più importante, ammontano al 76 % circa delle entrate totali.
Nel bilancio affluiscono anche altre entrate, quali le ritenute fiscali sugli stipendi del personale delle istituzioni Ue, i contributi versati da Paesi terzi per alcuni programmi Ue e le ammende inflitte alle imprese che violano le regole di concorrenza o altre norme. Queste risorse diverse ammontano all’1% circa del bilancio.

I singoli Stati membri contribuiscono al bilancio comunitario in misura proporzionale alla rispettiva prosperità economica. Nel calcolare i singoli contributi sono tuttavia previsti alcuni adeguamenti («correzioni») a beneficio di Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Regno Unito intesi a compensarne il contributo netto al bilancio, percepito come eccessivo.
D’altro canto, i fondi Ue vengono distribuiti agli Stati membri e ai Paesi terzi beneficiari conformemente alle priorità stabilite dall’Unione. Quando tutti gli Stati membri beneficiano di fondi Ue, in virtù del principio di solidarietà che sottende ai programmi Ue, soprattutto nell’ambito della politica di coesione, gli Stati membri meno prosperi ricevono proporzionatamente di più rispetto agli Stati più prosperi.



Il quadro finanziario pluriennale

1. Il quadro finanziario pluriennale mira ad assicurare l’ordinato andamento delle spese dell’Unione entro i limiti delle sue risorse proprie.
È stabilito per un periodo di almeno cinque anni.
Il bilancio annuale dell’Unione è stabilito nel rispetto del quadro finanziario pluriennale.
2. Il Consiglio, deliberando secondo una procedura legislativa speciale, adotta un regolamento che fissa il quadro finanziario pluriennale. Delibera all’unanimità previa approvazione del Parlamento europeo, che si pronuncia a maggioranza dei membri che lo compongono.
Il Consiglio europeo può adottare all’unanimità una decisione che consente al Consiglio di deliberare a maggioranza qualificata quando adotta il regolamento di cui al primo comma.
3. Il quadro finanziario fissa gli importi dei massimali annui degli stanziamenti per impegni per categoria di spesa e del massimale annuo degli stanziamenti per pagamenti. Le categorie di spesa, in numero limitato, corrispondono ai grandi settori di attività dell’Unione.
Il quadro finanziario prevede ogni altra disposizione utile per il corretto svolgimento della procedura annuale di bilancio
4. Qualora il regolamento del Consiglio che fissa un nuovo quadro finanziario non sia stato adottato alla scadenza del quadro finanziario precedente,
i massimali e le altre disposizioni vigenti nell’ultimo anno coperto sono prorogati fino all’adozione di detto atto.
5. Nel corso della procedura di adozione del quadro finanziario, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione adottano ogni misura necessaria a facilitare l’adozione stessa.

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