Dopo Al Jazeera, il Qatar vuole dominare la telefonia

Come testimonial scelto Lionel Messi

La compagnia telefonica del Qatar (Qtel) ha deciso di uscire dai confini del piccolo emirato per seguire le ambizioni del sue paese, divenuto dopo la primavera araba protagonista delle sorti del Medio Oriente. Per farlo, e quindi per entrare nei mercati degli altri paesi arabi, ha deciso di cambiare brand rinunciando al nome di Qatar Telecom per trasformarsi in Ooredoo (che in arabo vuol dire “voglio”). Il governo di Doha dopo il successo del brand di al Jazeera, sbarcato di recente anche negli Stati Unici con l’acquisto di Current Tv, e della compagnia del gas Camco ha deciso di puntare al dominio internazionale del campo delle telecomunicazioni.

In una nota diffusa dalla compagnia di Doha, si rende noto questo importante cambiamento che rientra in una strategia di allargamento in Medio Oriente (ma anche nei mercati di Africa e Asia) che andrà avanti in prospettiva nei prossimi due anni. Il cambiamento di nome interessa anche le società controllate di Qtel che detengono partecipazioni in compagnie telefoniche di altri paesi arabi.

Nel corso degli ultimi 12 mesi, l’azienda ha incrementato le proprie quote nell’operatore iracheno “Asia cell” del 64 per cento e dell’operatore kuwaitiano “Wataniya”, il secondo del paese, del 92,1 per cento. La stessa “Wataniya” detiene anche il 90 per cento di “Tunisiana”, la società attraverso la quale “Qtel” detiene una partecipazione di controllo dell’algerina “Nedjma”. La Qatar Telecom ha anche una quota di maggioranza nella Indosat in Indonesia e nella Oman Nawras. È anche in trattative per acquisire la quota del 53 per cento che la Vivendi detiene in Morocco Telecom, mentre controlla già un operatore telefonico dei territori palestinesi e nelle isole Maldive.

«È nostra convinzione – ha spiegato l’amministratore della Qtel, Nasser Marafih – che siamo in grado di servire meglio i nostri clienti a livello mondiale sfruttando le risorse e le attività combinate di un forte business globale unificato sotto un unico marchio». Il dirigente della compagnia telefonica ritiene anche che il «rebranding ora ci aiuterà a mantenere costante il nostro slancio di fronte alle nuove realtà del settore, aiutando il nostro impegno a diventare una forza globale». La Qtel, le cui quote di maggioranza sono di proprietà del governo del Qatar, si è sviluppata in più di 16 paesi in Medio Oriente, Africa e Asia.

Il suo obiettivo è quello di crescere ancora di più a livello globale. Ha quindi deciso di cambiare il suo marchio nel 2013 e nel 2014, aspettandosi di non incontrare difficoltà di posizionamento. La compagnia, come ha spiegato il presidente esecutivo, Saud Bin Naser Al Thani, «serve 90 milioni di utenti in diversi paesi e società del mondo e sarà la prima della serie di società ad essa collegate che diventerà Ooredoo». La Qtel, negli ultimi sei anni di attività ha raggiunto 89.2 milioni di clienti lo scorso settembre, con un utile consolidato di 6,8 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2012.

Secondo Faiz al Husseini, presidente operativo della compagnia Qtel Mobile «per lanciare questo nuovo marchio abbiamo scelto come suo ambasciatore del mondo il cambio di calcio argentino Lionel Messi. Una scelta molto importante specialmente per la filiale palestinese di Ooridoo dove viene data molta importanza allo sport. Messi è la star del calcio più amata. Riteniamo che la sua presenza accanto al nostro brand ci darà una visibilità molto ampia a livello globale».

Ma quello delle telecomunicazioni non è l’unico settore nel quale il Qatar sta investendo i proventi del settore petrolifero. Dopo quello dell’informazione, con la diffusione di al Jazeera in occidente e nel sud-est asiatico, il governo di Doha è impegnato a raccogliere i frutti del sostegno concesso ai Fratelli Musulmani e ai paesi della primavera araba realizzando importanti investimenti in quelle aree.

L’emiro del Qatar, Hamid Bin Khalifa Al Thani, sta cercando di allargare la sua influenza anche ai paesi non colpiti dalle rivoluzioni di due anni fa. Nel mese di gennaio ha sottoscritto otto accordi economici con le autorità algerine per 5 miliardi di dollari che permetteranno al paese di poter così diversificare i suoi investimenti. Oltre a quelli in campo siderurgico sono stati firmati accordi per il trasporto marittimo e il commercio in ambito portuale. E altri ancora di cooperazione nel settore dell’energia e dei metalli per il settore petrolifero e del gas. È stato inoltre sottoscritto un protocollo d’intesa tra Sonatrach e Qatar Petroleum International e un altro accordo tra il gruppo Manal e quello Osmdal algerini e la Qatar Petroleum International per la cooperazione in materia di Ricerca e estrazione, produzione e commercializzazione di fertilizzanti chimici.

Un altro settore strategico è il trasporto aereo. Oltre che nella compagnia Qatar Airways, Doha ha deciso di intervenire nelle sue infrastrutture ed aprirà il prossimo primo aprile il nuovo aeroporto internazionale di Doha. Secondo quanto ha annunciato l’Ente dell’aviazione qatariota, sono quasi ultimati i lavori del più grande aeroporto del paese arabo, noto perché sarà in grado di poter accogliere l’Airbus A380, il più grande aereo di linea del mondo. Il primo volo passeggeri atterrerà nello scalo qatariota il prossimo primo aprile, mentre la parte dell’aeroporto dedicata ai voli cargo che trasportano merci entrerà in funzione già questo mese. Secondo quanto ha spiegato il presidente dell’Ente dell’aviazione di Doha, Abdel Aziz Mohammed al Naimi, è da aprile però che saranno accolti regolarmente i volti di linea delle principali compagnie aeree mondiali. La compagnia aerea nazionale avrà un ruolo centrale e sposterà lentamente le sue attività dall’attuale aeroporto di Doha al nuovo scalo. Nella prima fase di vita dell’aeroporto potranno operare 12 compagnie aeree, mentre la Qatar Airwais inizierà ad operare al suo interno solo nella seconda parte di quest’anno.

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