Scontri in Libia, l’Eni blocca il gas verso l’Italia

Scontri in Libia, l’Eni blocca il gas verso l’Italia

L’intero export di gas libico verso l’Italia è al momento interrotto. La Mellitah Oil & Gas, joint venture paritetica fra la Noc, la compagnia nazionale libica, e l’Eni, ha bloccato stamattina l’impianto di trasformazione del gas nordafricano a causa di alcuni scontri a fuoco nel distretto di Nuqat al Khams. È da lì che, attraverso il gasdotto Greenstream, a sua volta di proprietà del Cane a sei zampe e del colosso nazionale libico, passa tutto il gas che l’Italia importa dal Paese nordafricano. Il gasdotto trasporta 150 milioni di metri cubi al giorno, destinazione Sicilia, all’impianto Eni di Gela. È quanto rivelano alcune fonti in loco a Linkiesta

Contattati in serata, dall’Eni (che trasforma il gas per conto di clienti come Edison, Gaz de france e Sorgenia) fanno sapere che questa mattina, in seguito ad alcuni scontri che si sono registrati nell’area di Mellitah tra forze locali libiche, l’impianto di Mellitah Oil&Gas, per ragioni di sicurezza ed integrità delle strutture, ha deciso di interrompere la produzione e di mettere in sicurezza il personale e le installazioni, con la conseguente interruzione del flusso di gas attraverso il gasdotto Greenstream. Le autorità italiane sono state subito allertate. 

Dalla Libia ogni anno l’Italia importa 10 miliardi di metri cubi di gas. Nel 2011 l’import ha superato i 70 miliardi di metri cubi, su un valore di consumi nazionali stimabile intorno ai 76 miliardi di metri cubi. La Libia è il quarto Paese esportatore di gas verso l’Italia dopo Algeria (34%), Russia (28%) e Qatar (9%). 

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