Pizza ConnectionIn Lombardia è stato sciolto il primo comune per mafia

L’annuncio al Consiglio dei ministri

Il Consiglio dei Ministri di martedì 15 ottobre ha deciso lo scioglimento dei Consigli comunali di Sedriano (Milano) e di Cirò (Crotone).  

Sedriano è il primo Comune in Lombardia a essere sciolto per infiltrazioni mafiose. Finisce dunque il mandato del sindaco Alfredo Celeste (Pdl), in carica dal 2009 e attualmente indagato per corruzione. Si tratta dell’inchiesta sul voto di scambio che ha portato in carcere anche l’ex assessore regionale Domenico Zambetti.

Secondo la Procura, il sindaco avrebbe agito negli interessi di due imprenditori legati alla ‘ndrangheta: Eugenio Costantino (legato al clan Di Grillo-Mancuso), titolare di Compro Oro, e Silvio Marco Scalambra, chirurgo e titolare di cooperative.

«Al fine di consentire le operazioni di risanamento delle istituzioni locali, nelle quali sono state riscontrate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalita’ organizzata – spiega un comunicato diffuso da palazzo Chigi –, il Consiglio ha deliberato, su proposta del ministro dell’Interno, lo scioglimento dei Consigli comunali di Sedriano (Milano) e di Cirò (Crotone)». Perché il provvedimento sia effettivo manca solo un decreto del presidente della Repubblica, atteso a giorni. In seguito arriverà un commissario prefettizio che guiderà l’amministrazione fino alle prossime elezioni. 

Riproponiamo l’articolo pubblicato da Linkiesta il 9 aprile 2013. 

Secondo le indagini dell’antimafia, il sindaco di Sedriano Alfredo Celeste, accusato di corruzione, sarebbe stato sotto l’influenza dell’imprenditore in odor di mafia Eugenio Costantino e del medico Marco Scalambra, nella gestione amministrativa del comune di Sedriano. I tre erano stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta che portò dietro le sbarre anche l’ex assessore alla Casa di Regione Lombardia Domenico Zambetti con l’accusa di voto di scambio.

A causa di questa presunta influenza amministrativa (da accertare), si è insediata la commissione d’accesso prefettizia che ha il compito di acquisire documentazione e valutare le procedure amministrative per verificare l’eventuale sussistenza di infiltrazioni della criminalità organizzata. A confermare la notizia è la stessa prefettura di Milano. L’insediamento della commissione prefettizia è lo step iniziale per la valutazione da parte del ministero dell’Interno per la proposta di scioglimento del comune davanti al Consiglio dei Ministri. Se la documentazione acquisita dalla commissione dovesse risultare tale da procedere con lo scioglimento del comune, Sedriano sarebbe il primo comune della Lombardia ad essere sciolto per infiltrazioni mafiose. La commissione ha novanta giorni di tempo per presentare le conclusioni al ministro.

Stando alle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano il sindaco di Sedriano Alfredo Celeste, sarebbe stato influenzato nell’amministrazione del comune da Eugenio Costantino, che gli inquirenti definiscono «procacciatore di “affari” e di contatti» per la cosca Di Grillo-Mancuso e per il boss Giuseppe D’Agostino legato ai Morabito. Costantino, ufficialmente imprenditore e padre della consigliera comunale Teresa Costantino, dello stesso comune amministrato da Celeste, sarebbe infatti riuscito secondo gli investigatori ad «asservire a fini corruttivi il Sindaco di Sedriano», Alfredo Celeste, ottenendo da quest’ultimo «una serie di promesse e di assegnazione di lavori pubblici gestiti dalla sua amministrazione comunale». Il tutto, sempre secondo le indagini, «con l’aiuto di Marco Scalambra», medico e marito della capogruppo Pdl e consigliere comunale di Sedriano, Silvia Fagnani.

Celeste ha sempre respinto le accuse, contestando che per lui «Costantino non era un boss ma il referente politico locale di Democrazia Cristiana per le Autonomie» in particolare in occasione dell’invito di Nicole Minetti a presenziare come madrina ad una serata sulla creatività femminile: Celeste chiamò proprio Costantino pregandolo di portare con sè un certo numero «di persone per potere far fronte ad eventuali contestatori, tenuto conto – puntualizzavano i pm – della ben nota vicenda che poco tempo prima aveva visto coinvolta la medesima Minetti» ovvero quella sul bunga bunga di Arcore.

Costantino invece secondo le indagini non è solo un rampante ras dei compro oro e un referente politico locale, ma viene dipinto dagli investigatori come una sorta di procacciatore d’affari delle cosche Morabito e Mancuso, ed egli stesso dirà in una intercettazione parlando dei rapporti con Domenico Zambetti che «starò sempre dalla parte della delinquenza. Sempre». Detto “l’elegantone” Costantino è personaggio dai mille volti con interessi che vanno dall’imprenditoria (fino al 2004 è socio accomandante della società La Triade, insieme a Camillo Rende, arrestato e poi condannato a 6 anni e 8 mesi per associazione di stampo mafioso e usura), alla politica, passando per episodi criminali di tipo estorsivo. É lui per gli inquirenti il chiavistello principale per arrivare allo stesso assessore regionale alla Casa.

Dopo tre mesi agli arresti domiciliari il sindaco di Sedriano, che mai si è dimesso dalla carica di primo cittadino, ha già fatto sapere in un incontro con la cittadinanza nel febbraio scorso che «se sarò prosciolto mi dimetterò e mi candiderò per nuove elezioni». Occasione in cui lo stesso prenderà anche le distanze da Costantino: «Oggi» dice Celeste «non posso che prendere le distanze da Costantino dopo che lui ha dichiarato che tra la legalità e la malavita sceglierà sempre la seconda». Per i rapporti con Scalambra invece il sindaco non rinnega nulla «ha sbagliato a fare una telefonata, ma non rinnego la sua amicizia».

Ora la commissione dovrà accertare se Sedriano sia «un paese pulito senza infiltrazioni» come disse lo stesso Celeste rientrando in ufficio dopo i tre mesi ai domiciliari lo scorso gennaio, o se ci saranno gli estremi per chiedere e procedere al primo scioglimento di un comune lombardo per infiltrazioni della criminalità organizzata.
 

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