“La vera colpa della Thatcher? Aver creato Tony Blair”

La lady di ferro e le sue eredità

La Thatcher ha creato un’egemonia culturale che ha eroso il terreno sociale ed economico del suo paese, aprendo la strada «all’Internazionale socialista che ha dominato l’Inghilterra per 15 anni». È questa, secondo Giulio Sapelli, professore di Storia Economica presso la Statale di Milano la grande colpa di Margaret Thatcher e, insieme, il lascito più grave.

Eppure è stata una figura notevole.
Certo: ma preferirei cominciare con un aneddoto personale.

Prego.
Tempo fa andai a trovare un’amica nel Sussex, in Inghilterra. E venni invitato a cena dalla zia, che era molto meno avvenente della nipote ed era anche segretaria del partito conservatore della sua zona. Ero lì, col mio smoking, elegantissimo, come doveva essere: ma commisi una gaffe. A un certo punto, durante la cena, mi chiede: “What do you think of Miss Margaret?”. E io risposi: “I think she is an awful woman”. Proprio così: “Awful”.

Ma come mai?
Perché ha una colpa grave: dopo di lei è venuto Blair e il blairismo. Tutto dovuto a colpe storiche sue: con lei si è imposta un’egemonia culturale nuova, ha portato alla ribalta classi limacciose e arricchite. Si sono trovate al potere in modo da porre le basi per l’arrivo dell’internazionale socialista: Blair e Clinton, insieme, che hanno creato i presupposti della crisi che stiamo vivendo ora.

Ma la sua colpa è determinata solo da coloro che sono venuti dopo.
Lei era una signora di buone maniere, come Reagan, del resto. Insieme hanno portato il mondo verso destra. Con loro ha preso il largo anche una corrente di pensiero, che si ispira a cascami di idee espresse da filosofi e pensatori sopravvalutati, come Bruno Leoni. Sì, è intervenuta nel profondo della società, ha fatto molte privatizzazioni, ma in molti casi erano anche necessarie.

Ma ha aperto anche linee molto dure di trattativa con i sindacati.
La Thatcher, nei rapporti sindacali, era una grande Bombassei. Ha spinto fino all’estremismo della non-negoziazione, una linea che non va seguita (a dispetto di quanto sostengono i vari Ichino che si abbeverano a lei). In questo modo ha fatto scoppiare il sistema industriale, che in Inghilterra è scomparso.

Ma cosa è rimasto della Thatcher nei conservatori inglesi di oggi?
Cameron è post-Thatcher e post-Blair, tutta un’altra cosa. L’unico legame che ha con la Thatcher è il buon senso di essere euroscettico. La Gran Bretagna è una potenza atlantica, non europea, e non deve nemmeno diventarlo. Per il resto, il suo conservatorismo è compassionevole, del tutto diverso da quello di Cameron. Che si avvia, piuttosto, a ricostruire gli Old Tories, con qualche piccola differenza. Ma il punto è che con lei si è dimenticato che la classe sociale ha smesso di fare la lotta di classe, ma la borghesia no.