Da Apple a Amazon, è corsa alla sede più avveniristica

Il duello sulla West Coast

Se fosse un film, il titolo potrebbe essere “La guerra dei mondi 2.0”. È la sfida per la costruzione della sede aziendale più spettacolare del mondo fra Apple, Facebook, Google e Amazon, le quattro mega company del web basate sulla West Coast americana, che stanno ultimando i piani per le loro case del futuro.

Progetto della nuova sede di Apple

La prima a presentare il proprio progetto era stata l’azienda produttrice dell’iPhone, che, per bocca proprio di Steve Jobs, nel 2011 aveva annunciato come in quattro anni sarebbe stata completata la nuova sede a Cupertino, il Campus 2 – subito ribattezzato “Spaceship”, Nave Spaziale – visto che nei render appariva come un enorme anello orbitale di quattro piani: la novità è che il progetto – a cura di uno degli studi di architettura più prestigiosi (e costosi) del mondo, quello di Sir Norman Foster, già vincitore del Pritzker Prize, il “nobel” per l’architettura – è passato dagli iniziali tre miliardi di dollari ai cinque, cifra che renderà l’edificio il più costoso della storia negli Usa. Parte della “colpa” però è dello stesso Jobs, che alla Space Ship avrebbe dedicato gran parte dei suoi ultimi giorni, e le cui visioni avrebbero portato a questa cascata di extra costi.

Primo perché l’anello sarà un unicum ricoperto da immense e carissime vetrate ricurve ad alta tecnologia e poi perché la cura degli interni è eccezionale, con abbondante uso tra l’altro del legno di un acero particolarmente pregiato. Va detto che la pazzesca superficie totale del nuovo campus – che accoglierà i 12mila impiegati Apple finora sparsi qua e là in città – è di 850mila metri quadrati, e nel progetto è compresa un profluvio di facility, tra cui un enorme caffè-ristorante, un centro fitness, un auditorium di mille posti e una parco privato all’interno dell’anello. Mentre i parcheggi saranno per lo più sotterranei per impattare il meno possibile l’ambiente, tutelato dalle rigorose norme di salvaguardia/riutilizzo/produzione di acqua e energia per cui è prevista anche la costruzione di una centrale di energia elettrica.

L’architetto Frank Gehry e Mark Zuckerberg

A un pugno di miglia di distanza, Zuckerberg e soci hanno commissionato a un altro Pritzker per l’architettura, Frank Gehry, la nuova sede di Facebook a Menlo Park, che però, per volere del fondatore «non deve dare troppo nell’occhio». Un’impresa non semplice considerando lo stile progettuale che ha reso celebre l’autore del Guggenheim Museum a Bilbao, acclamato interprete di un’architettura post-moderna in chiave neo-espressionista. Con una superficie di 132mila metri quadrati, silhouette allungata e enormi finestroni quadrati, la struttura è concepita per mimetizzarsi nell’ambiente, e per questo sfoggia un enorme giardino pensile che corre lungo tutta la copertura ricoprendola perfettamente. 

L’altro segno particolare del nuovo Campus Facebook è il fatto di dover rispecchiare la filosofia della più grande community del globo: e quindi Gehry ha pensato a un unico open space (il più esteso del mondo, a quanto si dice) con gruppi di scrivanie mobili per fare e disfare continuamente gruppi e ambienti di lavoro, con punti ristoro e svago.

La nuova sede di Google, presentata da Vanity Fair

All’insegna del funzionalismo invece la futura casa di Google nella bay Area di San Francisco, commissionata a un grande studio internazionale, NBJJ: benché un po’ più contenuta delle rivali (30mila metri quadrati), la nuova sede raddoppia all’incirca la superficie di quella vecchia a Mountain View ed è stata disegnata “dal dentro al fuori”, dopo aver studiato in lungo e in largo modi e stili lavorativi dei dipendenti dell’azienda – senza una preesistente visione architettonica quindi. 

Il risultato sono nove edifici rettangolari collegati tra loro da passerelle quasi fossimo in una jungla di un pianeta alieno, con caffè e meeting point sparsi e tutte le postazioni idealmente connesse l’una all’altra. A questo va aggiunto il recentissimo annuncio della costruzione da parte di Google di un terminal privato da 86 milioni di dollari presso l’aeroporto di San Josè, che renderà i voli interni più facili da prendere che un taxi in centro a Frisco.

La nuova sede di Amazon

Chi, risalendo un po’ nella West coast, ha invece voluto imprimere un segno architettonico è il leader mondiale dell’e-commerce, Amazon, che a Seattle ha appena annunciato – unica nel suo genere – la nuova sede nel cuore della città: il Campus, che si chiamerà Rufus 2.0, è a carico ancora dello studio NBJJ, ma in questo caso i progettisti hanno dato libero sfogo a una visione che cambierà radicalmente il tessuto urbano. 

Tre grandi biosfere futuristiche in vetro con ambienti di lavoro sviluppati su cinque piani, ovviamente ultra-flessibili all’interno per una superficie di circa sei mila metri quadrati totali, con annesse facility di ogni genere e tipo. Il tutto immerso in un parco-serra accessibile ai cittadini con un’enorme ricchezza di specie vegetali. Il senso? Venite a lavorare nel parco più esclusivo della terra. Peccato che a breve lì accanto dovrebbe sorgere anche un enorme skyscraper targato Amazon.

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