Se il teatrino conta di più di investimenti miliardari

Questioni aperte e chiacchiere inutili

Stamattina pubblichiamo in apertura una bella analisi informata di Sergio Paleologo in cui si spiega come i porti italiani rischiano di perdere la prossima sfida delle grandi navi portacontainer, che vuol dire possibilità di far girare l’economia dei distretti, attivare investimenti stranieri, sfruttare la logistica integrata per il nostro made in Italy e dunque restare nelle grandi rotte del commercio mondiale. Un risiko miliardario insomma, gestito dalle 4-5 grandi compagnie dello shipping, che da sole gestiscono la gran parte dei traffici e decidono come e su che terminal puntare. Un business tuttavia a rischio flop per via, tra le altre cose, di ritardi e zavorre burocratiche, contenziosi amministrativi e lentezze della giustizia amministrativa italiana che bloccano investimenti e adeguamenti dei nostri porti. Non un problema di settore, un problema quindi vitale per il futuro del nostro paese. Roba da meritarsi l’attenzione della politica e delle classi dirigenti del paese giorno e notte.

Dopodichè solleviamo gli occhi e vediamo che l’agenda politica è invece monopolizzata, nonostante il mese di agosto, letteralmente su:
legge elettorale e porcellum, capace di creare spaccature nei partiti di maggioranza e in specie il Pd che nemmeno la guerra in Iraq;
i corsi e ricorsi storici di un Cavaliere sempre più somigliante a Bettino Craxi (roba di venti anni fa quando bisognerebbe guardare vent’anni avanti);
Ennio Doris e Fedele Confalonieri ancora un volta pontieri nei confronti del Berlusconi furioso “per il bene delle aziende di famiglia”, un film già visto decine di volte;
infine retroscena su retroscena su maggioranze alternative possibili, conteggiando transfughi grillini e/o pidiellini, mescolati a retroscena su retroscena su come sia possibile, per il Cav, sfangarla dalla condanna e la probabile decadenza da senatore.

Ovviamente non siamo ingenui, così va spesso la politica: ma quando c’è così tanto scarto tra teatrino e realtà, tra beghe di cortile e interessi veri di un paese, forse qualche domanda bisognerebbe porsela. 

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