Cosa fa l’Onu, dall’Assemblea generale al segretario

Organismi, paesi e regole

L’Organizzazione delle Nazioni Unite è una organizzazione intergovernativa cui appartengono 193 stati. È nata il 24 ottobre 1945 a San Francisco. Gli scopi e i principi dell’Onu sono contenuti nell’articolo 1 e 2 dello Statuto delle Nazioni Unite. E sono, nell’ordine:

1. mantenere la pace e la sicurezza internazionale;

2. promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare ad una rottura della pace;

3. sviluppare le relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza tra gli Stati e l’autodeterminazione dei popoli;

4. promuovere la cooperazione economica e sociale;

5. promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli individui;

6. promuovere il disarmo e la disciplina degli armamenti;

7. promuovere il rispetto per il diritto internazionale e incoraggiarne lo sviluppo progressivo e la sua codificazione.
 

I PRINCIPALI ORGANI DELLE NAZIONI UNITE

L’articolo 7 dello Statuto delle Nazioni Unite istituisce sei organi principali per il funzionamento e il governo dell’organizzazione.

1. Segretariato

È uno degli organi principali, guidato dal segretario generale delle Nazioni unite e costituito da un insieme di uffici e dipartimenti destinati alla gestione amministrativa dell’Onu. Conta 43mila dipendenti in giro per il mondo. 

Il personale del Segretariato è indipendente e non può ricevere istruzioni da alcun governo né autorità. Il segretario generale è a capo dell’Onu: viene nominato dall’Assemblea generale dopo esser stato raccomandato dal Consiglio di sicurezza, lavora come un diplomatico tra gli Stati membri e come un amministratore all’interno dell’Organizzazione. Può portare all’attenzione del Consiglio di sicurezza qualsiasi disputa. È in carica per cinque anni (rinnovabili). Il segretario generale attuale è Ban Ki-moon. 

2. Assemblea generale

L’Assemblea generale è composta dai rappresentanti di tutti gli stati aderenti alle Nazioni Unite. Per questo è l’organo più rappresentativo delle Nazioni Unite, e possiede funzioni per lo più consultive.

L’Assemblea generale discute qualsiasi questione relativa al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale che può essere sottoposta da qualsiasi stato membro. Pur essendo privata del potere esecutivo (ogni questione per cui è necessaria un’azione viene deferita al Consiglio di Sicurezza prima o dopo la discussione), l’Assemblea generale può richiamare l’attenzione del Consiglio sulle situazioni che possono mettere in pericolo la pace e la sicurezza internazionale. L’Assemblea generale riceve ed esamina le relazioni annuali e speciali del Consiglio di Sicurezza. L’Assemblea generale inoltre riceve ed esamina le relazioni degli altri organi delle Nazioni Unite, ed esamina e ne approva il bilancio generale.

Dal 1950, con la risoluzione «uniting for peace», in caso di inerzia del Consiglio di Sicurezza (ad esempio bloccato dal veto di un membro permanente su decisioni urgenti) può prenderne le veci, diventando quindi un organo esecutivo in grado di imporre sanzioni o prendere decisioni anche sull’utilizzo della forza. Le decisioni più importanti, ( come il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, l’elezione dei membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza, l’elezione dei membri del Consiglio economico e sociale, l’elezione di membri del Consiglio di amministrazione fiduciaria, l’ammissione di nuovi membri, la sospensione dei diritti e dei privilegi o l’espulsione di un membro, le questioni relative al funzionamento del regime di amministrazione fiduciaria e alle questioni di bilancio), richiedono una maggioranza di due terzi. Per tutte le altre basta la maggioranza semplice. Ogni Paese ha un solo voto, anche se può avere fino a cinque rappresentanti nell’Assemblea.

L’Assemblea generale si riunisce in sessioni ordinarie annuali. Una sessione ordinaria comincia il terzo giovedì di settembre e dura fino a metà dicembre. L’assemblea si riunisce altresì in sessioni speciali ove le circostanze lo richiedano. Le sessioni speciali sono convocate dal segretario generale su richiesta del Consiglio di Sicurezza o della maggioranza dei membri delle Nazioni Unite. I delegati dell’Assemblea, prima delle sedute plenarie, lavorano in commissioni tematiche

3. Il Consiglio di sicurezza

Secondo la Carta delle Nazioni Unite il Consiglio di sicurezza ha tre obiettivi:

1. mantenere la pace e la sicurezza
2. sviluppare relazioni cordiali tra le nazioni
3. cooperare nel risolvere problemi internazionali e promuovere rispetto dei diritti umani
4. essere un centro per armonizzare le azioni delle nazioni che ne fanno parte

Tutti i membri delle Nazioni Unite accettano e supportano le decisioni del Consiglio di Sicurezza.

Il Consiglio di Sicurezza deve intervenire per evitare che i contrasti fra i paesi degenerino in conflitti e, in caso di guerra, deve fare tutto il possibile per ristabilire la pace.

Il consiglio di sicurezza è composto da 15 stati, di cui 5 sono i membri permanenti (Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Francia, Cina) e i 10 vengono eletti a rotazione ogni 2 anni dall’assemblea generale. Le decisioni del Consiglio di Sicurezza sono approvate se ottengono il voto favorevole della maggioranza dei componenti, compreso quello di tutti i membri permanenti. Ogni membro permanente ha il diritto di veto, cioè la possibilità di impedire l’adozione di un provvedimento, anche contro il parere degli altri 14 membri. I 5 membri permanenti hanno un ruolo dominante. In caso di mancato rispetto delle deliberazioni, il Consiglio di Sicurezza può decidere di sospendere le relazioni diplomatiche, e può applicare sanzioni economiche (tra cui i cosiddetti embarghi).

4. Consiglio economico e sociale

Il Consiglio Economico e Sociale è l’organo consultivo e di coordinamento dell’attività economica e sociale delle Nazioni Unite. Ha come obiettivo quello di promuovere lo sviluppo in diversi settori, dall’occupazione, all’educazione, alla salute. È composto da 54 membri nominati per tre anni. In conformità all’articolo 68 della Carta, il Consiglio ha fondato molte organizzazioni di sussidio, tutte subordinate all’Assemblea Generale, che dà loro le direttive. Alcuni esempi sono: la Fao, l’Unicef, l’Unctad.

5. Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite 
(United Nations Human Rights Council – UNHRC)

Ha sede a Ginevra. È un organo sussidiario dell’Assemblea generale, nato nel marzo del 2006 con il voto contrario di Stati Uniti, isole Marshall, Palau e Israele. 

Il Consiglio ha sostituito la vecchia Commissione per i diritti umani delle Nazioni unite fondata nel 1946. È composto da 47 membri eletti dall’Assemblea generale con rotazione triennale. I seggi sono così distribuiti: 13 per l’Africa, 13 per l’Asia, sei per l’Europa dell’Est, otto per l’America latina e i Caraibi, sette per l’Europa occidentale e gli altri gruppi. Le sessioni regolari si svolgono tre volte all’anno: marzo, giugno e settembre. Ma vi possono essere sessioni speciali se a chiederlo è un terzo degli Stati membri. 

L’Unhcr ha il compito di monitorare il rispetto e le eventuali violazioni dei diritti umani negli Stati aderenti alle Nazioni unite, compresi quelli che hanno votato contro la creazione del consiglio, e informare l’opinione pubblica dello stato dei diritti umani nel mondo.

Nel momento in cui viene individuata una violazione dei diritti umani, il consiglio può aprire una “procedura speciale”. Una volta aperta la procedura, un pool di esperti guidato da un rappresentante del consiglio si reca di persona nell’area interessata per verificare il rispetto dei diritti umani e le eventuali violazioni, per poi riferirne al Consiglio. Che a maggioranza decide in base al rapporto fornito se si è verificata una violazione dei diritti umani, e può imporre con una risoluzione il ripristino dei diritti umani violati. La risoluzione tuttavia non è vincolante e il consigio non può imporre un embargo per la violazione dei diritti umani. 

Gli Stati contro i quali è stata aperta una “procedura speciale” sono 13: Birmania, Burundi, Cambogia, Congo, Corea del Nord, Haiti, Israele, Somalia, Sudan ed Uzbekistan.

6. Corte internazionale di giustizia

È il principale organo giudiziario delle Nazioni unite fondato nel 1945. Ha sede nel Palazzo della pace dell’Aia, in Olanda. La corte è composta da 15 giudici eletti ogni nove anni dall’Assemblea generale e dal Consiglio di sicurezza da una lista di persone nominate dai grupi nazionali della Corte permanente di arbitrato. I giudici non sono rappresentanti dei loro Paesi ma siedono a titolo personale. Le decisioni sono prese a maggioranza dei presenti.

In base all’articolo 93 della Carta dell’Onu, tutti i 193 membri dell’Onu fanno parte della Corte internazionale di giustizia. Gli Stati non membri possono comunque farne parte seguendo una particolare procedura prevista dall’articolo 93. I compiti principali della Corte sono dirimere le dispute fra Stati membri delle Nazioni unite che hanno accettato la sua giurisdizione e offrire pareri consultivi su questioni legali avanzate dall’Assemblea generale, dal Consiglio di sicurezza o dagli Istituti specializzati. 

La Corte esercita una funzione giurisdizionale per l’applicazione e l’interpretazione del diritto internazionale. Nell’esercizio di questa funzione, la Corte opera in maniera arbitrale, e solo se gli Stati parti di una controversia internazionale abbiano riconosciuto la sua giurisdizione. In qualsiasi momento la Corte può costituire una o più sezioni composte di almeno tre giudici per trattare particolari controversie. Per un rapido espletamento dei processi, ogni anno la corte costituisce una sezione composta di cinque giudici. 

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