Di cosa parliamo quando parliamo di omosessualità

Bisex, lesbica, queer o transgender?

BISESSUALE. Persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone di entrambi i sessi. Si deve fare attenzione a non confondere la bisessualità con l’ermafroditismo, una condizione per la quale, nello stesso individuo, si ha la contemporanea presenza delle caratteristiche anatomiche sessuali sia dell’uomo che della donna.

COMING OUT. È un’espressione usata per indicare la decisione di dichiarare la propria omosessualità. Deriva dalla frase inglese coming out of the closet (uscire dallo sgabuzzino), cioè uscire allo scoperto. In senso più ampio, il coming out rappresenta tutto il percorso che una persona compie per prendere coscienza della propria omosessualità fino a dichiararsi nella vita sociale.

DRAG QUEEN/DRAG KING. Uomo che si veste da donna (queen) o donna che si veste da uomo (king), accentuandone le caratteristiche con finalità artistiche o ludiche.

ETEROSESSISMO. Visione del mondo che considera come naturale solo l’eterosessualità, dando per scontato che tutte le persone siano eterosessuali. L’eterosessismo rifiuta e stigmatizza ogni forma di comportamento, identità e relazione non eterosessuale.

ETEROSESSUALE. Persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dell’altro sesso.

GAY. Uomo omosessuale. Il termine viene usato anche per indicare le donne omosessuali nei Paesi di lingua anglosassone.

INTERSESSUALITÀ. Condizione della persona che, per cause genetiche, nasce con i genitali e-o caratteri sessuali secondari non definibili come esclusivamente maschili o femminili.

LESBICA. Donna omosessuale.

LGBT. Acronimo utilizzato per indicare le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender. A volte si declina anche come “LGGBTIQ”, comprendendo anche il termine queer, persone che vivono una condizione intersessuale.

OMOFOBIA. È il pregiudizio, la paura e l’ostilità nei confronti delle persone omosessuali e le azioni che derivano da questo pregiudizio. L’omofobia può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali. Il 17 maggio è stata scelta come Giornata mondiale contro l’omofobia, in ricordo del 17 maggio 1990, quando l’Organizzazione mondiale della sanità eliminò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Esiste anche l’omofobia interiorizzata: forma di omofobia non cosciente, risultato dell’educazione e dei valori trasmessi dalla società.

Il termine omofobia oggi è in parte superato e sostituito con il termine omonegatività per indicare che gli atti di discriminazione e violenza nei confronti delle persone omosessuali non sono necessariamente irrazionali o frutto di paura, ma piuttosto l’espressione di una concezione negativa dell’omosessualità.

OMOSESSUALE. Persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dello stesso sesso.

OUTING. Espressione usata per indicare la rivelazione dell’omosessualità di qualcuno da parte di terze persone senza il consenso della persona interessata. Il movimento di liberazione omosessuale ha utilizzato a volte l’outing come pratica politica per rivelare l’omosessualità di esponenti pubblici (politici, rappresentanti delle Chiese, giornalisti) segretamente omosessuali che però assumono pubblicamente posizioni omofobe.

PRIDE. Espressione che indica la manifestazione e le iniziative che si svolgono ogni anno in occasione della Giornata mondiale dell’orgoglio LGBT, nei giorni precedenti o successivi alla data del 28 giugno, che commemora la rivolta di Stone wall, del 28 giugno 1969. I cosiddetti moti di Stonewall furono una serie di violenti scontri fra persone transgender e omosessuali e la polizia di New York. La prima notte degli scontri fu quella di venerdì 27 giugno 1969, quando la polizia irruppe nel locale chiamato Stonewall Inn, un bar gay di Christopher Street, nel Greenwich Village. Gli episodi di Stonewall sono considerati simbolicamente il momento di nascita del movimento LGBT moderno in tutto il mondo. 

QUEER. È un termine inglese che significa “strano, insolito”, che veniva usato in senso spregiativo nei confronti degli omosessuali. Di recente è stato rivisto in chiave positiva per indicare tutte le sfaccettature dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale, rifiutando al tempo stesso le rigide categorie del termine LGBT e rivendicandone il superamento. 

TRANSESSUALE. Persona che sente in modo persistente di appartenere al sesso opposto e, per questo, compie un percorso di transizione che in genere si conclude con la riassegnazione chirurgica del sesso. Si può declinare sia al femminile come “la” transessuale, per indicare persone di sesso maschile che sentono di essere donne (MtF – Male to Female), sia al maschile come “il” transessuale, per indicare persone di sesso femminile che sentono di essere uomini (FtM – Female to Male). 

TRANSFOBIA. È l’insieme di pregiudizi, paure e ostilità nei confronti delle persone transessuali e transgender e le azioni che da questo pregiudizio derivano. La transfobia può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone transessuali e transgender. Il 20 novembre è riconosciuto a livello internazionale come il Transgender Day of Remembrance (T-DOR) per commemorare le vittime della violenza transfobica, in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto Remembering Our Dead

TRANSGENDER. Termine “ombrello” che comprende tutte le persone che non si riconoscono nei modelli correnti di identità e di ruolo di genere, ritenendoli troppo restrittivi rispetto alla propria esperienza. 

TRAVESTITO. Persona che abitualmente indossa abiti del sesso opposto, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale o identità di genere.

Le leggi italiane

LAVORO. Nel 2003 l’Italia ha recepito la direttiva 78 del 2000 della Comunità europea contro le discriminazioni sul lavoro in base all’orientamento sessuali. Per la prima volta l’omosessualità viene nominata nelle leggi italiane. Ma le clausole introdotte sancivano che l’orientamento sessuale potesse assumere rilevanza nel valutare se un cittadino era idoneo o meno a entrare nell’Esercito, Polizia e Vigili del Fuoco. Clausole abolite solo nel 2008. 

UNIONI CIVILI. L’Italia non permette alle coppie dello stesso sesso di contrarre matrimonio e, non prevedendo alcuna forma di riconoscimento giuridico per le coppie di fatto, non le riconosce neanche in quanto conviventi. 

  • Il 2 marzo 2010 la Corte di Strasburgo ha pronunciato una sentenza importante per il destino delle coppie omosessuali europee. I giudici hanno stabilito che non vi è un unico modo di vivere la vita privata e che ritenere che le coppie omosessuali siano meno famiglie di quelle etero è artificiale. 
  • In Italia, sempre nel 2010, la Corte Costituzionale italiana si è pronunciata con la sentenza numero 138, che riconosce alle persone omosessuali il diritto di vivere liberamente la propria condizione di coppia. 
  • Nel 2013 una sentenza della Corte di Strasburgo ha stabilito che nelle coppie omosessuali i partner devono avere il diritto ad adottare i figli dei compagni, così come avviene per le coppie eterosessuali non sposate. 

CAMBIO DEL SESSO. La legge 164 del 1982 consente a un soggetto affetto dal disturbo dell’identità di genere di essere autorizzato all’adeguamento dei caratteri sessuali. La normativa prevede che in seguito alla rettificazione del sesso non debba permanere nessuna traccia sul sesso e il nome originario a salvaguardia del futuro inserimento nei rapporti sociali e lavorativi. I procedimenti da seguire sono due: uno per ottenere l’autorizzazione alla rettifica chirurgica del sesso, l’atro per la rettifica dello stato civile. In altri ordinamenti europei, invece, il cittadino ottiene l’autorizzazione alla rettifica chirurgica del sesso e alla rettifica alla stato civile del proprio none con un solo procedimento, con conseguente riduzione dei tempi processuali e dell’impegno della giustizia.   

REGISTRI UNIONI CIVILI. Il movimento LGBT in diverse città italiane ha chiesto (e ottenuto) di istituire i registri delle unioni civili. La registrazione anagrafica della convivenza ha per lo più solo un significato simbolico e di visibilità dell’esistenza delle unioni civili, a meno che il singolo Comune non decida di aggiungere al valore simbolico dell’unione diritti reali, come l’accesso agli alloggi popolari o alle riduzioni della mensa scolastica. I primi comuni a dotarsi di un registro sono stati Empoli nel 1993 e Pisa nel 1996. 

FONTI: “Strategia nazionale LGBT” – ministero delle Pari opportunità e Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali a difesa delle differenze); Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBT

Twitter @lidiabaratta

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