Il canale che visse due volte

La nuova vita del canale

Esistono momenti in cui cambiare vestito significa anche cercare una nuova identità, o trovarne una per la prima volta. Il canale Innovazione e Tecnologia de Linkiesta compie questo esperimento a partire dal 28 ottobre, con il varo del nuovo sito. Il giornale assume con i lettori l’impegno di condurre un progetto pilota, anzi tre, che saranno rendicontati agli utenti e su cui sarà chiesto il loro coinvolgimento e la loro opinione.

Il primo percorso riguarda la focalizzazione del canale su alcuni temi centrali del rapporto tra tecnologia, amministrazione pubblica, impresa e cittadini. Le molte parole spese nell’ultimo anno sull’innovazione, sulle start-up italiane, sul merito, hanno peccato molto di retorica e rischiano di annebbiare la drammaticità della situazione italiana.

La tecnologia non è uno strumento. È la forma del pensiero e dell’azione in cui siamo immersi. La formula della «knowledge economy» ricorda a tutti con l’incisività di cui sono capaci le etichette che non esiste una struttura di potere finanziario o amministrativo che possa credere di sopravvivere a lungo al di fuori delle soluzioni più avanzate dell’informatica. Qualunque programma politico ed economico che voglia perseguire obiettivi di qualche serietà non può evitare di misurarsi con il tema dei big data, e con le derive che questa figura della tecnologia contemporanea impone dal punto di vista dell’evoluzione delle imprese, della struttura del mercato, della normativa sulla privacy, per citarne alcuni. Non ci si può preoccupare della quantità di dati che vengono prelevati dalle istituzioni solo quando scoppia uno scandalo come quello rivelato da Snowden sullo spionaggio perpetrato dalla NSA. (In fondo senza nemmeno tentare di capire a fondo cosa sia successo.)

Linkiesta è un giornale nato e cresciuto solo online: la sua dedizione alla forma di vita digitale è testimoniata anche dal suo corpo interamente composto di bit. Nelle pagine del canale Innovazione e Tecnologia la testata si impegna a dedicare ogni sforzo nel tentativo di raccontare il mondo fatto di big data, di smart city, di open data, di economia della conoscenza, in cui si dispiega la nostra esistenza fin troppo inconsapevole dell’intelligenza (buona e cattiva) che modella la nostra esperienza.

Per esercitare al meglio questo impegno di esplorazione e di testimonianza, Linkiesta si assume un secondo impegno: aprire sulle pagine di Innovazione e Tecnologia una finestra sempre più ampia e comprensiva sulle notizie più interessanti che compaiono nei giornali italiani e stranieri intorno al tema del canale. La rassegna stampa sarà elaborata in un primo momento dalla redazione, che formulerà la sua selezione di proposte per tutti i lettori. In un secondo momento il canale si ripromette di personalizzare sempre meglio i suggerimenti di approfondimento, segnalando a ciascun utente il tipo di informazioni che corrispondono meglio al suo profilo di interessi.

Il terzo progetto in cui Linkiesta si impegna a compiere il suo percorso di ricerca è la costruzione di un formato di native advertising capace di costituirsi a sua volte come una fonte di notizie che non tradiscano la fiducia riposta dai lettori nell’autonomia della testata. Il giornale che ospita il canale Innovazione e Tecnologia da sempre tenta di incarnare un modello di sostenibilità economica di tipo liberale, indipendente dai finanziamenti che provengono dallo Stato e dalla commistione con fazioni politiche e finanziarie. Per tenere fede a questa impostazione occorre trovare forme di finanziamento che garantiscano la sopravvivenza della testata (e dei suoi giornalisti), contando sul valore delle indagini e dei racconti che popolano le sue colonne. 

La convinzione è che il vero imprenditore, come sosteneva Schumpeter, fondi la sua speranza di successo sullo sforzo di comprendere il pubblico a cui si rivolge e sull’immaginario che gli permette di vedere forme di vita non ancora presenti, ma ricche di futuro per gli uomini cui si rivolge. Per questo Linkiesta in passato ha celebrato Steve Jobs e ha accusato i Ligresti.

Senza una visione liberale del mondo, questa testata e questo canale perderebbero di senso. Senza la fiducia che il pubblico sia animato dalla stessa volontà di comprendere e di innovare che anima la concezione liberale della realtà, Linkiesta non avrebbe più nessuno cui parlare. Con questi lettori che condividono la stima per la pacatezza dell’intelligenza e per la determinazione etica che la guida, il canale Innovazione e Tecnologia prende i suoi impegni di indagine, di condivisione, di trasparenza e sostenibilità.