Pizza ConnectionLampedusa, ricerche tutta la notte, 111 corpi ritrovati

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Sono andate avanti tutta la notte le ricerche dei dispersi nel mare di Lampedusa, dove ieri mattina un barcone con 500 migranti si è ribaltato, causando la più grande tragedia dell’immigrazione in Italia. I corpi recuperati in mare sono al momento 111. Altri 100 sarebbero stati trovati sotto il relitto della nave naufragata. Sono  invece 155 i superstiti tratti in salvo, ma secondo il loro racconto sull’imbarcazione c’erano almeno 500 persone, tutte provenienti dai Paesi dell’Africa subsahariana, soprattutto Eritrea e Somalia. Mancano all’appello almeno 200 persone. Il barcone carico di migranti si è rovesciato a poca distanza dalla riva e ha preso fuoco a circa mezzo miglio dall’Isola dei Conigli di fronte a Lampedusa. Tra le vittime ci sono due bambini, un maschio e una femmina. «Siamo partiti due giorni fa dal porto libico di Misurata. Su quel barcone eravamo in 500. Non riuscivamo nemmeno a muoverci. Durante la traversata tre pescherecci ci hanno visto ma non ci hanno soccorso», hanno raccontato alcuni superstiti del naufragio.

Il racconto di un testimone a RaiNews 24

LE PAROLE DEL SINDACO DI LAMPEDUSA. Il sindaco dell’isola, Giusi Nicolini, riferisce anche che tra i superstiti è stato individuato e fermato un presunto scafista di nazionalità tunisina. I cadaveri, che si trovano al momento sul molo Favarolo a Lampedusa, saranno trasferiti nell’hangar dell’aeroporto dell’isola. «Venga a contare i morti con me», scrive il sindaco in un un telegramma inviato al premier Enrico Letta. Il primo cittadino ha anche proclamato il lutto cittadino dopo l’ennesima tragedia del mare avvenuta davanti alle coste dell’isola. I tweet del sindaco:

Ho descritto la scena dei morti a @EnricoLetta poco fa a telefono #Lampedusa

— GiusiNicolini (@giusi_nicolini) October 3, 2013

Questi sono i nostri morti. I primi 93 #Lampedusa pic.twitter.com/tQGPWZezpQ

— GiusiNicolini (@giusi_nicolini) October 3, 2013

LA DINAMICA. Come ha riferito a Skytg24 Antonino Candela, commissario straordinario dell’Assistenza sanitaria di Palermo, ora operativo a Lampedusa, già intorno alla mezzanotte si era verificato «un altro sbarco, di 463 siriani, con 30 bambini dei quali una piccola di appena 2 mesi». «Probabilmente, si è capovolto a causa dei movimenti scomposti delle centinaia di persone a bordo, nel momento in cui hanno visto terra«, ha spiegato Candela, «in base a quella che è la mia esperienza». Ci sarebbero però anche altre ricostruzioni. Secondo i carabinieri, alcuni dei migranti avrebbero dato fuoco a una coperta per farsi vedere, causando un incendio di grosse dimensioni sul barcone. Una ricostruzione accreditata anche dal sindaco Nicolini.

I primi soccorsi sono stati dati da barche turistiche che, sentendo le urla in acqua, sono intervenute. Proprio oggi, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era intervenuto sul tema del diritto di asilo. In un messaggio inviato per la presentazione del «Rapporto Italiani nel Mondo 2013» della Fondazione Migrantes, il Capo dello Stato ha invitato a rivedere con «maggiore sensibilità» le politiche di accoglienza.

PAPA FRANCESCO. Sulla tragedia è intervenuto con un tweet Papa Francesco, che a Lampedusa è andato al luglio nel suo primo viaggio da Pontefice. Al termine di un discorso che stava pronunciando ai partecipanti a un convegno su Giovanni XIII, Bergoglio ha detto: «È una vergogna».

Preghiamo Dio per le vittime del tragico naufragio a largo di Lampedusa.

— Papa Francesco (@Pontifex_it) October 3, 2013

LA POLEMICA DELLA LEGA NORD. Attacchi a Laura Boldrini e Cécile Kyenge sono arrivati da Gianluca Pini, vicepresidente del gruppo Lega Nord a Montecitorio:«La responsabilità morale della strage che sta avvenendo nelle acque di Lampedusa è tutta della coppia Boldrini-Kyenge. La loro scuola di pensiero ipocrita, che preferisce politiche buoniste alle azioni di supporto nei Paesi del terzo mondo, ha portato a risultati drammatici come questi. Continuando a diffondere senza filtri messaggi di accoglienza si otterrà la sola conseguenza di mietere più vittime di una guerra. Tanto la Boldrini quanto la Kyenge hanno sulla coscienza tutti i clandestini morti in questi ultimi mesi».

CÉCILE KYENGE. Il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge in conferenza stampa ha risposto alle dichiarazioni di Pini e ha chiesto «nuove politiche per evitare queste tragedie» e «dare accoglienza alle persone in fuga dalle guerre». Si tratta, ha detto, di una «tragedia umana». «Da questo momento in poi ognuno di noi deve cercare una soluzione, non fomentando la politica della paura, ma creando una politica di dialogo che si fonda sulla conoscenza dell’altro. Abbiamo la responsabilità morale di fare questo, contro chi già in questo momento sta lanciando messaggi opposti. Serve il coordinamento tra diversi ministeri per rivedere le norme sull’immigrazione attraverso il dialogo e il confronto». «In questo momento la priorità è un’altra rispetto alle contrapposizioni di questi giorni. Servono accordi con Paesi di origine dei migranti. In questo momento sono in corso tutti gli accertamenti. Domenica sarò a Lampedusa. Queste persone fuggono da Paesi in cui in questo momento ci sono conflitti. Bisogna dare risposte in termini di politica internazionale. Dobbiamo sapere che ciascuno di noi deve fare la sua parte in Europa. L’Europa farà la sua parte e noi dovremo accertarci che l’Europa farà la sua parte. Bisogna aprire corridoi umanitari per contrastare l’attività delle organizzazioni criminali» che guadagnano dal traffico di migranti.  

Il video della conferenza stampa di Cécile Kyenge

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ALFANO. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha annullato il vertice e la conferenza stampa dei ministri del Pdl prevista per oggi le 12 per recarsi nell’isola.

«Fatto punto su immane tragedia Lampedusa con Alfano e vertici ministero che si recheranno subito sul luogo disastro per i primi interventi», ha scritto su Twitter il Presidente del Consiglio Enrico Letta. Alfano, che riferirà nei prossimi giorni al Parlamento, è già partito in direzione dell’isola.

Angelino Alfano, prima di partire per Lampedusa, in conferenza stampa ha detto: «Stiamo facendo tutto il possibile che in un giorno così disperante per l’Europa e per il mondo intero un Paese democratico come l’Italia deve fare. Speriamo che l’Europa si renda conto che non è solo un dramma italiano, ma un dramma europeo. Ma questo non è il momento delle polemiche». E poi ha aggiunto che i migranti «provenivano dalla Libia, in particolare da Misurata, ed erano eritrei e somali». «Stiamo facendo di tutto per assicurare a chi una vita l’ha persa una dignitosa sepoltura secondo l’umana pietas». E poi ha stoppato le polemiche sulla presunta omissione di soccorso: «I pescherecci passati nelle vicinanze del barcone naufragato nella notte vicino a Lampedusa «non lo hanno visto, altrimenti sarebbero intervenuti. Gli italiani sono di grande cuore, abbiamo soccorso 16mila naufraghi». E poi il vicepremier chiarisce la dinamica dei soccorsi: «La Guardia Costiera è arrivata sul posto della tragedia di Lampedusa subito dopo la segnalazione della tragedia».

IL RAPPORTO DEL CONSIGLIO D’EUROPA. Il naufragio a Lampedusa arriva a un solo giorno dalla condanna del Consiglio d’Europa sulle politiche migratorie dell’Italia. Strasburgo ha giudicato «sbagliate o controproducenti» le misure prese in questi ultimi anni dall’Italia per gestire i flussi migratori. In un rapporto approvato all’unanimità dalla commissione migrazioni si sottolinea che quanto fatto sinora non ha messo «l’Italia in grado di gestire un flusso che è e resterà continuo». Nel testo si dice poi che «a causa di sistemi di intercettazione e di dissuasione inadeguati», l’Italia si è di fatto trasformata in una calamita per l’immigrazione, in particolare per gli immigrati che cercano una vita migliore all’interno dell’area Schengen. Non solo: secondo Strasburgo alcune delle scelte fatte dalle autorità italiane «rischiano di minare la fiducia nell’ordine legale europeo e nella Convenzione di Dublino». E la strada sinora seguita dall’Italia «non ha aiutato a convincere gli altri Paesi membri della Ue a condividere la responsabilità» per i flussi in arrivo sulle coste italiane. 

LUTTO NAZIONALE. Alle 17,30 Enrico Letta ha convocato il Consiglio dei ministri per proclamare il lutto nazionale nella giornata del 4 ottobre. 

Ho convocato il cdm alle 1730 per proclamare il lutto nazionale nella giornata di domani per la immane tragedia di #Lampedusa

— Enrico Letta (@EnricoLetta) October 3, 2013

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«Ci siamo assueffatti alle morti degli immigrati sui barconi. Se fossero stati bianchi su una nave da crociera, ne avremmo parlato anche nei talk show»

LA NOSTRA INCHIESTA SU LAMPEDUSA

I numeri, dall’apertura dei centri a oggi parlano chiaro, in particolare sul centro di primo soccorso di Lampedusa: a quanto risulta a Linkiesta nei soli primi sei mesi del 2013 gli sbarcati sono stati poco meno di 4mila con circa 50 sbarchi avvenuti sull’isola. Andando a ritroso nella lettura dei numeri sul centro di primo soccorso e accoglienza di Lampedusa si rileva come le presenze siano in costante crescita e con picchi significativi. Per esempio, sul sito del Ministero dell’Interno i dati disponibili viaggiano tra il 2005 e l’ottobre del 2009. Più significativi sono invece i numeri nella disponibilità della prefettura di Agrigento, che tracciano un quadro più completo dei flussi riguardanti gli ingressi al CDA di Lampedusa. Il picco massimo, dato non desumibile dai dati rilasciati dal Ministero dell’Interno, si è avuto nel 2011 quando gli sbarcati nell’intero anno sono stati 51.922.

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Essendo un centro di primo soccorso e accoglienza gli immigrati vengono poi smistati, tuttavia lo stesso centro più di una volta si è trovato a fare i conti con il sovraffollamento arrivando a picchi di 1847 ospiti su ottocento posti disponibili in regime di emergenza, mentre in condizioni di normalità i posti sarebbero 381. «Per ora la situazione è sotto controllo» spiega a Linkiesta Barbara Molinario dell’UNHCR (l’alto commissariato per i rifugiati) che la scorsa settimana è stata in ricognizione proprio a Lampedusa, «il flusso degli arrivi è ancora gestibile, ma l’attenzione deve comunque rimanere alta, vista anche l’instabilità politica dei paesi nordafricani». Uno dei punti nevralgici della situazione all’interno di CIE, CDA e CARA riguarda anche il personale di vigilanza, al momento affidato a una taskforce delle Forze dell’ Ordine che ha raggiunto le 150 unità a Lampedusa e circa 700 su tutti i centri in Italia.

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Un impiego che, spiega a Linkiesta Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di Polizia Silp/Cgil, costa «circa 35-40 milioni di euro», una cifra, prosegue Tissone «che appare spropositata in un paese che dovrebbe impiegare simili energie nella lotta alla criminalità organizzata come nel controllo del territorio liberando, così, risorse che potrebbero essere utilizzate altrove». Insomma, nei centri demandati alla prima accoglienza e all’asilo degli immigrati potrebbe esserci un maggiore impiego di personale di assistenza rispetto a quello di vigilanza, anche se non mancano alcune situazioni problematiche come quella del Centro di primo soccorso e assistenza di Pozzallo (Ragusa). Qui, è convinzione diffusa tra le forze di polizia, sembra un vero e proprio CIE con difficoltà operative e logistiche per il personale di vigilanza, che dovrebbe essere impiegato solo in situazioni di emergenza, ma che invece è praticamente una presenza fissa.

Ovviamente fanno capolino nella vicenda anche le dotazioni di bilancio e i provvedimenti che mancano da parte del governo, su cui Tissone ritorna «si rende necessario un provvedimento del governo che, ad oggi, non ha ancora trovato soluzione alcuna con diverse migliaia di euro di risorse non pagate che gravano sul personale che, dallo scorso autunno, attende, ancora, di essere remunerato». Un provvedimento che ancora oggi non è arrivato e su cui i sindacati di polizia stanno cercando di dirottare l’attenzione del governo, fino ad ora senza risultato.

La Porta d’Europa a Lampedusa (Flickr – amemainda)


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