Roma, corteo degli antagonisti: ora è “acampada”

Contro l'austerity 70mila in piazza

A distanza di due anni dalla manifestazione che mise a ferro e fuoco Roma – era il 15 ottobre 2011 – esplode la tensione per quella di sabato pomeriggio. Numerosi i fermi, diverse le segnalazioni, capitale blindata e tafferugli sparsi lungo il percorso seguito da un serpentone di quasi 70mila persone. Dopo un fitto lancio di uova e di petardi sui portoni del ministero dell’Economia, è iniziato un lancio di petardi contro le forze dell’ordine. Cariche pure in via Quintino Sella e via Goito dove i manifestanti hanno rovesciato in strada cassonetti e bidoni per creare delle barricate. Alcuni partecipanti al corteo, circa 200, hanno indossato bavagli, caschi neri. In fiamme cassonetti e vetrine infrante tra cui quelle di una filiale di Intesa Sanpaolo e Unicredit. I fermati al termine degli scontri sono stati 16 (5 gli espulsi) mentre le forze dell’ordine hanno disinnescato tre ordigni più forti di bombe a mano. Il corteo è infine giunto a Porta Pia, dove la situazione si è tranquillizzata. I manifestanti affermano che vogliono rimanere accampati fino a martedì. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano è intervenuto: «Ancora una volta lo Stato si è dimostrato più forte di chi vuole sovvertire le sue regole e le sue leggi. Le Forze dell’Ordine hanno contenuto, arginato, battuto le forze del disordine. Noi ringraziamo gli oltre 4mila agenti che in strada hanno come come sempre fatto il loro lavoro con sacrificio e rischiando anche sul piano fisico e ringraziamo davvero di cuore quella parte larghissima dei partecipanti che si sono mostrati pacifici e anzi contro coloro i quali volevano andare contro le leggi».

LE FOTO DELL’ACAMPADA A PORTA PIA 

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