Pornochat a scomparsa3 miliardi di dollari? No grazie, troppo poco

3 miliardi di dollari? No grazie, troppo poco

Facebook è in difficoltà con il pubblico più giovane. I teenager lasciano il social network più famoso del mondo preferendogli piattaforme più immediate e più libere nella comunicazione con gli amici.

Zuckerberg ha ammesso la crisi di seduzione che il suo sito sta attraversando nei confronti dei ragazzi. I tentativi di reazione comunque sono già in corso. Il primo riguarda la modifica delle policy di utilizzo del social network, con un parziale annullamento delle restrizioni che vengono imposte nell’interazione con i dispositivi della piattaforma. Il secondo è la grande notizia di oggi, la proposta di acquisto nei confronti di Snapchat, uno dei social media che nell’ultimo anno si è mostrato più capace di attrarre utenti nella fascia di età su cui Facebook è in affanno. L’annuncio viene dal Wall Street Journal, che riporta anche il cortese rifiuto opposto all’offerta da tre miliardi di dollari avanzata dalla società di Menlo Park.

Il co-fondatore e CEO di Snapchat è un ragazzo di 23 anni e si chiama Evan Spiegel. Ha le idee chiare sul futuro e spiega che fino ai primi mesi dell’anno prossimo non ha intenzione di accogliere nessuna proposta di acquisto o di finanziamento oltre quelli già ricevuti. Il suo obiettivo è quello di accrescere le dimensioni del social network in termini di utenti registrati e di quantità di messaggi scambiati, al fine di raggiungere una quotazione finanziaria molto più elevata. Esatto, avete letto bene, molto più elevata.

D’altra parte potremmo ostentare tutti la sua brillantezza se all’altro capo del telefono avessimo il gigante cinese Tencent pronto ad investire 4 miliardi sulla nostra piattaforma, come sta accadendo a Spiegel. In questo modo il Gruppo orientale tenterebbe di aggiudicarsi la leadership mondiale dei dispositivi di conversazione sync in ambiente digitale su device mobili.

Ma cosa hanno inoculato Spiegel&Co. in Snapchat, tanto da rendere questo luogo on-line un oggetto dal valore finanziario così imponente? Secondo le dichiarazioni registrate alla TechCrunch Disrupt Conference dello scorso settembre, ogni giorno la piattaforma accoglie 350 milioni di fotografie dalla sua base di utenti registrati. Non si conoscono invece le dimensioni della comunità dei frequentatori del sistema: secondo Nielsen il pubblico adulto negli Stati Uniti a maggio di quest’anno sarebbe ammontato a 8 milioni di unità – ma non sono comunque i maggiorenni il target preferito da questo social network.

I favori che provengono dai teenager sembrano essere motivati dalle tre proprietà essenziali dell’interazione su Snapchat:

  1. la piattaforma invia i messaggi a destinatari selezionati dalla lista degli amici via cellulare, come se l’utente stesse inviando una forma aggiornata dei vecchi sms;
  2. Il contenuto del messaggio può essere composto da testo, ma per lo più è in formato immagine, e ospita fotografie generate con i dispositivi di autoscatto dello smartphone;
  3. l’oggetto veicolato dal messaggio viene distrutto sia sul cellulare del destinatario, sia sui server della piattaforma, pochi secondi dopo essere stato visualizzato dall’amico cui è stato inviato.

In questo modo i teenager possono accedere ad un servizio di comunicazione che si attiva molto rapidamente e che tutela il mittente dalla memoria inestinguibile che caratterizza il web. Il meccanismo di funzionamento di Snapchat è una garanzia strutturale del diritto all’oblio che gli apparati legali dei governi europei non riescono a garantire ai cittadini che frequentano Facebook, Google o Twitter. I ragazzini che ricorrono a Snapchat sanno di poter inviare ai loro contatti qualunque genere di contenuto senza che il loro gesto rimanga congelato negli archivi digitali (e nei risultati delle ricerche di Google) in eterno.

Naturalmente questa formula di assicurazione sul futuro ha incentivato i comportamenti di condivisione più disinibiti che si possano immaginare, tanto da generare la percezione di Snapchat come un “sexting service” per teenager – e per chiunque decida di convertire questa facile pornografia grassroot in un meccanismo per profitti illeciti. Non sono mancati episodi di sconfinamento nel diritto penale, con investigazioni della polizia americana su presunti reati a sfondo sessuale.

Nessuno si stupisce che la Rete inventi nuove forme di produzione e di diffusione della pornografia, sia che esse sorgano con intenzioni innocenti o criminali. Quello che mi sembra più rilevante è il valore (economico) che sta assumendo la dissolvenza negli ambienti digitali. Il successo e il credito accumulati da Snapchat derivano dal carattere effimero dei contenuti che vi sono diffusi. E’ la scomparsa del documento ad acquistare significato, non la sua trasformazione in un monumento sempiterno. Senza la rimozione, la promessa del social network non sarebbe stato in grado di erodere la simpatia degli utenti più giovani alla concorrenza totalitaria di Facebook.

L’NSA ha contribuito in maniera significativa a sdoganare il valore dell’effimero in Rete. A parte il caso “eroico” di Twitter, soltanto chi non conserva alcun dato per configurazione strutturale ha potuto sfuggire al buco nero di ingestione delle informazioni private allestito dallo spionaggio di stato americano ed europeo. Anche 4chan ha beneficiato del miracolo del ripristino della verginità grazie alla sopravvivenza limitata dei contenuti che ospita sulle sue pagine.

Come 4chan, Snapchat ospita contenuti sciatti, spesso oltre il limite della pedopornografia, che si diffondono rapidamente e che aggregano un pubblico ampio e ingenuo. Come 4chan, la natura di questo contenuto coincide con la sua rimozione (quasi) immediata, con la sparizione dagli archivi istituzionali, con la traccia lacunosa che lascia in chi lo ha incontrato solo per rigenerare il desiderio di nuovo materiale, di nuove interazioni, della ripetizione infinita senza concetto. Il valore astronomico di Snapchat è quello dell’automazione dell’inconscio, del grande negativo della Rete, della sua forza inderogabile per il funzionamento delle interazioni comunicative intenzionate ad avere un significato.

Toccherà prima o poi ad un’applicazione per la psicanalisi di gruppo?