Chivasso, dove vogliono la Tav

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Esiste un luogo dove l’Alta velocità viene accolta a braccia aperte. In Italia, in provincia di Torino. Non è sarcasmo: stiamo parlando di Chivasso, dove un comitato di cittadini, raccolti nell’associazione “Identità comune”, chiede la costruzione di una fermata della linea ad Alta velocità dal suggestivo nome La Porta del Canavese. In questo modo i tempi di percorrenza per raggiungere le grandi città sarebbero di molto inferiori: trenta minuti per Milano, un’ora e mezza per Bologna e tre ore e 20 per Roma.

Non solo: ci sarebbe un recupero funzionale di tre linee storiche. In primis la Chivasso–Ivrea–Aosta che, con l’istituzione del servizio ferroviario metropolitano di Torino, si è ritrovata spezzata in due tratte separate a causa della mancata elettrificazione da Ivrea ad Aosta, che ha impedito ai treni a trazione diesel di raggiungere le stazioni sotterranee del capoluogo subalpino. Le altre due linee storiche con capolinea Chivasso, la Chivasso–Asti e la Chivasso–Casale Monferrato, sono messe anche peggio: la prima non viene più utilizzata per il servizio passeggeri, mentre la seconda è chiusa nei festivi. Secondo i propugnatori della nuova stazione, si legge nel sito Portadelcanavese.it, «così si ottengono quattro risultati»: 
1) Sostenere il turismo in Valle d’Aosta; 
2) Rendere utilizzabile il treno per 300mila turisti che ogni anno vanno in Valle d’Aosta da Milano e oltre;
3) Incrementare i viaggiatori sulla Chivasso–Aosta;
4) Rendere strategica la tratta impedendone la chiusura e anzi favorendo gli investimenti per elettrificazione e raddoppio.

Secondo il comitato, la stazione Porta Canavese–Monferrato è l’occasione perché queste linee storiche diventino canali per accrescere viaggiatori sulla linea ad Alta Velocità. Inoltre l’utilizzo di queste linee da parte di viaggiatori della lunga percorrenza ne aumenterebbe la redditività. Secondo i promotori dell’iniziativa ci sarebbero poi dei vantaggi economici anche per Trenitalia e Ntv, che si troverebbero un bacino di utenza fino ad adesso molto lontano dall’utilizzo dell’Alta Velocità. Inoltre, il rinforzo delle linee aiuterebbe uno sviluppo economico in un’area industriale immensa, quella dell’estrema periferia nord–occidentale della cintura torinese, al momento in forte sofferenza per il ridimensionamento dell’indotto Fiat. E, ovviamente, uno sviluppo turistico di una zona famosa per i suoi castelli, le sue ville e le sue chiese romanico–gotiche.

Fin qui la parte da libro dei sogni. Ma i costi, quali sarebbero? La stazione, che si svilupperebbe su due livelli in corrispondenza dell’incrocio tra la linea Av Torino–Milano e la Chivasso Aosta, ha un costo stimato di 5 milioni di euro sull’esempio della stazione francese Meuse TGV, sulla linea Parigi–Strasburgo, e la tedesca Allersberg, sulla linea Norimberga–Monaco di Baviera, entrambe poste in piccole città che hanno tratto benefici dal nuovo collegamento.
Troppa spesa per un tempo di crisi? Non esattamente: le regioni Piemonte e Valle d’Aosta hanno già stanziato 27 milioni di euro per migliorare i collegamenti ferroviari tra i due territori. E comunque, sarebbero molto meno dei 100 milioni previsti per elettrificare la linea aostana o dei 79 spesi per la stazione Mediopadana di Reggio Emilia.

le Fs, cosa dicono di questo progetto? Obiettano che sia già prevista l’apertura di una nuova stazione Av a Novara, che attualmente è un importante scalo merci. Quindi, con l’apertura di Porta del Canavese, ci sarebbero ben due stazioni su una linea Tav lunga poco meno di 150 km, nonostante l’introduzione di nuovi convogli low–cost sul modello del treno francese Ouigo, che nella tratta Parigi–Marsiglia offre tariffe scontatissime (a partire da dieci euro) per i viaggiatori che scelgono di utilizzare le stazioni periferiche.
Mentre in val di Susa continuano i sabotaggi contro la costruzione del tunnel della Torino–Lione, nel Canavese invece si chiede a gran voce di poter utilizzare l’Alta Velocità, anche, per il momento, contro il parere delle Fs. E dire che, in linea d’aria, le due località distano una cinquantina di chilometri.