Controindicazioni del mito della “startup geniale”

Racconto

«Ma smettila, sei una lagna!! “Sono disoccupato, gne gne gne, lavoro non se ne trova, gne gne gne…”. Sei una lamentela continua, diamine!»

«La fai facile tu… sei pieno di soldi… invece io… io…»

«E mo’ che fai, frigni anche? Che smidollato!»

«E tu sei un insensibile, ecco, non avere un lavoro è un problema grosso, lo sai questo?»

«Ma smettila! Le occasioni ci sono, è solo che vanno viste, e con le lacrime negli occhi non si vede un bel niente. Apriti un’attività, no?»

«Guarda che mica è come andare a funghi. Per aprire un’attività ci vuole un capitale iniziale».

«Ecco, vedi, trovare e vendere funghi è già un’ottima attività che puoi fare praticamente a costo zero e che ti mette a disposizione il capitale iniziale di cui parli. Il problema è che mancano lo spirito d’osservazione, la spontaneità, la creatività, l’empatia. Siamo troppo presi a lamentarci e a parlare del nostro ombelico per poter capire come stare al mondo».

«Per raccogliere e vendere funghi ci vuole la licenza».

«Ma lascia perdere la licenza, era solo un esempio. Prima trovi il capitale iniziale e poi con quei due soldi analizzi il mercato, ci metti la tua creatività e avvii una start-up! Ci sono un miliardo di attività che propongono servizi richiestissimi e che neanche immagini, dannazione, ci vuole poco».

«Ah sì? Servizi di che tipo, sentiamo?»

«Tu lo sai cos’è un Flatter me

«No».

«È un servizio telefonico. Tu ti abboni e in cambio ricevi messaggi d’incoraggiamento, complimenti, adulazioni. Insomma: tu paghi e loro ti danno amore».

«In che senso?»

«Tipo: “Ciao Enrico, sei il migliore!” oppure: “Un abbraccio, e ricordati che sei speciale”».

«Che stronzata».

«Lo dici tu. La gente oggi più che mai ha bisogno di essere amata. L’amore è una merce che tira, è un prodotto che si vende bene. Per un po’ d’amore le gente è più che disposta a investire il suo denaro. Bisogna approfittarne».

«Tu sei senza cuore».

«Sì, ok, è vero, ma non è questo il punto».

«E qual è il punto?»

«Il punto è che tu sei senza lavoro».

«Continua».

«Poi c’è il Pink Kisses».

«Che roba è?»

«Il principio è lo stesso del Flatter me, solo che la società è specializzata non sull’amore in senso ampio ma sull’amore di coppia, sui cuori spezzati. Insomma, propone i messaggi a chi è stato lasciato dal partner, che poi si tratta della fetta di mercato più allettante del settore visto che i soggetti sono emotivamente scossi, bisognosi di apprezzamento ed estremamente vulnerabili al marketing. Sono persone disposte a implorare pur di ricevere amore».

«È come vendere eroina a un tossico. È una speculazione sui sentimenti».

«Be’, sì, è chiaro, ma ammetterai che la speculazione sentimentale, di qualunque tipo essa sia, è il business del futuro. Ragionaci, viviamo in un’epoca in cui l’amore è divenuto oramai una merce rara. C’è una richiesta incredibile di amore, affetto, desiderio, e la materia prima è praticamente a costo zero, è un business garantito, un settore del genere è un investimento sicuro».

«Ma quand’è di preciso che hai venduto l’anima al demonio?»

«Dopo la laurea in marketing».

«Tu stai male».

«E tu sei disoccupato».

«Ok. Continua».

«Un’azienda scandinava l’anno scorso ha aperto una società che gestisce i profili Facebook della gente morta. Questo sì che è senso per gli affari, non trovi?»

«Sfruttano il dolore della gente».

«Sì, ok, è un modo per vedere la cosa. L’altro modo di vederla è che vendono un pezzo di immortalità alle persone, e ti assicuro che per l’immortalità, intesa come prodotto, c’è una forte richiesta di mercato. Capito come funziona?»

«Ma non è la realtà. Sono solo illusioni».

«Esatto, ci sei arrivato. La gente vende illusioni. La gente chiede illusioni. Quello delle illusioni è un settore inesauribile, perennemente in espansione, con un target enorme di 7miliardi di persone, nessuno escluso. Capito? Si parla di soldi, tantissimi soldi!»

«Ok… cioè… sì, ho capito… ma non saprei. Io di preciso cosa dovrei fare?»

«Be’, fossi in te, trovato il capitale, analizzare il mercato».

«Ma non sono capace di fare analisi».

«Per una percentuale sui profitti potrei farlo io per te».

«D’accordo».

«Perfetto. Allora ecco: per come la vedo io immortalità e amore rappresentano solo una piccola fetta di ciò che la gente chiede. Io credo che ciò che la gente oggi voglia davvero sia in qualche modo rinascere, avere una vita diversa, avere una vita che sia nuova, una vita che sia migliore di quella che ha, perché diciamocelo chiaro, la vita che ha, povera o ricca che sia, fa schifo! E credo anche che per questa nuova vita, per questo nuovo prodotto, la gente sarebbe disposta a pagare, e a pagare molto».

«Sì, ok, ma in che modo si può regalare una nuova vita alla gente?»

«Non proprio una nuova vita, ma l’illusione di una nuova vita».

«Ok, ho capito, ma in che modo?»

«Be’, la start-up la stai mettendo in piedi tu. Direi che adesso sta alla tua creatività!»