Giudichiamo i libri dalla copertina

Primarie PD

Regole d’ingaggio

Che non si debba giudicare un libro dalla copertina è un detto comune e ben radicato tra i lettori, e ha molto di vero. Eppure, proprio a partire dall’osservazione delle copertine, possono emergere interessanti considerazioni su chi quei libri li ha scritti, anche se – lo sappiamo bene – non è esattamente compito loro sceglierle. Con l’avvicinarsi delle primarie del Partito Democratico, abbiamo deciso di provare questo esperimento sui 4 candidati alla segreteria del partito, abbiamo scelto l’ultimo dei loro libri e ne abbiamo analizzato la copertina. Ecco il risultato, in rigoroso e imparziale ordine alfabetico.

Pippo Civati

Detto Pippo, classe 1975, è insieme a Renzi è il candidato più giovane di queste primarie, e anche il più schierato a sinistra. Nonostante la giovane età, di libri negli ultimi anni ne ha scritti molti. L’ultimo si intitola Non mi adeguo. 101 punti per cambiare, è stato pubblicato quest’anno da ADD e la copertina è quella che vedete sulla sinistra.

Due colori, caratteri maiuscoli, font a bastone e nessuna immagine, almeno apparentemente. Sì, perché a rigor di grafica la copertina di Non mi adeguo è essa stessa un’immagine: una linea ingarbugliata che forma il testo per sottrazione. È una scelta interessante e in linea con il programma di Civati, perché in qualche modo potrebbe suggerire che dal caos del panorama politico attuale (la linea ingarbugliata) si possa uscire ricavando un ordine (le scritte). Nello stesso momento, però, questa copertina porge il fianco ai detrattori di Civati, che diranno, come già dicono del suo programma e delle sue idee, che è confusa.

Gianni Cuperlo

È nato nel 1961 ed è l’espressione della classe dirigente del Partito. Appoggiato da D’Alema, Bersani e dai giovani turchi, Cuperlo si propone come vettore di cambiamento, ma fondamentalmente rappresenta il tentativo dell’apparato del PD di rimanere il punto di riferimento anche nei prossimi anni. Il suo ultimo libro si intitola Basta zercar, ed è edito da Fazi editore.

La copertina si presenta abbastanza semplice: la serie dei simboli che negli anni si sono susseguiti a rappresentare il Partito (PCI, PDS, L’Ulivo e il PD) che cadono in uno scatolone da traslochi. Ora, non avendo letto il libro non ci è dato sapere di quali traslochi si parli. Sospettiamo che una buona parte degli elettori del PD desideri un trasloco dalla politica alla vita privata di molti dei dirigenti che sostengono la candidatura di Cuperlo, ma non si può mai sapere. Intanto, a ben vedere le linee di caduta nella copertina, anche il nome di Cuperlo è pericoloso asse con la scatola. Che sia un presagio? 

Gianni Pittella 

Nato nel 1959, Gianni Pittella è il candidato più anziano a partecipare alle primarie del PD. È anche, tra i candidati, quello che è attestato al risultato peggiore, circa l’1%, dimostrando di pagare abbastanza cara la sua provenienza dalla politica europea (non lo conosce nessuno) e il suo non essere uomo di partito (non lo appoggia quasi nessuno all’interno del PD). Pittella ha pubblicato diversi libri, quasi tutti più vicini all’accademia che alla libreria, e quindi con copertine che dire orribili sarebbe far loro un complimento. L’ultimo suo libro, però, scritto con Elido Fazi e pubblicato (anche lui) proprio da Fazi, ha una copertina brutta, ma quanto meno guardabile. Si intitola Breve storia del futuro degli Stati Uniti d’Europa.

Nomi in maiuscolo, titolo graziato e sbandierante a sinistra, un blu da pantone Europa e cinque stelle gialle prese direttamente dalla bandiera europea. Il tutto su sfondo bianchissimo. Una copertina minimal, insomma, pulita, didascalica e senza pretese, un po’ come la candidatura di Pittella, che difficilmente lascerà il segno.

Matteo Renzi

Renzi si presenta un po’ da solo. Annunciato come il certo vincitore della sfida, l’attuale sindaco di Firenze è riuscito in questi anni, grazie a una grandissima abilità nella comunicazione e un grosso investimento su se stesso come leader, a fare paura all’apparato del PD. Anche Renzi, come Civati, ha meno di quarant’anni, ma anche lui, come il suo ex sodale della prima Leopolda, ha scritto molti libri. Solo nel 2013 ne sono usciti tre, ma noi, per necessità di impaginazione e aderenza alle regole che ci siamo dati all’inizio, ne abbiamo scelto uno: si intitola Oltre la rottamazione. Nessun giorno è sbagliato per provare a cambiare ed è edito da Mondadori.

La principale strategia comunicativa di Matteo Renzi è essere Matteo Renzi. Puntare su se stesso, accentrare l’attenzione, prendersi la ribalta e la responsabilità sia delle sconfitte che delle vittorie. Un metodo vincente, macchiato leggermente di arroganza, che a sinistra non si è praticamente mai visto. Che copertine aspettarsi dunque da Matteo Renzi? La risposta è facile: ci metterà la faccia. Ed è proprio così, sempre, in tutte le copertine, ogni tanto a piena pagina, ogni tanto più piccolo e unito ad altri elementi. Questa sua tendenza alla leadrship assoluta, all’accentramento su di sé di tutte le pressioni e le sfide è stato criticato da molti, ma forse è proprio per questo che vincerà.

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