ReportageViaggio nell’America che spara

Reportage dal Midwest

TRENTON, Missouri – Quindici secondi. È il tempo necessario a Del Weyer per alzarsi dal letto, aprire il primo cassetto del comodino, impugnare la sua Colt e puntarla contro un eventuale intruso. «Quindici secondi, mi bastano quindici secondi per freddare chiunque provi a entrare in casa mia e mettere in pericolo la vita della mia famiglia» afferma senza giri di parole questo ragazzone di 37 anni tutto casa e Chiesa. Un ragazzone che non è solamente un padre di famiglia, ma anche il pastore della First assembly Church di Trenton, Missouri.

Qui, nel profondo Midwest americano, dove Mitt Romney ha preso il 75% dei voti alle ultime elezioni, la percentuale di bianchi sfiora il 99% e circa il 98% delle case ha al suo interno almeno un’arma da fuoco, fucili e religione vanno a braccetto. Le chiese sono, insieme ai fast food, l’unico luogo di aggregazione per i seimila abitanti di questa cittadina a circa 150 chilometri da Kansas City e le armi fanno intrinsecamente parte della cultura e della vita di questa parte di America.

Una tradizione che viene tramandata di padre in figlio. I bambini a 4 anni iniziano a sparare, a 6 vanno a caccia. Sparano ai tacchini selvaggi, prima, per poi buttarsi su prede più grandi, soprattutto cervi. Si allenano nei grandi campi che circondano Trenton con bersagli attaccati agli alberi, bottiglie di coca cola posate sui ceppi e finti tacchini di plastica. Sparano, come i bambini delle città italiane giocano a calcio nei prati. Sparano con una freddezza impressionante, da cacciatori navigati. «Voglio che mio figlio impari a sparare bene, con precisione – spiega Dustin Smith – Così da poter andare a caccia con lui, certo, ma anche in modo tale che sia in grado di difendersi e difendere la sua famiglia».

La necessità di difendersi, è questo, in primis, quello che spinge queste persone ad armarsi. Per loro il Secondo Emendamento è sacro, intoccabile. «Siamo pronti a difenderlo a spada tratta, senza esitazione» dicono in coro tre “redneck” – i lavoratori dei campi chiamati così per il collo rosso bruciato dal sole – seduti al bancone dello Snappy’s, uno dei due pub di Trenton. Un biliardo, un karaoke, e tanta birra. Le ipotesi di limitare la vendita delle armi dopo i recenti tragici episodi di violenza che hanno fatto numerose vittime negli Stati Uniti sono, per la maggior parte degli abitanti di Trenton, un attentato alla libertà degli Americani. E se si prova a far presente che nelle ultime settimane sono stati molti gli incidenti domestici con arma da fuoco che hanno visto per protagonisti bambini e adolescenti la risposta è unanime: «saranno stati addestrati male, noi ai nostri figli insegniamo come si usano le armi e la loro pericolosità»  Addestramento, un termine che accostato a un bambino come Hayden, 7 anni, sembra stonare. Ma quando lo si vede girare per casa con un fucile in mano, pulirlo come un professionista, andare nei campi in mimetica, si capisce che sì, effettivamente il termine addestramento sembra essere piuttosto adatto per descrivere le attività che accompagnano la crescita dei bambini di questo angolo del Missouri.

Il poligono di tiro è uno dei luoghi più frequentati di Trenton. Qui i veterani sparano fianco a fianco con i molti ragazzi che hanno fatto di questo luogo la loro seconda casa. Tra i frequentatori più assidui del poligono c’è anche Tommy Wright, il capo della polizia di Trenton. Anche per lui è un bene che gli abitanti possiedano armi da fuoco, «perché rendono questa cittadina più sicura». E proprio per questo Wright ha organizzato, nei locali del commissariato, un paio di incontri settimanali durante i quali tutti i cittadini sono invitati ad allenarsi sparando, insieme ai poliziotti, con armi laser. Ma Trenton è così pericolosa da giustificare una tale presenza di armi nelle case degli abitanti? «Assolutamente no, Trenton ha uno dei tassi di crimine più bassi d’America – dice Tommy Wright – Evidentemente avere armi in casa serve a qualcosa no?».

Questioni di punti di vista. Nulla, davvero nulla, sembra in grado di minare le certezze della popolazione di Trenton su questo tema. Nemmeno la religione. La difesa personale viene prima di ogni cosa e le armi sono il mezzo più sicuro per difendersi. D’altronde, per il pastore Weyer, «nell’Antico Testamento è scritto chiaramente: occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, scottatura per scottatura, ferita per ferita, contusione per contusione… Quindi nessuno potrà mai vietarmi di possedere le mie pistole e i miei fucili. Nessuno».

©Fotografie di Tomaso Clavarino (www.tomasoclavarino.com)

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