Cancellata la Web-tax: errore o elemento di equità?

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Come scrive Punto Informatico «Il Governo ha cancellato la cosiddetta Web Tax, la norma introdotta alla fine dello scorso anno che imponeva a qualunque azienda intendesse operare in Italia di provvedere all’apertura di Partita IVA attraverso cui far transitare le proprie operazioni finanziarie. Lo ha confermato il premier Matteo Renzi via Twitter. Nel corso del quarto Consiglio dei Ministri del primo Governo Renzi, l’esecutivo si è occupato di questioni relative al cosiddetto Decreto SalvaRoma: all’interno del provvedimento era contenuta la norma relativa alla Web Tax che rinviava a luglio la sua entrata in vigore. Decaduto il decreto la Web Tax sarebbe entrata in vigore da domani, 1 marzo 2014: come promesso, il Governo è intervenuto per chiarire la situazione, scegliendo la cancellazione per non rischiare di ritrovarsi tra qualche mese nella stessa situazione». Francesco Boccia del Partito democratico, promotore della legge ha dichiarato che Renzi «ha sì mantenuto la parola ma con gli ‘Over the Top’ (ad esempio Facebook, Apple e Amazon, ndr) potranno così continuare a operare in un regime di concorrenza sleale, a discapito delle altre aziende che pagano regolarmente le tasse nel nostro Paese».

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