Lavoro, come rispettare la deadline al rush finale

Momenti intensi

La deadline sta per scadere, le cose da finire sono ancora tantissime. Chi non si è mai trovato in una situazione del genere? Non è vero, come dicono in tanti, che basta una buona organizzazione per non trovarsi in questo impiccio. Gli imprevisti che fanno saltare la scaletta sono dietro l’angolo: serve lavorare “come una bestia”. Proprio così, espressione colorita ma efficace. E allora, ecco tre consigli per quando ci si trova a dover finire un lavoro a tappe forzate, tra litri di caffè e sguardi ansiosi all’orologio, per inserire la modalità “beast mode”.

Avere musica pronta per un training autogeno

Non una qualsiasi. Ci vuole una musica che dia la carica. Per averla, però, ci vuole preparazione: la musica deve essere già associata con l’idea di “lavoro duro” in poco tempo. Il cervello deve averla già registrata in situazioni simili, meglio se in passato. Solo in questo modo, al solo ascolto, potrà ricreare le condizioni di attenzione e concentrazione. Avete una musica che ascoltavate mentre studiavate per gli esami, o vi preparavate a situazioni di stress particolari? Ecco, usate quella. Funziona sempre.

Creare una deadline senza pietà

Avere più tempo=possibilità di fare più cose. Sembra una regola ovvia, e però è sbagliata. Al contrario, avere una quantità di tempo limitata provoca un aumento della velocità. Lo sappiamo tutti: se abbiamo a disposizione il pomeriggio, la tentazione più forte è quella di dilungarsi in attività non proprio produttive, come andare su Facebook o aggirarsi nella zona caffè. Ma se si ha poco tempo, la disposizione d’animo cambia: e allora, la cosa migliore è creare un piano d’azione, o meglio una deadline. Il modo migliore per rispettarla? Scrivere una mail al capo e promettere di consegnare il lavoro fatto entro una cert’ora. Dopodiché, non avrete più scuse.

Trovare un compagno di sventura

Di solito avere persone vicino, in questi momenti, è il peggio che possa capitare. Ma se si sceglie co attenzione il proprio compagno, si può ottenere un grande risultato. È la solita storia: se si vuol smettere di fumare, è meglio farlo insieme ad altri. Qualcuno con cui condividere il peso e la difficoltà dell’impresa. Si chiama “facilitazione sociale”, fa leva sul nostro lato competitivo, crea un senso di solidarietà ed è un’ottima compagnia per i momenti di break (che saranno pochissimi).

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