Renzi teme il “metodo Boffo” e querela Maiorano

Berlusconi e Grillo scavano sul sindaco

Meglio prevenire che curare. Matteo Renzi, candidato alle primarie del Partito democratico, ormai prossimo a diventare segretario, si difende dalla macchina del fango che potrebbe entrare in azione nei prossimi mesi, quando il “gioco” per la Terza Repubblica entrerà nel vivo. E soprattutto non ci sarà spazio per passi falsi. Così il sindaco di Firenze ha deciso nei mesi scorsi di sporgere denuncia per diffamazione contro “la sua bestia nera”, cioè quell’Alessandro Maiorano, dipendente del comune fiorentino, che da un anno a questa parte non gliene fa passare una liscia. E che viene spesso citato sul blog di Beppe Grillo e che, si dice, abbia persino fornito materiale a Silvio Berlusconi. «Ma io su questo non dico nulla», taglia corto Maiorano su possibili incontri con il leader di Forza Italia. La mossa di Renzi non è casuale. E arriva nei mesi in cui l’ex rottamatore ha deciso di dare una stretta ai possibili dossier velenosi che potrebbero spuntare qua e là come funghi dopo la conquista del Pd. 

Del resto, da un lato il blog di Grillo e dall’altro i settimanali del Cavaliere non gli danno un attimo di tregua. La moglie è stata beccata con un pass del comune in una corsia preferenziale. E nel quartier generale di villa San Martino in Arcore si racconta che Berlusconi abbia dato istruzioni di scavare a fondo nella vita del giovane democratico. Che qualche anticipazione possa già venire fuori domenica, quando Berlusconi presenterà il primo Club Forza Silvio a Roma? La campagna elettorale è alle porte. Le elezioni europee sono tra pochi mesi. Come tradizione il Cavaliere non lascerà scampo al prossimo leader del centrosinistra. D’altra parte Renzi lo ha pure denunciato in pubblico: una giornalista di Panorama cercava informazioni su di lui. Persino il Fatto Quotidiano gli è stato alle calcagna per un paio di mesi, ma alla fine le uniche “cose scomode” uscite sul conto del sindaco sono state proprio quelle di Maiorano. 

La bestia nera del renzismo somiglia molto a Gianroberto Casaleggio, guru del Movimento Cinque Stelle. Ospitato più volte dal blog di Beppe Grillo con video e post di denuncia nei confronti del suo sindaco, intervistato pure dal reporter grillino Salvo Mandarà, fu proprio Maiorano, assistito dall’avvocato Daniele Bocciolini dello studio Marazzita di Roma, nel 2012 a denunciare: «Nella mia ricerca sono emersi venti milioni di euro di fatture che Renzi ai tempi della Provincia ha dilapidato, come le spese folli in relazione ad alcune partecipate e mi sono rivolto alla Guardia di Finanza. Qualche esempio: 4,2 milioni di euro alla società di comunicazione Florence Multimedia, 70.000 euro per due viaggi in America con un giornalista al seguito, 150.000 euro al quotidiano La Nazione per una mostra, 1.800.000 euro per altre donazioni. In più anche cento assunzioni a chiamata diretta al comune di Firenze, senza un regolare concorso».

Con fatture e documenti al seguito, l’8 ottobre 2012 Maiorano era stato ascoltato per tre ore dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Firenze. Davanti al colonnello Cuzzocrea e al maggiore Piccin «l’usciere» del Comune dava seguito alla sua attività “investigativa” mettendo nero su bianco le accuse contro l’aspirante segretario Pd. Nell’esposto sottoscritto presso le fiamme gialle Maiorano chiede di verificare le cento assunzioni a chiamata diretta del sindaco Renzi a Palazzo Vecchio, le spese inerenti alla presentazione del libro Stil Novo ma anche il suo conto in banca e il mutuo della moglie Agnese Landini, nonché le spese di rappresentanza negli anni della presidenza della Provincia dal 2004 al 2009. Queste ultime, a detta di Maiorano, sono nervi scoperti dell’attività dell’ex rottamatore. Regolarmente pubblicate e consultabili sui siti degli enti locali, le ricevute e le liquidazioni riguardano i conti di ristoranti ed enoteche, pasticcerie e catering, passando per eventi culturali, mostre e manifestazioni di piazza.

Nella campagna elettorale permanente il Movimento 5 Stelle cavalca i temi del Renzi amministratore locale con ampio spazio web sul blog di Grillo e sui siti d’area, mentre i consiglieri toscani puntano il dito contro l’assenteismo del sindaco a Palazzo Vecchio. Il tutto dopo che Renzi ha già querelato il senatore M5s Maurizio Romani per la vicenda di Pontevecchio, che il Comune aveva chiuso al pubblico e affittato alla Ferrari per un evento esclusivo.

L’altro cavallo di battaglia su cui da mesi premono i parlamentari stellati risale invece al 2011, anno in cui Matteo Renzi è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti per danno erariale da 2 milioni di euro, poi ridotto in giudizio a 50.000 euro. Il procedimento si riferisce agli anni in cui Renzi guidava la Provincia e punta la lente sull’inquadramento contrattuale di alcuni assunti a tempo determinato. A ottobre lo ricorda anche il deputato stellato Alessandro Di Battista durante un intervento a Montecitorio: «Renzi gode dell’immunità della verità»

Del resto nella denuncia Renzi si riferisce a diversi fatti. C’è un’intervista a un quotidiano on line del 20 giugno scorso in cui Maiorano disse «Renzi ha dilapidato i nostri soldi, quelli delle nostre tasse… lui risponde solo ai grandi, è uno che ambisce a diventare il padrone dell’Italia», e una pubblicazione del primo agosto scorso, sempre sul web, in cui compare una foto di Maiorano con una maglietta: «Matteo Renzi ha speso 20 milioni di euro da Presidente della Provincia pagati dal contribuente».

Infatti in estate Maiorano era tornato a guadagnarsi l’onore delle cronache per aver fatto stampare cinquemila t-shirt anti Renzi, regalo di sensibilizzazione ai fiorentini sulle «spese pazze del sindaco». Poco dopo, in data 30 agosto, è arrivata la querela di Matteo Renzi che cita il suo dipendente per diffamazione a mezzo stampa (art. 595 del codice penale). Nel frattempo Maiorano non si dà per vinto e rilancia le accuse, a settembre è sceso a Roma e ha incontrato Papa Francesco in piazza San Pietro. «Al Santo Padre ho parlato della mia mamma che sta male e ho consegnato un dossier su Renzi». Che pure in Vaticano possano uscire veleni sul conto del nuovo segretario del Pd?