Se con i geni si trasmettono anche i ricordi dei traumi

Di generazione in generazione

Dopo aver fatto una bella tirata d’orecchi agli articoli pseudo-scientifici che infestano il mondo del web, potrete essere sorpresi di leggere quanto segue. Ma la notizia è grossa, lo stupore anche e non potevamo non sottoporvela: sembra che il ricordo di eventi traumatici che capitano a un genitore possono essere trasmessi al figlio in via genetica. Sembra una sciocchezza, vero?

Eppure la cosa merita un minimo di approfondimento: gli esperimenti, pubblicati su Nature Neuroscience, sono stati condotti su alcuni topi da laboratorio. In seguito a condizionamenti precisi le cavie hanno cominciato ad avere paura di un odore particolare, simile a quello della ciliegia in fiore. Quando lo sentivano, erano spaventati. Fin qui, tutto normale, anche se un po’ crudele.

Quando però sono nati i figli di questi topi, ecco la cosa straordinaria: anche loro, senza mai essere stati esposti in precedenza, hanno mostrato di essere spaventati dall’odore di ciliegia.

La cosa si fa ancora più intrigante quando si scopre che lo stesso fenomeno si può ritrovare anche nei nipoti. Cioè: due generazioni di fila. Com’è possibile?

Lo studio sembra suggerire che, nei caratteri ereditari, possano essere presenti anche elementi legati al comportamento acquisito, e questo sarebbe in contraddizione con la teoria classica dell’evoluzione. A livello chimico, anche se i geni sono rimasti uguali, si pensa che sia avvenuto un processo di cambiamento nel modo in cui geni vengono espressi (cioè le metilazioni del Dna).

Certo, la cosa è accolta con grande scetticismo, e c’è da capirlo. Ma facendo un salto mentale ulteriore si può capire perché anche fenomeni umani come l’alcolismo, le fobie, l’ansia possano trasmettersi di generazione in generazione.

Sarà vero?

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