Servizi comunali di base: Italia spaccata a metà

Lo studio della Svimez

Anche nei servizi base comunali l’Italia si presenta a due velocità. Dagli asili nido al trasporto pubblico, dai cimiteri all’assistenza agli anziani, i comuni del Centro Nord spendono il doppio di quelli meridionali. Lo dice uno studio condotto da Federico Pica e Stefania Torre dello Svimez, che hanno analizzato i bilanci consuntivi del 2011 di Torino, Milano, Roma, Bari, Napoli e Palermo. La domanda era: quanto i comuni riescono a coprire il fabbisogno standard di 14 servizi base, dall’acqua ai servizi per l’infanzia, fino alla illuminazione pubblica? Il risultato, si legge, è che nelle metropoli del Mezzogiorno emerge «una enorme e inaccetabile sottodotazione di servizi comunali rispetto ai LEP, livelli essenziali delle prestazioni, che lo Stato, in base alla Costituzione, ha l’impegno di garantire su tutto il territorio nazionale». La proposta, quindi è la «differenziazione dei tributi a seconda delle dimensioni degli enti, che stabilisca un regime a parte per le grandi città e comuni a spiccata vocazione turistica». 

Lo studio è stato condotto calcolando la spesa standard per ogni servizio e rapportandola al fabbisogno stimato (determinato in base al criterio previsto per il settore sanitario). In base a questi calcoli, Roma risulta il comune che guida la classifica della copertura dei fabbisogni, con uno 0,94, seguito da Milano, con 0,90, e Torino, con 0,76. Napoli supera di poco la metà con 0,58, Bari si ferma allo 0,47, Palermo è in fondo alla classifica con 0,40. 

CENTRO NORD
Al Centro Nord si copre, o addirittura si supera, il fabbisogno medio in circa la metà dei servizi. Torino riesce a spendere fino al 40% in più del fabbisogno nell’assistenza e nell’istruzione elementare e media; Milano il 18% in più nei cimiteri e il 64% in più nell’assistenza agli anziani; Roma copre più del doppio il fabbisogno nell’illuminazione delle strade e nei tasporti pubblici. 

SUD
La situazione del Mezzogiorno appare ben diversa. Napoli riesce a coprire il fabbisogno nella protezione civile e a superarlo nella fornitura di acqua; Bari si avvicina alla copertura (0,92) per l’istruzione media. Mentre il valore più alto di Palermo (0,86) riguarda il servizio idrico, ma le strutture destinate agli anziani sfiorano lo zero e le spese per la scuola materna restano molto basse. 

LA MAPPA SETTORE PER SETTORE
Assistenza pubblica. Dall’analisi emerge che a fronte di una spesa standard di 165,74 euro per ogni non contribuente Irpef, Torino spende 231,97 euro, mentre tutti gli altri comuni sono più o meno lontani dal coprire il fabbisogno, Milano compresa (138,45 euro). In coda Napoli, con i suoi 36 euro e 45 centesimi. 

Smaltimento dei rifiuti. In coda alla classifica troviamo le città del Nord, Torino e Milano. Rispetto infatti alla spesa standard di 586,82 euro per nucleo familiare residente, solo Roma impiega una cifra superiore, pari a 639,21 a famiglia. Seguono poi Bari, con 478,89 euro, Napoli, con 466,95, e Palermo, con 419 euro e 29 centesimi. Chiudono Torino, con 401 euro, e Milano, che spende per ogni famiglia residente 378 euro e 30 centesimi. 

Illuminazione pubblica. Le strade più luminose a Roma, che riesce a spendere più della spesa standard per ogni chilometro di strade interne; quelle più buie a Bari, che copre soltanto il 20 per cento del fabbisogno. A fronte di una spesa standard per unità di indicatore pari a 29.208,27 euro, Roma spende 78.126 euro e 21 centesimi. Bari, 6.158 euro per unità di indicatore. 

Acqua. È Napoli il comune che spende per l’acqua pubblica addirittura il doppio del fabbisogno, mentre Torino soddisfa solo il 20% e Bari il 14. 

Protezione civile. Napoli e Roma si distinguono per essere gli enti in cui la spesa è maggiore. Rispetto a una spesa standard stimata in 7 euro e 55 centesimi per famiglia, Napoli spende 8 euro e 30 centesimi, Roma 7,67. Segue Palermo, con 5 euro e 85 centesimi e Torino, con 3,54. In coda alla classifica Milano, che spende in protezione civile solo 1 euro e 80 centesimi, e Bari, con solo 88 centesimi a famiglia. 

Scuola materna. A fronte di una spesa standard per bambino di 4-5 anni di 4.791 euro e 33 centesimi, Torino e Milano spendono oltre il necessario, rispettivamente 5.393 euro e 27, e 5.269,93, mentre Napoli dieci volte di meno, cioè 463,77 euro. 

Istruzione elementare e media. Rispetto a una spesa standard per residenti da 6 a 10 anni di 429,69 euro nell’istruzione elementare, soltanto Torino garantisce una spesa superiore, pari a 615,21 euro. Il capoluogo piemontese sembra garantire una maggiore spesa anche nel campo dell’istruzione media: 499 euro a ragazzo residente con età 11-13, a fronte dei 354,62 standard.

Assistenza scolastica. Per mense, scuolabus e altro, Milano e Torino garantiscono una spesa ben superiore allo standard per bambino/ragazzo in età scolare 4-13 anni. Roma si ferma a 732,73 euro. Bari, Palermo e Napoli non riescono a raggiungere nemmeno la metà della spesa standard.

Asili nido. Sono Roma e Milano le città più a misura di bambino, almeno a guardare la spesa che viene destinata agli asili nido e ai servizi per l’infanzia. A fronte di una spesa standard di 2.865 euro e 23 centesimi, Roma spende 3.229 euro e Milano 3.035. Segue a distanza Bari, con 1804 euro, che supera anche Torino, ferma a 1.467,76 euro. Cifre decisamente più basse a Napoli, soltanto 1.160 euro e 52 centesimi a bimbo, e Palermo, che spende soltanto 834 euro per i servizi all’infanzia. 

Trasporti pubblici locali. Le due capitali d’Italia, Roma e Milano, si attestano le regine del trasporto pubblico locale. La spesa standard per ogni chilometro di strade interne è fissato in 438.939 euro e 97 centesimi. Ma se Roma riesce spendere oltre 786mila euro, coprendo e superando il fabbisogno teorico, e Milano si avvicina abbastanza, con oltre 412mila, nei comuni restanti la situazione è decisamente diversa. In coda Torino, dove il comune spende soltanto 14.951 euro e 92 centesimi per chilometro di strade interne. 

Servizi anagrafici. Divari più attenuati tra comuni in questo comparto. A fronte di una spesa standard di 28,13 euro pro capite, con 30,45 euro a persona Torino garantisce il miglior livello di spesa, superiore di poco a Milano (27,73 euro). Segue Bari, con 23,33 euro, Roma, con 21,78, e Palermo, con 17,68 euro a testa. In coda Napoli, con soli 10 euro e 23 centesimi a persona. 

Servizi cimiteriali. Dato il settore, scrivono dalla Svimez, «in caso di morte è meglio toccare ferro in tutti i comuni a parte Milano». Solo nel capoluogo lombardo, con 1.444,23 euro si riesce a spendere di più del livello standard di riferimento (1.219,97). Seguono Napoli, che spende quasi 988 euro per defunto, Bari, con 892 euro e 19 centesimi, Torino, che destina 539 euro e 59 centesimi. In coda alla classifica Roma e Palermo, che coprono soltanto circa un terzo del fabbisogno di chi passa a miglior vita: rispettivamente 388 euro e 334 euro.