Soldi ai partiti: l’abolizione e i nodi da sciogliere

Recepito il testo approvato alla Camera

È stato approvato nel Consiglio dei ministri di oggi, venerdì 13 dicembre, il decreto sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. «Recepisce il testo della legge come approvato dalla Camera», ha commentato il premier Enrico Letta illustrando il decreto.

Con l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti «assegniamo tutto il potere ai cittadini», ha annunciato il premier. «Il cittadino che vuole dare un contributo a un partito lo può fare attraverso il 2 per mille o con contribuzione volontaria (detassata, ndr)». Il sistema «non frega il cittadino», ha detto più volte Letta, perché «l’inoptato rimane allo Stato».

Nella nuova disciplina sul finanziamento dei partiti «c’è anche l’obbligo della certificazione esterna dei bilanci dei partiti politici». Lo ha annunciato il premier Enrico Letta, aggiungendo che «questo meccanismo molto stringente renderà impossibile si torni agli scandali degli anni scorsi».

Riproponiamo sotto le nostre analisi sui finanziamenti pubblici ai partiti e sui bilanci dei principali partiti italiani. Qui, invece, il link alla nostra infografica sui rimborsi elettorali nella Seconda Repubblica: 3 miliardi in vent’anni, cosa ne hanno fatto i partiti?

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