Tutti i giochini messi in piedi dalle banche centrali

Economia e gaming

Il titolo può essere fuorviante per i complottisti: non si parla di eventuali magheggi sui tassi di interesse, qui i giochini sono davvero giochini, cioè videogiochi, simulazioni, giochi di ruolo alla Monkey Islands per imparare l’economia, i concetti base e il lessico.

La Bce, ad esempio, introdurrà a gennaio la nuova banconota da €10. E per celebrare questo evento pensavano di far ricorso alla gamification. In che senso? Introducono nuovi giochini per far sì che tutti imparino a familiarizzare con la novità e uno di questo è un clone online di Tetris, una nuova versione tutta Bce: ogni livello superato spiega le caratteristiche della moneta. Bello, no?

Ma questa della Bce è solo l’ultima trovata. Le Banche Centrali da tempo usano videogiochi per spiegare i concetti base dell’economia ai giovani: capire l’inflazione, i tassi di interesse, lo spread. E cose di questo genere. Non sono una minaccia per l’XBox, come spiega Quartz, e però vanno a riempire un vuoto.

Ecco una guida compilata da Quartz che raccoglie i giochi delle diverse banche centrali. A ognuno di loro è affidato un punteggio in lingotti d’oro, da uno a cinque. E cinque è il massimo.

Fuga dalle Isole Barter (Cleveland Federal Reserve)

Dopo un naufragio nelle idilliache isole Barter, si comprende subito che sono afflitte da un terribile problema: la mancanza di un sistema monetario. Questo impone una serie di scambi difficili con gli abitanti per trovare il materiale per costruire una barca. Il tutto prima del tramonto. E si capisce quanto sarebbe più comodo avere un mezzo di scambio veloce e maneggevole.

GIUDIZIO: Animazioni carine, ma poca atmosfera. Quello che è peggio è che solleva una questione da tempo risolta (la necessità di una moneta) anche per i più giovani.

Per vedere tutti gli altri vai sull’originale di Quartz

Le newsletter
de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter