SchedaCrisi siriana: dietro la Conferenza Ginevra II

L’incontro a Montreux

La conferenza di Ginevra II, prevista per mercoledì 22 gennaio, riunirà i delegati del governo e dell’opposizione siriana e cercherà di trovare una soluzione al conflitto in corso. I dialoghi – supportati dalle Nazioni unite – sono pensati per unire per la prima volta dall’inizio del conflitto (quasi tre anni fa) i rappresentanti sia del governo del presidente Bashar al-Assad che dell’opposizione siriana sostenuta dai Paesi occidentali.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha definito la storica conferenza una «missione di speranza» aggiungendo che «sarebbe stato imperdonabile non cogliere questa opportunità» per porre fine a una guerra che ha provocato più di 130 mila morti e milioni di dispersi.

Le origini

Dopo un anno di battaglie letali tra le forze lealiste di Assad e i combattenti all’opposizione, Mosca, che supporta il regime, e Washington, che sostiene l’opposizione, hanno convenuto che l’unica soluzione possibile era di tipo politico.

Nel giugno 2012, ufficiali di Usa e Russia, insieme alle altre principali potenze, si sono incontrati a Ginevra e hanno concordato una road map nota come The Geneva communique (Il Comunicato di Ginevra, ndr), per una transizione politica in Siria.

Il documento ipotizzava la creazione di un governo di transizione in Siria – concordato da entrambe le parti – con pieni poteri che avrebbe supervisionato le elezioni e avrebbe messo il Paese sulla strada della democrazia. Da allora, diversi tentativi per unire i due fronti hanno fallito, soprattutto a causa delle dispute su chi avrebbe dovuto rappresentare l’opposizione siriana e il governo nei negoziati, e sul ruolo futuro di Assad nel Paese.

Nel novembre 2013 Ban ha annunciato una nuova data per i negoziati: 22 gennaio. Ha definito la conferenza di Ginevra II «un veicolo per una transizione pacifica» che avrebbe realizzato le aspirazioni siriane di libertà e dignità.

L’obiettivo di Ginevra II sarebbe quello di raggiungere un accordo tra il governo e l’opposizione per la piena attuazione del Geneva Communique.
 

Da che parte sta il governo siriano

Il governo siriano ha confermato che parteciperà ai negoziati, ma ha detto chiaramente che non accetterà la richiesta dell’opposizione di far fare ad Assad un passo indietro. Il ministro degli Esteri ha affermato che coloro che sostengono la rimozione di Assad dovrebbero “svegliarsi dai loro sogni”.

Il Governo vuole inoltre che «la lotta contro il terrorismo» sia fissata come una priorità della Conferenza.

Terminare il supporto a «gruppi terroristici armati» in Siria è «cruciale perché ci sia una soluzione politica alla crisi siriana», ha dichiarato il ministro degli Esteri in una lettera inviata a Ban.
 

L’opposizione

Il principale blocco dell’opposizione siriana, la Coalizione nazionale siriana, ha votato il 18 gennaio scorso a favore della partecipazione alla conferenza, dopo giorni di discussioni formali tra i suoi membri.

Inizialmente, la coalizione – internazionalmente riconosciuta – aveva affermato che avrebbe partecipato ai negoziati solo a certe condizioni, compreso il rilascio di prigionieri politici – soprattutto donne – e se fosse stato concesso il passaggio di aiuti umanitari nelle aree assediate.

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Aggiornamento delle ultime ore, ndr:

Secondo le ultime notizie diffuse dalla Bbc, tuttavia, l’invito a partecipare a Ginevra II fatto da Ban ki Moon all’Iran sta mettendo in discussione la partecipazione dell’opposizione siriana, che ha dichiarato l’intenzione di ritirarsi in caso di presenza della Repubblica Islamica. Gli Usa hanno chiesto a Ban Ki-moon di ritirare l’invito fatto all’Iran.

Tuttavia, l’ambasciatore Vitaly Churkin, rappresentante permanente di Mosca al Palazzo di Vetro, ha riferito che gli Stati Uniti e la Russia «sono stati consultati» prima che il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon estendesse all’Iran l’invito. 

Fatti questi che potrebbero mettere in discussione l’effettiva realizzazione della Conferenza di pace.

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