ReportageEgitto, la resistenza clandestina della Fratellanza

Il reportage del Nyt

FAYOUM, EGITTO – Si nascondono dentro case sicure nei sobborghi della città, parlano fugacemente al cellulare ed evitano i café dove solitamente si incontravano. Quando escono per unirsi alle proteste, dei foulard pesanti nascondono la loro identità.

I leader dei Fratelli musulmani, ora fuorilegge, si sono riadattati a una vita clandestina. Centinaia dei loro seguaci sono stati arrestati in questa città da quando i militari hanno deposto il Presidente Mohamed Morsi, il leader della Fratellanza, e il governo egiziano ha definito il gruppo un movimento terroristico.

Tuttavia, invece che spaccarsi e disintegrarsi sotto la pressione, dicono i membri, il gruppo è tornato alla struttura organizzativa che lo ha tenuto in vita per decenni come movimento segreto e proibito. Sta diventando più decentralizzato, ma anche più coeso e rigido, e i suoi membri abbandonano attività come la preghiera e le attività sociali e spostano la loro attenzione verso un unico obiettivo: resistere al governo appoggiato dai militari.

Il loro obiettivo, dicono molti membri della Fratellanza, è una lotta ostinata e duratura.

(…)

La resistenza dei Fratelli musulmani è la certezza che l’Egitto continuerà ad essere turbato dal conflitto civile. E solleva ulteriori dubbi sui tentativi del governo di estinguere un movimento che ha opposto così tanta resistenza dal momento della sua nascita, più di ottanta anni fa, e che raccoglie il sostegno di centinaia di migliaia di membri e milioni di affiliati o simpatizzanti in tutto il Paese.

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