Le 10 regole per liberare dalle zavorre la creatività

I comandamenti della mente

Non è che tutti nascono creativi. Molti però lo sarebbero anche, o lo sarebbero di più di quello che sono già, se non fossero bloccati da ostacoli e intoppi. E molto spesso la zavorra che trascina a terra l’immaginazione è fatta di convinzioni sbagliate, falsi problemi, dilemmi interiori. Insomma, tutte cose che potrebbero essere superate.

Ecco allora il decalogo delle dieci convinzioni che tengono bloccato il freno della creatività e vi impediscono di spiccare il volo.

1. “Non sono un esperto, non mi sento di mettermi in gioco”

Anche se molti suggeriscono il contrario, non è necessario essere esperti per avere delle idee buone. Tutto ciò che serve è avere un punto di vista unico e (e questa è la buona notizia) quello ce l’hai già: tutti possediamo un punto di vista nostro, unico e indivisibile. E allora lasciati andare: sei già abbastanza esperto.

2. “Non ho fiducia in me come persona creativa”

La cosa più importante che devi fare per la tua creatività è proprio avere fiducia. Se non credi in ciò che fai si vede e questo danneggia il tuo stesso lavoro anche durante il processo. È la solita canzone: se vuoi che gli altri credano in te, il primo a farlo devi essere tu. Ma devi essere convinto davvero, così è più facile.

3. “Ho la sensazione che non sia ancora il momento giusto. Ma non so ancora quando lo sarà”

Certo che non è il momento giusto. Non è mai il momento giusto: il timing perfetto esiste solo nei film, e di quelli fatti bene. Per cui, basta aspettare. Se non ci sono impedimenti seri, occorre mettersi sotto. Prima si comincia e prima si capisce quando agire, e come. Tutta una questione di volontà.

4. “Ho paura che le cose non funzionino”

Non lo potrai mai sapere finché non provi. E a volte anche dopo aver provato non avrai riscontri reali sul tuo lavoro. Ma occorre credere in se stessi e credere che ciò che fai meriti il tuo impegno, sia che tu abbia successo o no. La vita, del resto, è tutta una ricerca di grandi esperienza, e provare a realizzare qualcosa è in sé una grande esperienza. Il risultato, se la si pensa in questo modo, è solo un dettaglio.

5. “Non faccio altro che pensare ai fallimenti del passato, e queste cose determinano le mie decisioni”

Certo che se continui pensare agli errori trascorsi non sarai mai nello spirito giusto. Se sei impaludato nel passato, sarà ben difficile fare le prime mosse. Il consiglio? Lasciare i fallimenti del passato nel passato. Di sicuro ti hanno insegnato lezioni importanti, e ne devi fare tesoro. Ma vivere nel presente.

6. “Penso di non avere talento, almeno non come gli altri”

Fare confronti con gli altri è pericoloso. Quando lo si fa, di solito si prendono in considerazione solo i meriti più grandi degli altri, i risultati migliori (che sono solo una parte di tutto il lavoro) e li si mette a confronto con l’interezza della propria attività, che è (come tutte) piena di errori, fallimenti, e difficoltà. Il confronto non può che riuscire perdente.

7. “Ho paura che i miei amici e la mia famiglia giudichino male me e le mie idee”

Sono le persone più complesse da prendere in considerazione: a volte hanno le migliori intenzioni del mondo, ma possono usare parole pesanti. Possono essere anche invidiosi, o soltanto incompetenti. La cosa migliore, in questo caso, è ponderare bene le loro parole. E poi, se continuano, la soluzione è ignorarli.

8. “Ho la sensazione che farò molti errori se comincio ora”

Tutti fanno errori, tu fai errori, farai errori quando cominci, sia adesso che in futuro. Gli errori sono parte della vita, sono inevitabili, e questo è tutto. Capito? Comincia, e farai un mare di errori meravigliosi.

9. “Mi sento in colpa se faccio cose creative perché non sono produttive”

Se la tua creatività non ti dà soldi e altro sì, è semplice sentirsi in colpa. Ma c’è una cosa più importante della produttività: la felicità. Non lasciare che la ricerca della produttività governi la tua vita, comincia a fare ciò che ami perché è quello che conta davvero.

10. “Devo conoscere tutte le risposte prima di cominciare”

Più o meno una variazione dei punti sette e otto. La paura di sbagliare, di non essere pronti. Non si sarà mai preparati abbastanza: le cose saltano fuori quando meno ce lo si aspetta, senza nessun preavviso. Per avere le risposte che servono, bisogna tuffarsi e inventare. Non c’è altra soluzione.