Le auto vendute online? Il futuro è ormai vicino

Le strategie dei produttori

A un primo sguardo, lo showroom di rappresentanza dell’Audi a Londra-Piccadilly potrebbe avere a che fare con un pugno di auto vendute in più. All’ombra del Ritz Hotel, una sola auto sportiva R8 Spyder a due posti, il modello più esclusivo del marchio, se ne sta solitaria in vetrina.

Ma invece di un’altra mezza dozzina di auto incastrate nel negozio, come sarebbe tipico in un autoconcessionario, ci sono grandi schermi televisivi controllati da touchpad sul pavimento, dove l’intera gamma di modelli del produttore di auto possono essere personalizzati, visti, ridipinti e accessoriati. 

Non ci sono meccanici in tuta, solo venditori in giacca e cravatta. Non rumori dal non-esistente centro servizi sul retro, solo una colonna sonora elettronica in sottofondo. 

Audi pensa che questo negozio segna un nuovo futuro per la vendita di auto. Lontano chilometri dall’autorimessa più vicina, in una delle vie più richieste di Londra, i clienti possono sfogliare e interagire con la gamma premium del marchio in maniera digitale, e comprare la macchina senza mai esserci entrati. 

Le vendite dirette online da parte dei produttori, più negozi come quello di Audi e l’ingresso di “data group” come Google stanno cambiando i modi in cui i costruttori interagiscono con i clienti e in cui i guidatori scelgono le loro nuove auto. I cambiamenti arrivano mentre i margini e i profitti precipitano nel tradizionale modello di business dei concessionari e una nuova generazione di acquirenti guarda all’acquisto di veicoli allo stesso modo in cui compra musica, vestiti e gadget. 

Le vendite globali di auto online cresceranno otto volte tra il 2011 e il 2025, arrivando fino a circa 4.500 miliardi di dollari, secondo una ricerca dei consulenti di Frost & Sullivan, fino a divenire poco meno di una ogni cinque macchine acquistate

Nelle economie più avanzate, come il Regno Unito e gli Stati Uniti, le vendite online assorbiranno un quarto del mercato entro il 2025, secondo la ricerca. 

«Gli showroom digitali e i negozi online rappresentano la grande svolta che sta per arrivare nel settore automobilistico, e sta arrivando velocemente», dice Sarwant Singh, un socio di Frust & Sullivan. «Ciò sta per cambiare completamente il modo in cui le persone scelgono e comprano le loro auto». 

I concessionari “bricks and mortar” sono troppo cari. Affitti, personale e costi di manutenzione si accumulano in dozzine e dozzine di concessionari in una sola nazione. I margini per i rivenditori di auto nuovo sono ormai in Europa meno dell’1 per cento del prezzo del veicolo, mentre la competizione dura e gli sconti pesanti portano a terra i prezzi del cartellino. 

E sono andati anche i tempi in cui le famiglie passavano un weekend a passeggiare tra mezza dozzina dozzina di punti vendita nelle zone di periferia per scegliere la propria nuova auto. Un po’ di click su internet possono mostrare ai consumatori i prodotti in offerta. […]

Secondo uno studio di Gfk Automotive, all’incirca un terzo dei britannici under-35 comprerebbe un’auto online, mentre l’80% ha ricercato online il modello di auto che vogliono comprare prima di mettere piede in un concessionario

«Comprare le auto direttamente via web sta solo per acquistare velocità», dice Damian Long, un direttore di Gfk Automotive. «Il prossimo place in cui si comprerà un’auto potrebbe essere presto Google». Il più grande motore di ricerca al mondo ha senza clamori presentato un sito comparativo che aggrega i prezzi dei concessionari in diverse areee degli Stati Uniti, una piattaforma che potrebbe completamente rivoluzionare il modo in cui i concessionari, che in precedenza sono stati al riparo da una competizione diretta l’uno con l’altro, devono attrarre gli acquirenti. […]

costruttori stanno capendo l’antifona. Nissan, Jaguar Land Rover, Mini e Mercedes-Benz hanno tutti aperto negozi digitali simili a quello di Audi, mentre Ford, Peugeot, Fiat e Renault hanno lanciato dei siti per permettere ai clienti di comprare auto direttamente da loro (per quanto riguarda la Fiat, tuttavia, almeno in Italia questa informazione non è stata verificata, ndr). Tesla Motors, il costruttore statunitense di auto elettriche, è stato un battistrada per la vendita di auto online, avendo lanciato le sue attività di vendita solo attraverso il suo sito. Il marchio entry-level della Renault, la Dacia, ha fatto della vendita online il centro della sua immagine di auto low-cost. 

La stessa Renault ha chiuso un terzo dei propri concessionari nel 2012. Altri marchi di punta, come Ford e Peugeot, hanno tagliato il numero di punti vendita. 

Le newsletter
de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter