Non trovo lavoro? Mi metto in proprio

Il 34% delle nuove imprese è under 35

Autoimpiego. Nell’Italia in cui il 41,6% dei giovani che cerca un lavoro non lo trova, un ragazzo su quattro al termine degli studi si mette in proprio. Lo scrive Dario di Vico sul Corriere della sera, partendo dagli ultimi dati di Unioncamere, secondo i quali il 34% delle imprese aperte nei primi nove mesi del 2013 ha un titolare under 35. Così mentre si discute di come riformare il lavoro dipendente, c’è chi ha deciso di muoversi in un’altra direzione, evitando la gimkana di contratti a scadenza e collaborazioni fasulle. Lo stock di imprese con un titolare sotto i 35 anni ammonta a 675mila unità e rappresenta l’11% dell’universo delle aziende italiane

Alcuni, circa il 4,2% dei titolari under 30, sono a loro volta figli di imprenditori e commercianti. A spingere i giovani verso l’autoimpiego è, per il 36,4%, la necessità di trovare un primo/nuovo sbocco lavorativo o comunque un lavoro stabile. Tra i principali motivi di questa scelta (nel 47% dei casi) c’è l’autorealizzazione personale. 

Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio del ministero dell’Economia, ogni mese vengono aperte 45mila nuove partite Iva, di cui la metà sono under 35, oltre un quarto corrisponde a una iniziativa commerciale e il 12% circa corrisponde ad attività professionali (anche se bisogna tener presente che almeno per architetti e avvocati si tratta di uno sbocco obbligato vista la quasi totale impossibilità di trovare un lavoro dipendente in linea con il titolo conseguito). 

I giovani si muovono soprattutto verso il commercio e la ristorazione: attività imprenditoriali in cui emerge spesso un mix tra innovazione e tradizione. Il rischio maggiore, però, sta nella mortalità precoce delle giovani imprese. Ma i dati non sono così negativi. Secondo Unioncamere, nei primi nove mesi del 2013 ha chiuso il 7% delle aziende degli under 35, contro una media generale del 5 per cento. 

E non mancano le iniziative per sostenere l’autoimpiego. La Confcommercio di Milano, ad esempio, ha predisposto un punto di accoglienza per neo imprenditori, “I Marcopolo”, e ha pubblicato “Le bussole”, manuali rivolti a chi sta facendo la sua prima esperienza di imprenditore. Successo anche per il franchising, che garantisce un know how sperimentato, un accesso più facile al credito, la possibilità di accedere alla formazione. E anche la formula della cooperativa sembra attirare interesse: secondo un’indagine Swg sono 700mila i giovani disposti a crearne una.

Intanto la legge di stabilità ha rifinanziato l’agenzia per il sostegno alle start up dopo che nel 2013 il bando era stato chiuso perché ad aprile aveva già prosciugato i fondi, ma la dotazione resta ancora bassa: solo 80 milioni di euro per tre anni.

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