LivebloggingSiria, i negoziati di Ginevra II

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Secondo i dati diffusi dalle agenzie – e riportati dalla Bbc – a metà febbraio il conflitto siriano ha raggiunto circa 100.000 vittime dall’inizio nel 2011. Le violenze hanno costretto circa 9,5 milioni di persone ad abbandonare le loro case. Il conflitto è sfociato in una crisi umanitaria che coinvolge anche i Paesi confinanti. 
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17 febbraio

ARABIA SAUDITA: “ASSAD HA CAUSATO IL FALLIMENTO DI GINEVRA II”

L’Arabia Saudita, uno dei principali sostenitori della rivolta in Siria, ha accusato il regime del presidente Bashar al-Assad di aver causato il fallimento dei negoziati di Ginevra destinato a mettere fine a tre anni di conflitto. In una dichiarazione dopo la sua riunione settimanale, il Consiglio dei ministri saudita ha «deplorato il fallimento della Conferenza di Ginevra a pervenire a risultati tangibili», ha detto il consiglio in un comunicato diffuso dall’agenzia ufficiale Spa.

15 febbraio

CHIUSA LA SECONDA FASE DI GINEVRA II

Finita la seconda fase dei colloqui di Ginevra II. Chiusi con un nulla di fatto. «Chiediamo scusa al popolo siriano», ha dichiarato il mediatore dell’Onu e della Lega araba Lakhdar Brahimi, che sta già pensando a una terza fase di negoziati.

14 febbraio

LAVROV: “GLI USA USANO GINEVRA II SOLO PER FAR CADERE ASSAD”

Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo, accusa gli Stati uniti di usare i negoziati di Ginevra II per ottenere un cambio di governo in Siria. «L’impressione è che i sostenitori dell’opposizione mirino solo a una cosa, il cambio di regime», ha detto Lavrov, convinto che i negoziati stiano “girando in tondo”.

13 febbraio

PRESENTATO PIANO DELL’OPPOSIZIONE PER IL POST ASSAD

Secondo quanto riferisce Reuters, ieri, mercoledì 12 febbraio, i delegati dell’opposizione a Ginevra II hanno presentato un piano per il post Assad in Siria. Nessuna menzione di Assad. L’opposizione propone un governo di transizione cui partecipino tutti i gruppi entnici presenti nel Paese con lo scopo di riportare pace e stabilità nel Paese. Assad – dicono i delegati stessi dell’opposizione – non è volutamente menzionato.

11 febbraio

BRAHIMI INCONTRA SIMULTANEAMENTE LE PARTI

11.00 Secondo quanto afferma una portavoce dell’Onu, ogi il mediatore internazionale per la Siria Lakhdar Brahimi incontrerà «simultaneamente» le delegazioni de governo e dell’opposizione siriana. 

10 febbraio

PRIMA GIORNATA DELLA SECONDA FASE CHIUSA CON SCAMBIO DI ACCUSE

Delegati governativi e dell’opposizione si sono scambiati oggi un reciproco scambio di accuse di responsabilità sull’escalation di violenze negli ultimi giorni in Siria- Lakhdar Brahimi, mediatore di Onu e Lega Araba, ha incontrato separatamente le due parti.

RIPRESA DEI NEGOZIATI. IERI EVACUATI 600 CIVILI A HOMS

Riprende oggi la seconda fase dei negoziati di Ginevra II. Già nella serata di ieri, domenica 9 febbraio, il mediatore dell’Onu e della Lega araba Lakhdar Barhimi ha incontrato separatamente le due parti rivali, i delegati di Assad e quelli dell’opposizione siriana.

Le trattative riprendono dopo che la prima fase si era chiusa il 31 gennaio scorso senza nessun risultato raggiunto. Resta dunque aperta la questione relativa alla transizione del potere in Siria e all’individuazione di una soluzione politica al conflitto, scopo dei negoziati di Ginevra II.

Mentre i delegati di Assad escludono categoricamente l’uscita di scena di Bashar al Assad e portano continuamente l’attenzione sulla necessità di combattere la minaccia terroristica in Siria, l’opposizione pone come priorità la rimozione di Assad dalla Presidenza e la creazione di un governo di transizione con pieno potere esecutivo. 

Un video postato da Al Jazeera mostra alcune scene dell’evacuazione di 600 civili avvenuta durante la giornata di domenica 9 febbraio a Homs, dove è stata dichiarata una tregua di tre giorni per permettere le operazioni. Ma nonostante ciò, spari mortali tuttavia non hanno risparmiato la popolazione.

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6 febbraio

HOMS, RAGGIUNTO L’ACCORDO PER PORTARE AIUTI UMANITARI ALLA POPOLAZIONE

16.00 Il governatore di Homs, Talal al Barazi, ha confermato un accordo raggiunto con l’Onu per l’evacuazione dei civili dalla parte vecchia della città siriana, assediata da 600 giorni dalle truppe governative.
«L’intesa sarà applicata molto presto», ha aggiunto. Stamane il portavoce del ministero degli Esteri russo aveva reso noto che un accordo era stato raggiunto per l’arrivo di aiuti umanitari.
Ma il governatore ha annunciato anche l’evacuazione della popolazione civile.

4 febbraio

IL PIANO DI KERRY PER PORTARE L’IRAN AL TAVOLO DI GINEVRA II

Lo rivela questa mattina il quotidiano russo Kommersant daily: ll segretario di stato John Kerry avrebbe proposto alla Russia una nuova “formula” per risolvere la crisi siriana. Si tratterebbe di coinvolgere nei negoziati sia i principali Paesi sostenitori dell’opposizione siriana, cioè Arabia saudita e Turchia, sia il principale alleato di Damasco, l’Iran. Lo rivela al quotidiano una anonima fonte diplomatica russa.

Kerry propone di creare un piano di negoziazione parallelo a quello tra opposizione e delegati governativi. Al tavolo siederebbero la Russia, gli Usa, l’Arabia Saudita, la Turchia ed l’Iran. Il tavolo si chiamerebbe per questo “Ginevra II, 5”.

Secondo la stessa fonte, il piano sarebbe stato proposto da Kerry alla fine dei colloqui della scorsa settimana a Montreux e avrebbe raccolto il favore di Mosca. 

Negoziati “regionali” – così li definisce il Kommersant – giustificati dal fatto che il conflitto siriano ha smesso da tempo di essere interno. «È passato dall’essere una guerra civile a strumento di una guerra regionale», commenta sulle pagine del quotidiano russo Samuel Charap, ricercatore dell’Institute for Strategic Studies. «Gli attori regionali più influenti, in particolare Arabia Saudita e Iran, stanno combattendo in Siria uno contro l’altro usando i rispettivi alleati in Siria e dando fuoco alla guerra civile».

L’Iran, inizialmente chiamato al tavolo di Ginevra dal Segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon, si era visto ritirare la lettera di invito dallo stesso Ban – con il supporto degli Usa – lo scorso 20 gennaio, dopo aver dichiarato di non accettare precondizioni per poter sedere ai tavoli (in questo modo l’Iran dichiarava quindi di non accettare le condizioni poste dal comunicato di Ginevra I, che prevede la creazione di un governo di transizione in Siria). 

Dell’interesse degli Usa alla partecipazione dell’Iran al tavolo di Ginevra avevamo già parlato in questi articoli:

IL GOVERNO DI ASSAD PARTECIPERÀ AL SECONDO ROUND DI COLLOQUI DI GINEVRA II

10.45 Secondo quanto riferisce il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov, il governo di Damasco parteciperà al prossimo round di colloqui di pace con l’opposizione a Ginevra. «Non abbiamo alcun dubbio sul fatto che una delegazione del governo parteciperà al secondo round dei colloqui internazionali a Ginevra», ha detto Bogdanov. La nuova fase di colloqui è attesa per il 10 febbraio.
 

IL LEADER DELLA COALIZIONE NAZIONALE SIRIANA INCONTRA LAVROV A MOSCA

Il capo della diplomazia russa, Sergei Lavrov, ha ricevuto a Mosca il leader della Coalizione nazionale siriana dell’opposizione, Ahmad Jarba.

La visita di Jaraba, secondo quanto riporta al-Jazeera, è finalizzata a fare pressioni su Mosca, affinché convinca Assad ad accettare un governo di transizione in Siria.

Secondo quanto dichiarato da Monzer Aqbiq, consigliere di Jarba, all’agenzia russa Ria Novosti, il principale argomento di discussione con il ministro degli Esteri russo Lavrov sarebbe stato quello dello sblocco degli aiuti umanitari alle città Siriane assediate – ancora fermi alle porte delle città in attesa del via libera di Assad – il rilascio di prigionieri e la formazione di un governo di transizione. 

La risposta di Mosca è stata netta: la rimozione di Assad non può essere posta come condizione necessaria per un cambiamento politico. E ha riportato l’attenzione sulla minaccia terroristica in Siria, sostenendo che questo deve essere il principale argomento di discussione a Ginevra II, lo stesso argomento sostenuto dai delegati di Assad durante il primo round di colloqui in Siria.

31 gennaio

1900 MORTI IN SIRIA MENTRE ERANO IN CORSO I NEGOZIATI DI GINEVRA II

Mentre Lakhdar Brahimi, negoziatore dell’Onu, cercava di far dialogare le due parti siriane, governo e opposizione, nella speranza che si trovasse un modo di sbloccare gli aiuti umanitari alle popolazioni colpite e si trovasse una soluzione al problema della transizione di potere in Siria, nel Paese di Assad morivano 1900 persone. È il calcolo fatto dal Syrian Observatory for Human Rights, un gruppo di opposizione con base in Gran Bretagna. Proprio nei giorni del negoziato, da venerdì 24 a venerdì 31 gennaio, in Siria morivano 498 civili, 850 combattenti all’opposizione di Assad – ribelli e estremisti –  e 515 soldati lealisti. Il conto delle persone morte dall’inizio del conflitto, tre anni fa, sale invece a 130 mila persone. 

TERMINATA LA PRIMA FASE DI GINEVRA II, SI RIPRENDE IL 10 FEBBRAIO

14.00 Il mediatore internazionale sulla Siria Lakhdar Brahimi in una conferenza stampa a chiusura della prima tornata tra le due parti a Ginevra ha proposto alle delegazioni siriane la data del 10 febbraio per la ripresa dei negoziati. La delegazione dell’opposizione ha accettato, quella del governo ha detto che consulterà prima Damasco.

È stato un «inizio modesto» ma può costituire una base sulla quale costruire, ha detto Brahimi. Il mediatore ha aggiunto: «Per tutti i siriani coinvolti in  questa guerra, il nostro lavoro sembrerà davvero troppo lento. Ma qui stiamo cercando di superare questioni davvero difficili che hanno portato al conflitto, e ciò sfortunatamente richiede tempo»

IAN BLACK, MIDDLE EAST EDITOR DEL GUARDIAN,  RACCONTA COSÌ GINEVRA II

12.30 Il primo round dei negoziati di Ginevra II terminano venerdì 31 gennaio dopo una settimana tesa e irritata che – come era prevedibile – ha messo in luce le amare divisioni tra Bashar al-Assad e l’opposizione circa il futuro politico del Paese. Altrettanto prevedibilmente, i negoziati hanno portato lentamente al nulla.

Le aspettative erano già basse prima che la conferenza iniziasse, ma questo era tutt’altro che un trucco per produrre un “trionfo a sorpresa”. Le prospettive di successo andavano dal pochissimo al nulla. Tuttavia, anche solo fare in modo che le parti dialogassero è stato un risultato, anche se il contatto fosse stato indiretto, attraverso il mediatore delle Nazioni unite Lakhdar Brahimi. Si tratta invece di negoziati faccia a faccia, sebbene privi di scambio di battute o strette di mano.

I negoziati riprenderanno probabilmente il 10 febbraio, dicono i diplomatici, dopo meeting trilaterali tra Brahimi e ufficiali statunitensi e russi. Incontri che sono in linea con i ripetuti appelli fatti da Brahimi alle due nazioni che hanno influenza sulle parti belligeranti, affinché la usino positivamente.  

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DELEGATI GOVERNATIVI: “NON FAREMO CONCESSIONI A GINEVRA II”

13.00 Il regime siriano non farà «alcuna concessione» nei negoziati in corso a Ginevra, «né in questo round, né nel prossimo». Lo ha detto il ministro siriano dell’informazione Omran al Zohbi, nell’ultimo giorno della prima tornata di colloqui. L’opposizione «non otterrà con la politica ciò che non ha ottenuto con la forza», ha aggiunto.

LEADER DELL’OPPOSIZIONE SIRIANA SARÀ A MOSCA IL 4 FEBBRAIO

10.00 Secondo quanto riporta Afp, il Capo dell’opposizione siriana Ahmad Jarba è stato invitato dalle autorità russe a Mosca. “Jarba ha accettato l’invito e sarà a Mosca il 4 febbraio”, ha dichiarato giovedì 30 gennaio sera Monzer Aqbiq, capo dei consiglieri del leader della Coalizione nazionale siriana. 

30 gennaio

BRAHIMI: “SOLUZIONE PARZIALE PER AIUTI UMANITARI. MA ANCORA NULLA DI FATTO”

18.00 Si è conclusa una nuova giornata di negoziati a Montreux. Nessuna soluzione – come già ci si aspettava – sulla questione centrale della transizione di potere in Siria. Ma nemmeno decisioni per sbloccare l’ingresso degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite nelle città colpite dalla guerra civile siriana, dove la gente patisce ormai da settimane la mancanz di cibo e medicine.

Questi i tweet diffusi dai giornalisti di Al Jazeera presenti a Montreux:

ANCORA CONFLITTO TRA LE PARTI

11.00 La prima sessione dei negoziati di Montreux terminerà venerdì 31 gennaio. Giorno in cui i delegati delle due parti siriane decideranno quando incontrarsi per il secondo round di trattative. Pare ormai inevitabile che questo primo round si concluda con un nulla di fatto. Le due parti restano ancora divise sulla questione centrale: la transizione del potere in Siria. Se i ribelli chiedono un governo di transizione – in vista di nuovo elezioni – che non includa il presidente Assad, i delegati del governo siriano propongono un governo di larghe intese, che mantenga Assad e i suoi uomini al loro posto, aprendo però le porte a qualche rappresentante dell’opposizione. 

«Gli ufficiali del governo di Assad ci stanno dicendo in continuazione che Assad non lascerà il potere, che continuerà fino al suo termine previsto dalla costituzione e che ha anche il diritto di candidarsi ancora alla Presidenza», ha spiegato l’inviata di Al Jazeera Basma Atassi. 

29 gennaio

BRAHIMI: “IL GHIACCIO TRA LE PARTI SI STA SCIOGLIENDO LENTAMENTE”

18.30 Brahimi chiude un’altra giornata di negoziati con il discorso alla stampa. “Stiamo discutendo sull’ingresso degli aiuti umanitari alla cittadina di Homs, ha detto Brahimi, “la distanza tra le due parti resta ancora ampia, ma il ghiaccio si sta rompendo poco a poco ma si sta rompendo”. Ha aggiunto che sia l’America che la Russia mantengono buone relazioni con opposizione e governo, rispettivamente e che entrambe stanno usando i loro poteri per facilitare i negoziati. La diretta twitter di Al Jazeera.

NEGOZIATI IN STALLO

11.00 Secondo quanto riporta Al Jazeera, il mediatore delle Nazioni Unite Lakhdar Brahimi non è riuscito a sbloccare lo stallo in cui sono finiti i negoziati di Ginevra II. Le trattative sono state interrotte nel pomeriggio di ieri, 28 gennaio, dai delegati del governo di Assad, adirati dalla decisione degli Usa di rincominciare a fornire aiuti all’opposizione. 

Nessun passo in avanti è stato fatto nella giornata di martedì nel portare aiuti umanitari alla popolazione assediata della cittadina di Homs, dove – scrive Al Jazeera – i camion della Nazioni Unite sono in attesa di portare cibo e medicine di cui c’è urgente bisogno. 

La foto della cittadina di Homs riportata da Al Jazeera:

Lakhdar Brahimi ha sospeso le discussioni pomeridiane di ieri sperando che questa mattina, mercoledì 29 gennaio, avrebbe potuto dare vita a una migliore sessione. 

28 gennaio

16.00 La sessione pomeridiana dei negoziati tra il regime siriano e la Coalizione nazionale dell’opposizione in esilio è stata sospesa. Secondo un portavoce della delegazione dell’opposizione siriana a Ginevra, i “colloqui riprenderanno domani mattina” e dovrebbero continuare ad affrontare il tema della transizione e del “comunicato di Ginevra”. Rafif Jouejat ha aggiunto che la sospensione della sessione pomeridiana di oggi è stata decisa dal mediatore internazionale Lahkdar Brahimi.

27 gennaio
 

REGIME RIFIUTA DI PARLARE DI TRANSIZIONE

14.30 Secondo quanto riferiscono fonti della Coalizione dell’opposizione presenti al tavolo di Montreux, Svizzera, «il regime si è rifiutato di parlare di transizione». Proprio questo era il tema in agenda nei colloqui di questa mattina a Ginevra. La delegazione governativa, aggiungono i ribelli, insiste nel voler discutere di «terrorismo: ne vuole fare il dossier principale» dei negoziati. 

I NEGOZIATI CONTINUANO

11.00 Dopo l’autorizzazione a evacuare donne e bambini dalla cittadina di Homs ottenuta ieri dall’opposizione siriana, i negoziati proseguono. Si continuerà a parlare di aiuti umanitari alle aree più bisognose. Ma resta ancora da affrontare la questione più spinosa: il trasferimento del potere ancora detenuto da Assad a un governo di transizione, la posizione sostenuta dagli Usa e dai ribelli siriani.  

26 gennaio

BRAHIMI: DA HOMS SARANNO EVACUATI DONNE E BAMBINI

Il governo siriano ha dato l’autorizzazione per evacuare lunedì le donne e i bambini dal centro di Homs, in Siria, assediato da un anno e mezzo dalle forze lealiste: l’annuncio arriva al termine della seconda giornata di negoziati a Ginevra. Lo riferisce Lakhdar Brahimi, il mediatore di Onu e Lega Araba sulla Siria: «Spero che stia arrivando una soluzione per tutti i civili a Homs – ha commentato il negoziatore internazionale – Le donne e i bambini sono liberi di partire immediatamente. Anche gli uomini lo potranno fare, ma prima il governo richiede una lista dei nomi».

Il discorso di Brahimi in questo video riportato dal Guardian

25 gennaio

È durato poco più di mezz’ora  l’incontro tra ribelli e governo siriano. Nel pomeriggio nuovo meeting

11.40 Per ora nulla di fatto. Si è conclusa dopo appena mezz’ora la prima sessione congiunta di colloqui a Ginevra tra le delegazioni del regime siriano e delle forze di opposizione: lo ha riferito il portavoce di queste ultime, Hadi al-Bahra, secondo cui un altro incontro è comunque stato fissato per il pomeriggio di oggi.

24 gennaio

BRAHIMI: DOMANI GOVERNO SIRIANO E OPPOSIZIONE SIEDERANNO ALLO STESSO TAVOLO

Ore 18.00  Lo ha annunciato il delegato delle Nazioni Unite che sta trattando in questi giorni con le due parti siriane invitate a Ginevra II, Lakhdar Brahimi: Domani, sabato 25 gennaio, i delegati di entrambe le parti – governo di Assad e opposizione – siederanno allo stesso tavolo per cercare una soluzione comune al conflitto siriano.

Lakhdar Brahimi ha aggiunto anche che entrambe le delegazioni hanno accettato i principi del Ginevra Communique, che chiede un governo di transizione.

I tweet della giornalista di Al Jazeera a Ginevra II:

MINISTRO ESTERI SIRIANO MINACCIA DI LASCIARE GINEVRA II

Walid Muallem, il ministro degli Esteri siriano e capo della delegazione del governo Assad a Ginevra II, ha minacciato di lasciare la conferenza e di far ritorno a Damasco se entro sabato non iniziano «serie trattative». Lo ha reso noto la tv siriana.

Il mediatore Lakhdar Brahimi ha incontrato oggi separatamente per il secondo giorno di seguito le delegazioni di governo e opposizione siriane, dopo che le due parti non sono riuscite a sedersi allo stesso tavolo. Brahimi li ha incontrati nuovamente prima di iniziare un nuovo round di negoziazioni presso il Palazzo delle Nazioni unite. L’ultimatum di Muallem rischia di far saltare i lavori di Ginevra II. 

NESSUN INCONTRO DIRETTO TRA GOVERNO DI ASSAD E OPPOSIZIONE

È stata abbandonata l’idea di un colloquio faccia a faccia tra la delegazione del governo di Bashar al Assad e dell’opposizione siriana, dopo che questi ultimi hanno chiesto come pre-condizione il consenso di Damasco a creare un governo di transizione.  
Era atteso per oggi, venerdì 24 gennaio, l’incontro diretto tra le due parti siriane, che si sarebbero sedute allo stesso tavolo per la prima volta dall’inizio del conflitto, tre anni fa. 

Il governo di Assad ha detto che non è intenzionato a discutere della rimozione di Assad, mentre l’opposizione ha affermato che non si sarebbe seduta al tavolo finché la rimozione di Assad non fosse stata pattuita come la base di partenza del negoziato. Uno dei delegati del governo – secondo quanto riporta Al Jazeera – avrebbe detto oggi, venerdì 24 gennaio, che Assad sarebbe rimasto presidente fino a nuove elezioni, quando chiunque potrà candidarsi. 

23 gennaio

ROHANI DA DAVOS: “LIBERE ELEZIONI IN SIRIA”

Il presidente iraniano Hassan Rohani al World Economic Forum di Davos: in Siria «la soluzione migliore è organizzare libere e democratiche elezioni». E ancora: «Nessuno da fuori può decidere il futuro della Siria», ha detto Rohani, rieccheggiando quanto sostenuto ieri dal rappresentante siriano presso la Nazioni Unite Bashar Jaafari, convinto che «Non decideranno i ministri qui riuniti il futuro della Siria. Lo deciderà il popolo siriano». Rohani ha inoltre auspicato che a Ginevra «tutti lavorino insieme per sconfiggere il terrorismo».
L’Iran non partecipa alla Conferenza di pace Ginevra II sulla Siria, in corso in Svizzera a Montreaux. Il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon aveva inizialmente invitato l’Iran a partecipare, ma ha poi ritirato l’invito su suggerimento degli Usa dopo che l’Iran ha annunciato che avrebbe preso parte alla conferenza «senza pre condizioni», discostandosi dai principi base di Gineva II, cioé la destituzione di Assad e il passaggio a un governo di transizione che escluda l’attuale presidente siriano.

BRAHIMI INCONTRA SEPARATAMENTE I DELEGATI DI GOVERNO E OPPOSIZIONE SIRIANI

Il mediatore delle Nazioni Unite Lakhdar Brahimi incontra oggi separatamente i delegati di entrambe le parti siriane, governo e opposizione. L’obiettivo di Brahimi sarà quello di capire se le due parti sono pronte per sedersi allo stesso tavolo nella giornata di venerdì 24 gennaio presso il quartier generale delle Nazioni Unite di Ginevra. Non è ancora certo, infatti, se le due parti saranno capaci di sedere faccia a faccia e provare a negoziare una soluzione al conflitto siriano. 

22 gennaio, al via la conferenza

La mappa dell’Afp su chi sta con chi nel conflitto siriano

JAAFARI: “PRIMO OBIETTIVO È PORRE FINE AL TERRORISMO”

Bashar Jaafari, rappresentante della Siria presso le Nazioni unite, ha sottolineato lo sbilanciamento creato dall’assenza a Montreux dell’Iran, principale alleato del governo di Assad e Paese chiave per una risoluzione del conflitto siriano: «Due giorni fa gli organizzatori hanno aggiunto 10 Paesi che sono anti_siria alla lista dei partecipanti di Ginevra, e hanno escluso l’Iran».

E ancora: “Per implementare Ginevra I abbiamo bisogno di porre fine al terrorismo e alla violenza. L’assetto politico non può continuare mano nella mano con il terrorismo». Jaafari ha quindi insistito sul rischio terrorismo, anche per l’Europa. Sia i delegati francesi che britannici, ha ricordato Brahimi, hanno detto oggi che in Siria ci sono Terroristi provenienti dai rispettivi Paesi. Citando alcuni dati, di «una fonte giordana» ha ricordato che: «546 terroristi sono entrati in Siria dal confine turco. (…) Tre aerei sauditi hanno trasportato dallo Yemen terroristi in Siria». E ha poi fornito altra documentazione relativa all’ingresso di armi straniere in Siria dal confine turco e Libanese. 

«Non decideranno i ministri qui riuniti il futuro della Siria. Lo deciderà il popolo siriano»

KERRY: “IMPORTANTE CHE SIA INIZIATO UN PROCESSO DI NEGOZIAZIONE PER LA PACE. SIRIA CALAMITA PER TERRORISTI SOLO PER COLPA DI ASSAD”

Il Segretario di stato degli Usa nella conferenza stampa finale della prima giornata della conferenza Ginevra II: “La cosa importante è che il processo di pace è iniziato. È importante che opposizione e governo siriano siedano allo stesso tavolo e si chiarificono per cosa ciascuno di loro sta combattendo. Non ci aspettiamo che si giunga facilmente a una soluzione”. “Nessuno più di Assad ha reso la Siria una calamita per i terroristi”. “Non ci può essere pace in Siria finché Bashar al Assad resterà in Siria”. “L’opposizione siriana ha chiesto oggi alle Nazioni Unite di investigare sulle torture commesse dal regime di Assad”. Gli Stati uniti continueranno a fare pressione per un cessate il fuoco e lavoreremo per garantire il rispetto dei diritti del popolo siriano”. “Continueremo a chiedere la fine dei bombardamenti e atrocità usate contro la popolazione siriana”. “E oggi abbiamo sentito che Assad sta usando la fame per costringere il suo popolo alla resa. E questo è un crimine di guerra”. 

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Kerry ha aggiunto che “Il supporto per l’opposizione siriana continua e si sta rafforzando. Sono sicuro che continuerà nei prossimi giorni”. “Seguiremo una serie di strade diverse per cercare una soluzione al conflitto, compreso il supporto all’opposizione”

SULL’IRAN:

Come raggiungere un accordo senza che l’Iran sia presente e possa parlare con l’Arabia saudita?, chiede una giornalista. Kerry: “Era chiaro quale era lo standard per la partecipazione: supportare il Ginevra I Communique del giugno 2012. Con Russia e Arabia Saudita sono venuti. Perché l’Iran non lo ha sottoscritto?”

MINISTRO ESTERI LIBANESE: “INTERVENTO STRANIERO HA DISTRUTTO LA SIRIA”

Il ministro degli Esteri libanese, Adnan Mansour, nel suo intervento alla conferenza di pace Ginevra II: «Si sapeva che interferire negli affari interni siriani avrebbe trascinato il Paese in una fase oscura e lo avrebbe portato alla distruzione e al caos. Ma sfortunatamente è ciò che è successo e il mondo ora conta le vittime e il numero di combattenti stranieri inviati in Siria». Mansour ha parlato soprattutto delle conseguenze che la crisi siriana sta producendo sul suo Paese, come il diffondersi di «ideologie e organizzazioni distruttive» che hanno prodotto in Libano «una serie di esplosioni in più località». O come l’arrivo di «centinaia di migliaia di rifugiati, il cui numero ammonta a un quarto della popolazione del paese». «Chiediamo alla comunità internazionale – ha aggiunto il ministro – di essere consapevole della difficile situazione con la quale il Libano si confronta, in quanto è un piccolo paese che sopporta un grosso carico».

DOMANI INCONTRO (SEPARATO) TRA BRAHIMI E LE DUE PARTI SIRIANE, GOVERNO E OPPOSIZIONE,

Lakhdar Brahimi, inviato speciale di Lega araba e Onu per la Siria, incontrerà domani «separatamente» la delegazione del governo siriano e quella dell’opposizione, in vista dell’avvio dei negoziati venerdì a Ginevra (Il giorno in cui le delegazioni di opposizione e governo si incontreranno direttamente). Lo ha annunciato lo stesso Brahimi nella conferenza stampa finale di Ginevra II, sedendo accanto al segretario generale dell’Onu Ban Ki moon. «Vedremo come muoverci al meglio per andare avanti, proveremo a parlare di come far finire lo spargimento di sangue», ha spiegato Brahimi sottolineando che il comunicato di Ginevra I, di giugno 2012, rappresenta «una sorta di road map». «Non sarà facile – ha ammesso – ma ci proveremo con molta determinazione». 

BONINO: “NESSUN DUBBIO CHE OBIETTIVO SIA LA RIMOZIONE DI ASSAD”

Il ministro italiano Emma Bonino ha risposto a chi le chiedeva quale dovesse essere il futuro di Bashar al Assad in Siria: «Tutti gli invitati alla conferenza, che hanno accettato la lettera di invito, sono qui per applicare il comunicato di Ginevra I che non lascia dubbi. Non vi deve essere nessuna ambiguità su questo». Il comunicato di Ginevra I, del giugno 2012, prevede di un «governo di transizione con pieni poteri, convenuto tra le parti», di fatto l’uscita di scena del presidente siriano.

AL JAZEERA: “SCAMBIO DI COLPE A GINEVRA”

«Syria rivals exchange blame in Geneva talks», titola Al Jazeera. (I rivali siriani si scambiano colpe alla conferenza di Ginevra). «Negoziati pensati per porre fine alla cirisi, uniscono tutti i rivali ad Assad, ma l’opposizione divisa e il regime risoluto rovinano ogni buona prospettiva».

MINISTRO SIRIANO: “ASSAD NON LASCERÀ IL POTERE”

Il ministro dell’Informazione di Damasco, della delegazione siriana ha detto – secondo i media arabi – che il presidente Bashar al Assad «non lascerà il potere» in Siria.

FRANCIA CHIEDE CESSATE IL FUOCO E CORRIDOIO UMANITARIO

Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius alla conferenza per la Siria, Ginevra II: «Chiediamo sin dall’apertura di questa conferenza che siano urgentemente attuati uno o dei cessate il fuoco, aperti corridoi umanitari e portati ai sopravvissuti viveri e medicinali».

Il collega britannico William Hague ha poi sottolineato che «se questo processo di pace fallisce, migliaia di siriani innocenti ne pagheranno il pezzo».

IL RAPPRESENTANTE DEI RIBELLI SIRIANI AI MEMBRI DEL GOVERNO: «DIVENTATE LIBERI COME NOI»

Il presidente della Coalizione nazionale siriana Ahmad Jarba alla conferenza di Ginevra 2, rivolgendosi alla delegazioni di Damasco, guidata dal ministro degli Esteri Walid Muallem: «Diventate liberi come noi», abbandonate il regime. 
 

IL PAPA LANCIA IL SUO APPELLO: «NON RISPARMIATE SFORZI PER LA PACE»

L’appello che papa Francesco rivolge ai partecipanti alla conferenza internazionale Ginevra 2 sulla pace in Siria: «Non si risparmi alcuno sforzo per giungere con urgenza alla cessazione della violenza e alla fine del conflitto, che ha già causato troppe sofferenze». Il Papa ha ricordato al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro che «oggi si apre a Montreux in Svizzera una Conferenza di sostegno alla pace in Siria, alla quale faranno seguito i negoziati che si svolgeranno a Ginevra a partire dal 24 gennaio». Il Papa esorta a «cercare unicamente il maggior bene del popolo siriano, tanto provato» e, pregando Dio affinchè «tocchi i cuori di tutti», auspica per la Siria «un cammino deciso di riconciliazione, di concordia e di ricostruzione con la partecipazione di tutti i cittadini, dove ognuno possa trovare nell’altro non un nemico, non un concorrente, ma un fratello da accogliere e abbracciare»

IL MINISTRO DEGLI ESTERI SIRIANO: “MOLTI PAESI QUI PRESENTI HANNO LE MANI SPORCHE DI SANGUE”

Il ministro degli Esteri siriano Walid al-Muallim nel suo intervento alla conferenza di pace sulla Siria Ginevra II in corso a Montreux: «Alcuni Paesi che partecipano a questa conferenza hanno le mani sporche di sangue». «La delegazione (del governo, ndr) della Siria è qui per rappresentare il popolo, l’Esercito e il presidente Bashar al-Assad».
Come riportato dal Guardian, al-Muallim ha accusato i Paesi occidentali di supportra e il terrorismo in Siria: «L’Occidente dice di combattere il terrorismo, ma secretamente lo nutre». E ha chiesto con urgenza all’Occidente di spettere di riversare armi in Siria. «Siamo venuti qui per evitare il collasso del Medio Oriente», ha detto. E ha accusato successivamente l’opposizione siriana di tradimento.  

JOHN KERRY: “ASSAD NON PUÒ ESSERE PARTE DI QUESTA TRANSIZIONE POLITICA”

Il segretario di Stato Usa John Kerry, che ha preso la parola subito dopo Ban Ki-moon,  ha invece sottolineato che Assad non potrà fare parte della transizione politica in Siria. «Dobbiamo affrontare la realtà: Assad non farà parte di questa transizione» politica, «un uomo non può tenere un Paese e l’intera regione in ostaggio».

BAN ALLA SIRIA: “GINEVRA II È LA VOSTRA OPPORTUNITÀ PER TROVARE SOLUZIONE POLITICA”

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki moon rivolgendosi alle delegazioni siriane all’apertura della conferenza Ginevra II e davanti alle 45 delegazioni riunite al Montreux Palace: «Questa conferenza rappresenta la «vostra opportunità di mostrare unità per trovare una soluzione politica» per la Siria dove nel tempo sono state «perse moltissime vite». «Lancio un appello urgente per consentire l’accesso umanitario» a migliaia di persone in Siria che sono «senza assistenza da mesi» e soffrono la fame, ha proseguito Ban Ki-moon, chiedendo alle delegazioni siriane di «impegnarsi seriamente». «Non c’è alternativa a cessare la violenza e a una soluzione politica. Ecco perchè siamo qui», ha aggiunto.

21 gennaio

OBAMA CHIAMA PUTIN

MOSCA, 21 GEN – Telefonata “costruttiva”, secondo il Cremlino, tra il presidente Usa Barack Obama e il capo del Cremlino Vladimir Putin alla vigilia dall’avvio della conferenza di Pace di Montreux sulla Siria. Lo rende noto Interfax, secondo cui, oltre che della situazione in Siria, i due hanno parlato del nucleare iraniano e delle relazioni bilaterali.
 

LA REPLICA DELLA RUSSIA: ERRORE RITIRARE L’INVITO ALL’IRAN

MOSCA, 21 GEN – ’’Uno sbaglio ma non una catastrofe’’: cosi’ oggi il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov ha definito la decisione del segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon di ritirare l’invito all’Iran per partecipare alla conferenza di pace Ginevra-2. ’’Ci rincresce, Teheran poteva avere un ruolo nella risoluzione della crisi siriana’’, ha osservato Lavrov, in una conferenza stampa per fare il punto sull’attività diplomatica del 2013.

BAN KI-MOON RITIRA INVITO ALL’IRAN

NEW YORK, 20 GEN – Il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha ritirato l’invito all’Iran a partecipare alla conferenza di pace Ginevra 2. Lo ha annunciato il portavoce di Ban, Martin Nesirky. Questi ha detto che nei molti incontri e colloqui telefonici coi vertici della diplomazia iraniana, Ban ha avuto assicurazione che Teheran avrebbe sostenuto i principi della conferenza e che per questo è “profondamente deluso” dalla dichiarazione di Teheran “non coerente con tali assicurazioni”.

20 gennaio

BAN KI-MOON VALUTA NUOVE OPZIONI PER GINEVRA II

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha detto di essere impegnato a «valutare urgentemente ulteriori opzioni» in seguito alle reazioni degli Usa e dell’opposizione siriana alla decisione di estendere all’Iran l’invito a partecipare a Ginevra 2. Ban si è detto anche «costernato» per gli ultimi sviluppi sulla conferenza di pace, e «profondamente deluso» dalla dichiarazione di Teheran, dopo che la Repubblica islamica nelle ultime ore ha detto di non accettare il comunicato di Ginevra I.

CHURKIN: “USA CONSULTATI PRIMA DI ESTENDERE L’INVITO ALL’IRAN”

L’ambasciatore Vitaly Churkin, rappresentante permanente di Mosca al Palazzo di Vetro ha riferito che gli Stati Uniti e la Russia «sono stati consultati» prima che il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon estendesse all’Iran l’invito a partecipare alla conferenza Ginevra 2 sulla Siria. Rispondendo alle domande dei giornalisti sulle reazioni alla decisione di Ban, Churkin ha aggiunto che sarebbe «un grosso errore», se l’opposizione siriana boicottasse i colloqui di pace in programma a Montreaux mercoledì.

USA: “L’ONU RITIRI L’INVITO ALL’IRAN”

Ufficiali degli Usa e dei Paesi occidentali che supportano l’opposizione siriana hanno affermato, secondo quanto riporta la Bbc, che l’Iran non ha sostenuto gli obiettivi delle negoziazioni, cioé la formazione di un governo di transizione siriana. Per questo motivo chiedono alle Nazioni unite di ritirare l’invito alla Repubblica islamica. Anche l’opposizione siriana ha dichiarato che non andrà a a Ginevra II se parteciperà l’Iran. 

ARABIA SAUDITA: “CONTRARI ALLA PARTECIPAZIONE DELL’IRAN”

RIAD, 20 GEN – L’Arabia Saudita, potenza regionale rivale dell’Iran, contesta l’invito rivolto dal segretario generale dell’Onu all’Iran a partecipare all’imminente conferenza di pace sulla Siria di ’Ginevra 2’. “Ogni invito alla conferenza di Ginevra deve essere legato all’accettazione di un (futuro) governo di transizione” a Damasco, ha detto un portavoce del governo di Riad. “Non avendo adottato pubblicamente una tale posizione – é la conclusione saudita – l’Iran si squalifica a partecipare”.

IRAN: “PARTECIPIAMO MA SENZA PRE-CONDIZIONI”

Il presidente della commissione Esteri e sicurezza nazionale del parlamento iraniano, Alaeddin Boroujerdi, ha detto che Teheran non accetta il comunicato di Ginevra del 2012, quello che delinea le misure di una transizione del potere in Siria e che quindi richiede dimissioni del presidente Bashar Al Assad. E ha aggiunto che Teheran parteciperà alla conferenza di Ginevra sulla Siria ma non accetterà precondizioni. Lo riferisce il sito dellemittente iraniana Press Tv. 
 

USA: “IRAN ACCETTI UN GOVERNO SIRIANO DI TRANSIZIONE”

ROMA, 20 GEN – Gli Usa frenano sulla partecipazione dell’Iran alla conferenza di pace sulla Siria di Ginevra 2, chiedendo che prima Teheran accetti la richiesta dell’istituzione di un governo siriano di transizione. “Rimaniamo anche profondamente preoccupati – dice il Dipartimento di Stato – riguardo i contributi dell’Iran alla brutale campagna del regime di Assad contro il proprio popolo, che ha contribuito alla crescita dell’estremismo e dell’instabilità nella regione”.
 

IRAN PARTECIPERÁ A GINEVRA II

WASHINGTON, 20 GEN – L’Iran ha accettato l’invito del segretario dell’Onu Ban Ki-moon ha partecipare alla conferenza di pace sulla Siria, Ginevra 2, provocando però la protesta della Coalizione nazionale siriana delle forze dell’opposizione e della rivoluzione (Etilaf), che hanno annunciato che diserteranno i lavori se Ban Ki-moon non ritirerà il suo invito all’Iran.

19 gennaio

SIRIA SMENTISCE DICHIARAZIONE DI ASSAD

DAMASCO, 19 GEN – La presidenza siriana ha smentito una dichiarazione attribuita al presidente Bashar al-Assad dall’agenzia russa Interfax, secondo cui lo stesso Assad avrebbe detto di non avere alcuna intenzione di lasciare il potere, in un colloquio con alcuni parlamentari russi. Lo rende noto un comunicato di Damasco

ASSAD: NON MI FARÒ DA PARTE

MOSCA, 19 GEN – Il presidente siriano Bashar al-Assad non intende lasciare il potere, come pretenderebbero le opposizioni. “Se avessimo voluto arrenderci, lo avremmo fatto dall’inizio”, ha ribadito Assad a una delegazione di parlamentari russi a Damasco, riferisce l’agenzia Interfax, a pochi giorni dall’inizio di ’Ginevra 2’. Ieri le opposizioni in esilio, annunciando la partecipazione alla conferenza di pace, avevano detto che il loro unico obiettivo era ottenere la revoca di “tutti i poteri al macellaio”.

18 gennaio

L’OPPOSIZIONE SIRIANA HA DECISO DI PARTECIPARE A GINEVRA DUE

(ANSA) – ISTANBUL, 18 GEN – La Coalizione nazionale siriana (Cns), che raggruppa le fazioni più laiche e moderate in lotta contro il regime del presidente Bashar al-Assad e i cui dirigenti vivono in esilio, ha votato oggi a Istanbul a favore della partecipazione alla conferenza di pace Ginevra 2 che si apre il 22 gennaio a Montreaux, in Svizzera. Il vertice sulla controversa decisione era cominciato ieri: 58 tra i presenti hanno votato a favore della partecipazione, 14 contro. (ANSA).

17 gennaio

OGGI RIUNIONE DELLA COALIZIONE DELL’OPPOSIZIONE SIRIANA PER DECIDERE LA PARTECIPAIONE A GINEVRA II

È prevista per oggi 17 gennaio la riunione della Coalizione dell’opposizione siriana, dai comitati locali ai rappresentanti dell’Esercito libero (Esl), per decidere sulla partecipazione a Ginevra 2 e definire i «ministri ombra» del governo ad interim.

SIRIA CONSEGNA A MOSCA PIANO PER CESSATE IL FUOCO AD ALEPPO

Il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Muallim, nel corso di una conferenza stampa a Mosca ha affermato che il regime siriano ha consegnato al governo russo un piano per il cessate il fuoco ad Aleppo, Siria.
 

DAMASCO: “PRONTI  SCAMBIO DI PRIGIONIERI”

Il ministro degli Esteri siriano Walid al Muallim, dopo un incontro con il suo collega russo Serghiei Lavrov ha informato che Damasco è pronta ad uno scambio di prigionieri con i ribelli: «Ho informato il ministro Lavrov che siamo pronti a scambiare detenuti contro prigionieri catturati dal campo avverso», ha dichiarato.

LAVROV: “DAMASCO PRONTO A MISURE UMANITARIE”

Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha dichiarato che Damasco è pronto a prendere una serie di misure umanitarie dopo gli appelli di Washington e Mosca al regime e ai ribelli a favore di un cessate il fuoco in vista della conferenza di pace Ginevra 2: «Notiamo che il governo siriano è pronto a fare una serie di passi concreti di carattere umanitario». Specificando la disponibilità del governo a trasportare aiuti umanitari a Guta est, ad Aleppo e nei dintorni di Damasco.
 

16 gennaio

KERRY: “GLI USA CONTINUERANNO A STARE CON LA POPOLAZIONE SIRIANA”

Il segretario di Stato John Kerry interviene a pochi giorni dalla Conferenza di pace sulla Siria per ribadire il sostegno degli Usa all’opposizione e rinnovare l’invito dell’opposizione siriana a partecipare all’incontro: «Ginevra II dovrà stabilizzare il processo di transizione del potere politico in Siria. Il processo di transizione è l’unico modo per risolvere il conflitto siriano e i disastri umanitari che sta provocando».

«Gli Usa spingono alla partecipazione dell’opposizione siriana alla conferenza». «Gli Stati uniti spingono per una risoluzione politica a un conflitto che ha già fatto troppe vittime»

«Gli Usa e la comunità internazionale continueranno a dare supporto a voi siriani all’opposizione. Continueremo a stare con la popolazione siriana»

15 gennaio

“L’OCCIDENTE TRATTA CON ASSAD CONTRO IL RISCHIO TERRORISMO”

Alcuni Paesi occidentali ufficialmente oppositori del regime di Assad starebbero trattando con il regime siriano per scongiurare il pericolo terrorismo nel Paese. È quanto ha rivelato il vice-ministro degli Esteri siriano Faisal Mekdadin un’intervista rilasciata questa mattina alla Bbc. I servizi di intelligence di alcuni Paesi opposti al regime del Presidente siriano Bashar al-Assad sono giunti a Damasco per discutere un’attività di cooperazione in materia di sicurezza con il governo siriano, ha sostenuto Mekdad. «Non dirò in particolare (quali Paesi) ma molti di loro hanno fatto visita a Damasco», ha detto Mekdad. Mekdad ha aggiunto che i contatti sembravano dimostrare una rottura tra le autorità politiche e quelle di sicurezza di alcuni Paesi oppositori di Assad. L’intervista è stata diffusa mentre il ministro degli Esteri iraniano. Mohammad Javad Zarif, atterrava nella capitale siriana dopo la visita ufficiale in Libano.  

MINISTRO ESTERI IRANIANO INCONTRA ASSAD

DAMASCO, 15 GEN – Il ministro degli Esteri iraniano Mohammed Javad Zarif è arrivato in Siria per incontrare il presidente Bashar al Assad. Il capo della diplomazia del principale alleato del regime siriano sta svolgendo un tour in diversi paesi della regione (Iraq e Libano) prima della conferenza di pace sulla Siria Ginevra 2 che si terrà a Montreux, in Svizzera, il 22 gennaio.

Ricevendo Zarif, il presidente siriano Bashar al Assad ha dichiarato che l’estremismo islamico è una minaccia non solo per il Medio Oriente ma per tutto il mondo. Come riporta l’agenzia ufficiale Sana, Assad ha affermato che «il popolo siriano e altri popoli nella regione si sono resi conto del pericolo del wahhabismo», in riferimento alla dottrina estremista islamica adottata dalla casa reale saudita. L’Arabia Saudita è il principale sostenitore arabo assieme al Qatar dell’insurrezione popolare anti-regime. «Tutti devono contribuire per opporsi al wahhabismo ed estirparlo», ha aggiunto Assad.

INTANTO KERRY DAL KUWAIT…

 KUWAIT CITY, 15 GEN – Assad «deve smetterla di impedire l’assistenza umanitaria e di usare la fame come arma di guerra: quanto fa è in palese violazione di qualsiasi legge bellica e del diritto internazionale», ha affermato il segretario di Stato John Kerry alla seconda Conferenza dei donatori sulla Siria, annunciando altri 380 milioni di dollari di aiuti per la crisi umanitaria in Siria, portando l’impegno americano a 1,7 miliardi di dollari. «Siamo orgogliosi di essere il paese leader delle donazioni»

14 gennaio

OPPOSIZIONE SIRIANA NON PARTECIPERÀ A GINEVRA II

15.30 – L’opposizione siriana in patria ha annunciato che non parteciperà alla conferenza internazionale sulla Siria convocata in Svizzera il prossimo 22 gennaio. A dare la notizia è il sito del Comitato di coordinamento nazionale, la piattaforma dei dissidenti delle formazioni laiche e di sinistra, basati a Damasco. Nei giorni scorsi anche il Consiglio nazionale siriano, basato in Turchia e principale membro della coalizione delle opposizioni in esilio, aveva comunicato che non avrebbe partecipato alla conferenza svizzera. Proprio questa mattina era giunto l’appello di Usa e Uk perché anche i ribelli all’opposizione presenziassero alla conferenza, minacciando altrimenti di ritirare il loro sostegno. 

USA E GRAN BRETAGNA PRONTI A RITIRARE IL SOSTEGNO AI RIBELLI

9.00 – La Gran Bretagna e gli Stati Uniti potrebbero ritirare il loro appoggio al principale gruppo di opposizione in Siria se questo non parteciperà ai negoziati di pace: lo ha reso noto un responsabile della Coalizione nazionale siriana, come riporta la Bbc, sottolineando che i due Paesi hanno insistito sulla presenza dell’opposizione ai negoziati della settimana prossima a Ginevra. La coalizione voterà venerdì per decidere se andare o meno.

13 gennaio 

KERRY INCONTRA LAVROV IN VISTA DI GINEVRA II

Stati Uniti e Russia hanno discusso della possibilità di un cessate il fuoco in Siria in vista dei colloqui di Ginevra 2. È quanto ha dichiarato il segretario di Stato americano John Kerry dopo aver incontrato il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov presso la residenza dell’ambasciatore americano a Parigi. Kerry ha inoltre spiegato che i due hanno discusso di un possibile scambio di prigionieri fra gli insorti e il governo di Bashar Assad, oltre che di un accesso agli aiuti umanitari per la popolazione civile. A tal proposito, il regime siriano sarebbe disposto, secondo il ministro degli Esteri russo Lavrov, a garantire a gruppi umanitari un accesso alle zone più colpite dal conflitto, già prima del vertice di Ginevra 2 del 22 gennaio. «Ora – ha aggiunto – ci aspettiamo un impegno simile da parte dell’opposizione».

Secondo Kerry il cessate il fuoco potrebbe essere anche «circoscritto», magari ad Aleppo. «È tempo che il popolo siriano possa disegnare il proprio futuro», ha affermato il capo della diplomazia americana in una conferenza stampa assieme al collega Lavrov e al mediatore internazionale per il conflitto siriano, Lakhdar Brahimi.

L’incontro tra i due ministri degli Esteri presso la residenza dell’ambasciatore Usa a Parigi (Afp)