Un’Italia di “creativi”, nel bene e nel male

“Storie della settimana”

Ce lo sentiamo ripetere ogni volta che si parla di crisi. “Gli italiani sono creativi e così si salveranno”. Ma questa settimana i giornali locali ci hanno regalato delle chicche di tutto rispetto che meritano di essere raccontate. Dalla casa di Hänsel e Gretel costruita abusivamente in provincia di Livorno fino al pastore in transumanza alle porte di Udine.

Partiamo dalla posizione numero uno. Se l’è guadagnata Pep Marchegiani, artista di Pescara rappresentante della pop art contemporanea. Bene, Marchegiani ha ben pensato, in concomitanza con l’inaugurazione di Pitti Uomo Immagine a Firenze, di tappezzare la città di piccoli David di Donatello. Con una modifica, però. Vediamo quale, da Il Centro:

Blitz di Pep Marchegiani (artista pescarese rappresentante della Pop Art contemporanea) tra i luoghi simbolo del rinascimento in concomitanza con l’inaugurazione del “Pitti Immagine Uomo”, una delle manifestazioni di moda più importanti del mondo. Il creativo ha disseminato nella città decine di riproduzioni in chiave esplicitista del David. L’obiettivo? Un appello agli addetti ai lavori, alla classe dirigente, e ai politici, in particolare al sindaco di Firenze e segretario nazionale del Pd perché la città “diventi culla dell’arte contemporanea come lo fu di quella rinascimentale”. CONTINUA A LEGGERE

Dopo i David superdotati, a Livorno c’è anche chi ha pensato di costruire una casa delle favole tutta di legno senza avere alcuna autorizzazione per farlo. Da Il Tirreno

Una casa realizzata completamente in legno: dalle pareti alle scale, passando per porte, finestre e interni. All’esterno dalla struttura un presepe rotondo, di circa tre metri di diametro; dentro, una sedia a forma di giraffa, sculture di cavalli, pesci e animali veri o fantasiosi. Tutto rigorosamente in legno. E tante piante e fiori.
Più che una casa da favola, una casa “delle favole”. C’è solo un piccolo (mica tanto…) problema: nessuno ha concesso i permessi per quella costruzione al Limoncino. Che, per quanto possa avere un valore artistico, è giuridicamente abusiva.
A raccontare la singolare vicenda è proprio colui che ha realizzato l’abitazione da “c’era una volta”: si chiama Raffaele Magri. È livornese, di professione scultore e pittore.CONTINUA A LEGGERE

E poi c’è anche chi fa il lavoro più vecchio del mondo, e nel suo essere “antico” ci risulta anche creativo. Per giunta, in questo periodo dell’anno passa con il suo gregge accanto alle città illuminate. Sì, nell’Italia del 2014 c’è ancora chi fa il pastore. Se stavate cercando un lavoro, segnatevi anche questo. Da Il Messaggero Veneto:

Una distesa bianca, che si muove all’unisono. Più di mille pecore al pascolo hanno regalato ieri, alle porte di Udine, uno spettacolo quasi incredibile. Quasi perché in realtà, come ci ha raccontato Giancarlo Morandi, il pastore di Resia padrone del gregge, in via dei Prati lui e il suo migliaio di pecore vengono da anni. «Ad ottobre scendiamo dalla malga e passiamo quasi sempre da queste parti. Nei prossimi giorni –continua Giancarlo- ci spingeremo fino al Tagliamento».

Mentre parla non perde d’occhio il suo gregge, abbassando le palpebre a fessura nel tentativo di spingere la vista il più lontano possibile. Le pecore sono tantissime e, nonostante siano in tre a badare a loro (oltre a Giancarlo c’è anche il figlio Emiliano, di 28 anni, più un altro pastore) coadiuvati dall’indispensabile aiuto dei cani, questo è un lavoro in cui non ci si può concedere distrazioni. In fondo ai campi che s’incastrano tra viale Palmanova e via Buttrio, luccicano le insegne dei negozi e della statale in netto contrasto con i velli sporchi di fango delle pecore ignare del traffico cittadino. Possibile che un mestiere così antico come quello del pastore abbia trovato il modo di resistere anche nel 2014? Pare di sì, almeno secondo le parole di Morandi. «Ora è più facile per noi, abbiamo più agi. CONTINUA A LEGGERE