Colloquio? Presto si farà solo su smartphone e tablet

La ricerca di Hivejobs

Non più di persona. Nei prossimi cinque anni, il video-colloquio online sarà destinato a sostituire quello face to face, almeno nelle fasi iniziali del processo di recruiting. La flessibilità di questo strumento porterà sempre più chi è in cerca di lavoro ad affrontare le prime interviste di selezione dal proprio smartphone o tablet, sebbene la maggior parte delle aziende italiane sembri ancora restia all’utilizzo dei video-colloqui per la ricerca di personale. Lo dice un sondaggio realizzato a fine gennaio 2014 da Hivejobs, società di recruiting online

L’indagine ha coinvolto un campione di 727 persone che ad oggi hanno affrontato almeno un video-colloquio con la società, di cui 25% donne e 75% uomini di età compresa tra i 25 e i 30 anni (34%) e tra i 31 e i 55 anni (66%). Sul totale delle persone intervistate, solo il 5,49% dichiara di aver affrontato più di 10 video-colloqui nella propria carriera. La stragrande maggioranza, l’87% dei candidati, ne ha realizzato solo 1 (48,78%) o comunque meno di 5 (37,5%), a fronte di un 7,93% che ha già fatto questa esperienza da 5 a 10 volte.

Nel 64,38% dei casi, i candidati che si sono cimentati nel video-colloquio stavano partecipando a una selezione per aziende italiane e nel 15,07% per aziende straniere con sede nel nostro Paese; mentre il 20,55% ha avuto modo di sperimentare la video intervista online sia con aziende locali sia con realtà internazionali.

Vantaggi. Il risparmio di tempo offerto dalla possibilità di interfacciarsi con il recruiter online, senza dover necessariamente raggiungere un luogo fisico dove incontrarlo, è il vantaggio del video-colloquio più apprezzato dagli intervistati: circa l’82% ha infatti dichiarato di gradire molto (34,76%) o moltissimo (46,95%) questo aspetto. Il 76% riconosce alla video-intervista online il merito di agevolare i candidati nelle ricerche di lavoro all’estero, in quanto la prima fase della selezione non necessita di spostamenti.

Altro beneficio sottolineato da quasi il 34% delle persone interpellate è la possibilità di fornire esempi concreti della propria esperienza tramite live chat, condividendo in tempo reale documenti o altro materiale relativo a progetti seguiti e competenze maturate negli anni. Infine, il 21% dei rispondenti dichiara di sentirsi meno teso rispetto al colloquio di persona e, quindi, in grado di presentare al meglio le proprie qualità.

Le aziende sono pronte al cambiamento? Tuttavia, le aziende italiane non sembrano ancora pronte. È parere diffuso degli intervistati (78,05%) che – in generale – le imprese a livello nazionale siano ancora poco propense a utilizzare questo strumento. Al contrario, circa il 5% ritiene che in Italia le aziende siano già molto inclini ad adottare il video-colloquio nel processo di ricerca e selezione del personale.

Come saranno i colloqui tra 5 anni? Il 74% degli intervistati è certo del fatto che nel 2020 il colloquio tradizionale cederà il passo al video-colloquio online. In particolare, il 65,24% ritiene che questo sarà possibile solo nelle fasi iniziali della selezione, in quanto il passaggio conclusivo per la scelta del candidato che andrà a ricoprire quel ruolo avverrà sempre di persona. Interessante notare come il 20,73% pensi, al contrario, che gli italiani (privati e aziende) non siano ancora pronti per utilizzare prevalentemente il video-colloquio online da qui a 5 anni.

Oltre ai servizi di telefonia e messaggistica online che consentono le videochiamate da desktop, oggi esistono diversi sistemi di videoconferenza via smartphone e tablet. Partendo da questa considerazione, il 76,69% degli intervistati si è detto disponibile a realizzare un colloquio di lavoro anche dai propri dispositivi mobile. 

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