Adsl senza limiti, se riesci a fartela attivare

L’Italia che va lentamente

Tre mesi per ottenere l’allaccio a Internet. Capita anche questo nell’Italia che vorrebbe “#cambiareverso”. Altro che linea veloce, banda larga e fibra ottica. Tutto si muove molto lentamente, anche se la compagnia telefonica con la quale hai stipulato un contratto – in questo caso Fastweb – ti promette “alta velocità” e un traffico dati “senza limiti”.

Se l’operatore del call center al telefono la fa semplice al momento della firma, sappiate che da lì in poi vi aspetta una lunghissima attesa. Prendiamo il caso di Andrea, nome di fantasia, che il 19 dicembre 2013 ha sottoscritto un contratto con Fastweb per la linea wi-fi. E non in un posto difficile da raggiungere, ma in una casa in pieno centro a Milano. «Ho digitato il mio numero di cellulare sul sito Internet della compagnia e sono stata ricontattata immediatamente, nonostante fosse domenica», racconta Andrea. «Inserendo l’indirizzo nel database, l’operatore mi disse che il mio palazzo non era raggiunto da fibra ottica e che quindi avrei avuto la linea Adsl».

Andrea sceglie l’offerta che comprende la sola linea Internet. Risponde a tutte le domande, fornisce tutti i dati personali e quelli relativi al suo conto. «Finché l’operatore mi dice che da quel momento in poi la telefonata sarebbe stata registrata. Avrei dovuto confermare i dati, rispondere una serie di sì e sottoscrivere definitivamente il contratto». Poi i saluti, tanti grazie e la domanda finale: «Tra quanto sarà attivata la linea?». «Dieci-quindici giorni», risponde sicuro l’operatore.

Da lì comincia l’attesa. Certo, di mezzo c’erano le vacanze di Natale e Capodanno, ma mai Andrea avrebbe pensato di dover disfare l’albero senza Internet e vedere pure le mascherine di Carnevale senza Internet. «La prima telefonata mi arriva, un mese dopo, verso fine gennaio. Era Telecom per conto di Fastweb: mi chiamavano per fissare l’appuntamento per l’installazione della linea. Finalmente, mi sono detta». Appuntamento fissato per il 3 febbraio. «Scelgo la fascia oraria 8,30-9,30 e prendo due ore di permesso da lavoro». Ma quel 3 febbraio non succede niente. Del tecnico neanche l’ombra. Arriva solo una telefonata alle 9.15: «La Telecom mi chiama e mi dice che il tecnico è malato e non può venire. E mi chiede anche comprensione, ché l’influenza in quel periodo non lasciava scampo a nessuno. Io gli dico: “Ma non avete nessun altro da mandare in tutta Milano?”. La risposta è stata no».

Così riparte l’attesa per la seconda telefonata e il secondo tentativo di installazione. E tutto si raddoppia. «Dopo dieci giorni ricevo una telefonata da una voce femminile di un call center di Fastweb che in un italiano stentato mi chiede se Telecom può chiamarmi per prendere l’appuntamento per l’installazione. Certo, le rispondo. Non aspettavo altro», racconta Andrea. «“Mi raccomando risponda al telefono”, mi raccomandano pure». Passano tre giorni e arriva la telefonata di Telecom. «Fisso l’appuntamento per il 25 febbraio e chiedo per favore che questa volta l’operatore venga davvero. Dopo dieci minuti mi richiamano. Gli dico che l’appuntamento l’ho già fissato. Va bè. Tre telefonate per un appuntamento».

Così arriva il fatidico giorno, dopo più di due mesi dalla sottoscrizione del contratto. Il tecnico di Telecom citofona alle 8,30 in punto. Andrea non riesce a crederci. Finalmente avrà la sua linea. «A lavoro finito gli chiedo: ma dov’è il modem?», dice ridendo. «E no, mi risponde, lui è venuto a “installare la linea per conto di Telecom. Ma il modem lo deve spedire Fastweb. Ma stia tranquilla”, mi dice dice. “Lo avrà nel giro di 24 ore”. O no, altra attesa, ho pensato».

E in effetti di ore non ne passano 24, ma 120. «Le ho contate tutte», scherza Andrea, «ho anche telefonato al servizio clienti di Fastweb che invece mi dice che per ricevere il modem di giorni ce ne volevano tre. “Con il fine settimana in mezzo, ci vorrà lunedì”, mi dice l’operatore. Peccato che era ancora mercoledì. Passa il week end, lunedì mi chiama la compagnia di distribuzione, che mi dice che entro il giorno successivo avrei ricevuto il mio modem. Evviva. Avevo già in mente quale serie tv scaricare la sera dopo con la nuova rete». Ma anche questa aspettativa cade nel nulla. Il modem arriva due giorni dopo. «Il 5 marzo, finalmente, entro in casa trionfante con il modem in mano». Quasi tre mesi dopo la sottoscrizione del contratto, si avvera il “miracolo della linea”.

Andrea, ovviamente, non è l’unica ad aver affrontato una trafila simile. Le pagine Facebook e Twitter di Fastweb sono un muro del pianto di storie tutte simili. «Due mesi e ancora non ho una benedetta linea dati ed impossibile parlarvi al telefono! Bella serietà!»; «Neanche stasera nessuno mi ha chiamato……. E siamo a 1 mese di inutili richieste di contatto. Adesso tengo il conto»; «Da metà ottobre 2013 sono ancora in attesa dell’attivazione della fibra 100 per un fantomatico problema di portabilità di Telecom (a loro non risulta). Quanto dovrò aspettare ancora???»; «è più di un mese che attendo l’attivazione della linea Adsl ma niente… parlare con il servizio clienti sembra impossibile… una presa in giro….. vorrei essere contattata almeno per sapere se ci sono dei problemi e risoverli. In caso contrario manderò una raccomandata per annullare tutto»; «@FASTWEB mia moglie ha mandato un contratto sottoscritto da quasi un mese ma non abbiamo notizie». C’è anche chi ne parla sul proprio blog personale: “@Fastweb: ADSL senza limiti, sempre se riesci a fartela attivare. #fail”.

Il sogno dei dieci-quindici giorni di attivazione che promette l’operatore al momento della sottoscrizione del contratto, insomma, resta solo un sogno. Anche perché se si va a spulciare bene il contratto – cosa che gli operatori Fastweb non dicono – nelle condizioni generali è scritto: «I Servizi saranno attivati da FASTWEB entro 30 (trenta) giorni dall’esito positivo delle verifiche tecniche, che avverranno entro 30 (trenta) giorni dalla ricezione da parte di FA-STWEB della Proposta, salvo i casi in cui subentrino impedimenti oggettivi non imputabili a FASTWEB, ivi inclusi quelli dipendenti da operatori terzi». Trenta più trenta, sessanta. Ora, la nostra Andrea potrà anche aspettare per scaricare la sua serie tv preferita. Ma se al posto di Andrea ci fosse un’azienda quanti problemi avrebbero creato tutti questi passaggi?

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