Bitcoin: dall’utopia all’avidità

Bitcoin: dall’utopia all’avidità

Quando pochi conoscevano e parlavano di Bitcoin, e quando il prezzo di un Bitcoin oscillava tra gli zero e cinque dollari, si parlava della moneta elettronica come un possibile veicolo di società migliore. Con il fatto che la valuta non è controllata da stati e banche centrali uno degli argomenti a suo favore è che si potrebbero evitare gli effetti negativi delle monete tradizionali.

Per di piu si discuteva anche della praticità di Bitcoin; non solo per la sua vocazione ad evadere il fisco, per esempio per spedire e trasferire denaro a livello internazionale per meno di un centesimo, per vendere su Internet senza la creazione di un servizio a pagamento, per proteggere la ricchezza dalla svalutazione del governo.

Negli ultimi mesi Bitcoin ha acquisito una notorietà proporzionale al suo successo nel confronto delle altre monete. Il picco che vedete sul grafico fu raggiunto prima che 200.000 Bitcoin “scomparvero” da MtGox – una delle piattaforme per lo scambio di bitcoin. Da quel momento, quando si parla di Bitcoin, non si fa piu riferimento a qualsiasi nozione utopica. Invece, la discussione si concentra su temi relativi al potenziale remunerativo di bitcoin. Ad esempio, nel corso del CoinSummit si è discusso il potenziale ritorno sugli investimenti in bitcoin. (“So just how much is at stake and where are the investment opportunities in bitcoin now?“).

Dove sono i miei Bitcoin?

Quelli che avevano investito in bitcoin nel loro periodo di ascesa e che ora, se non hanno perso tutto per via del collasso di Mt Gox, hanno comunque, almeno sulla carta, perso una percentuale del loro investimento. C’è da distinguere quelli che hanno perso speranza in bitcoin in generale da quelli che se la prendono specificamente e solamente con Mt. Gox.

If You Have Bitcoin in Mt.Gox, You Are Probably Fucked http://t.co/oYEg9qm0G2

— Joe Rogan (@joerogan) February 25, 2014

Cui bono?

Ma per me la manifestazione più evidente che siamo passati dall’utopia all’avidità è che la pubblicità intorno a Bitcoin è quasi unicamente centrata sulla speculazione. Su google per esempio, una semplice ricerca del termine “Bitcoin” genera pubblicità relativa al acquisto di Bitcoin o di libri su come acquistare Bitcoin. Analogamente, su eBay, le tre voci più importanti per volume sono hardware per “minare” Bitcoin, monete (vere tangibili, toh che ironia) con il simbolo Bitcoin o magliette e t-shirt con temi relativi a Bitcoin. E anche su Facebook, le pubblicità invitano agli investimenti nella valuta elettronica.

Tutta questa gente ha ora interesse a tramandare l’idea che un giorno bitcoin diventi la moneta unica mondiale; da chi ha fatto un investimento come singolo individuo ai fratelli Winklevoss (quelli che hanno fatto causa a Facebook) con la loro Winkdex trading platform a chi affitta server con microprocessore asic per generare bitcoin. Tutti dentro insomma, non per cambiare il mondo, ma per fare soldi, sperando di scambiare i Bitcoin in Euro o in Dollari un secondo prima del crollo della piramide.

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