Buoni sconto e ostelli, la fatica del teatro italiano

“Storie della settimana”

La spesa degli italiani al botteghino dei teatri, tra il primo semestre 2012 e il primo semestre 2013 (ultimi dati Siae), è diminuita di oltre il 7 per cento. Nonostante il numero di rappresentazioni sia rimasto pressoché invariato. Quando la crisi incombe, i consumi culturali finiscono alla fine della lista della spesa mensile. Ecco che qualcuno pensa a qualche soluzione per evitare che un Paese in cui già il teatro d’opera è ormai solo roba da élites, finisca per dimenticare il piacere dello spettacolo

A Roma, ad esempio, la Confcommercio ha lanciato un’iniziativa: fai la spesa al supermercato e ottieni un buono sconto da spendere in cinema, teatro o concerti. Da Ansa

Fai la spesa al supermercato e ottieni un buono sconto da spendere al cinema, al teatro o per vedere un concerto. È l’iniziativa, soprannominata ‘Culture Days’, della Confcommercio di Roma. E chi pensa che con ‘la cultura non si mangia’ avrà un motivo in più per ricredersi. “Con questa iniziativa da lunedì 24 a domenica 30 marzo coloro che assisteranno ad uno spettacolo teatrale, cinematografico o musicale, acquisteranno un libro in una delle librerie aderenti oppure acquisteranno prodotti o servizi presso Conad, Decathlon, Eataly e nel circuito delle Botteghe Storiche di Roma, riceveranno un buono sconto cultura – spiegano dalla Confcommercio di Roma -nelle successive giornate di lunedì 31 marzo, martedì 1 e mercoledì 2 aprile permetterà di accedere al cinema a soli 3 euro (esclusi film in 3D), di andare a teatro o ad un concerto spendendo fino al 60% in meno”. CONTINUA A LEGGERE

A Termoli, Campobasso, invece, anziché proporre un buono sconto, lo spettacolo è stato portato direttamente in un centro commerciale. Da Primonumero.it

Il pubblico si affretta a percorrere il lungo corridoio del centro commerciale. Lo spettacolo sta per iniziare. Sul grande palcoscenico allestito in fondo alla galleria, fino a poco tempo fa piena di negozi, il sipario sta per alzarsi. Il Sannicola si trasforma, prestandosi– nella città senza teatri – a ospitare il musical messo a punto dagli studenti del Majorana. I posti a sedere sono tutti occupati, ma di spazio ce n’è tanto anche ai lati della ‘platea’, per chi resta in piedi a guardare con attenzione e curiosità la performance. È il momento di iniziare: le luci si abbassano e, strumenti alla mano, i musicisti, impeccabili nel loro look e posizionati ai piedi del palco, cominciano a suonare. Chitarre, tastiera, batteria: sono loro ad animare dal vivo tutta la serata dove a farla da padrone è proprio la musica. CONTINUA A LEGGERE

E se c’è chi porta il teatro fuori dai suoi luoghi d’origine, c’è anche chi occupa spazi più o meno ideonei per andare in scena. Mentre l’ormai noto Teatro Valle occupato ha ricevuto il premio Internazionale Ecf Princess Margriet della European Cultural Foundation, a Palermo gli artisti del Teatro Mediterraneo occupato sono stati sgomberati. Da Il sito di Palermo

Alla fine l’amministrazione Orlando, nonostante avesse dato nei giorni scorsi qualche forma di rassicurazione attraverso l’assessore alla Cultura Francesco Giambrone, ha mostrato il pugno duro. Lucchetti ai cancelli, ingressi saldati da dentro, e Polizia municipale a presidio dell’ex padiglione 5 di quella che fu la Fiera del Mediterraneo. È finita, dunque, oggi l’esperienza del Teatro Mediterraneo Occupato dagli artisti del vecchio Teatro Garibaldi lo scorso 21 dicembre, che sono rimasti per strada e sorpresi dalla mossa del Sindaco. Che da sempre sostiene la tolleranza zero nei confronti degli abusivi. Dunque, attori e musicisti non poteva essere dispensati.

Dopo un anno e mezzo di attività autogestita nello spazio culturale della Kalsa che aveva chiuso i battenti, gli artisti e i musicisti, stanchi di vedersi negare aiuti dalle istituzioni, avevano deciso lo scorso dicembre di occupare abusivamente un capannone della dismessa Fiera del Mediterraneo, che è diventato per tre mesi luogo di confronto e di attività culturali. CONTINUA A LEGGERE

Ma se c’è chi è disposto a occupare abusivamente uno spazio pur di fare cultura, c’è anche chi al teatro dice no e preferisce un ostello. Da La Prealpina:

“No al nuovo teatro nell’ex caserma”. La presa di posizione è del Pd varesino che mercoledì 19 marzo ha presentato il “decalogo” per cambiare il Pgt (piano di governo del territorio). E tra le proposte, spicca il “polo culturale” in piazza Repubblica con biblioteca, auditorium e ostello per i giovani nella Garibaldi. E il nuovo teatro? Al posto di quello esistente, dall’altro lato della piazza. Il progetto della giunta Fontana di costruirlo all’interno dell’ex caserma è bocciato dal Pd per due motivi: i costi elevati e la scarsa capacità di far rivivere il comparto. Meglio biblioteca e ostello. CONTINUA A LEGGERE

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