Caro direttore, pochi maestri insegnano l’Europa

Caro direttore, pochi maestri insegnano l’Europa

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Nuove carceri? Ne esistono 40 inutilizzate…
Periodicamente viene richiesta la costruzione di nuove carceri per evitare il disumano affollamento. Secondo «Italia più giusta», che riporta i dati dei sindacati di polizia carceraria confermati anche da Emergency, in Italia ci sono 40 carceri fantasma, costruite, inaugurate e mai utilizzate. I parlamentari come si giustificano?

Email inviata al Corriere della Sera, 20 maggio

A scuola pochi prof parlano dell’Europa

Ho chiesto a mia figlia se a scuola (liceo classico) avessero dedicato almeno una lezione a spiegare perché esiste l’Unione europea. Nemmeno un minuto. In famiglia cerchiamo di fare la nostra parte, di educarla facendole capire i diritti e i doveri ecc. In classe ho chiesto ai mie studenti se sanno come e perché è nata l’Unione europea. Immaginatevi la risposta. Ho chiesto se andranno a votare: non andranno a votare: perché? per cosa? per chi? A parte qualche mosca bianca, i miei studenti maggiorenni ignoreranno ora le elezioni europee e, in generale, qualsiasi consultazione elettorale. La nascita dell’Unione Europea, se non sbaglio, viene spiegata in terza media e poi, come molte cose, dimenticata. So che ci sono insegnanti che spiegano anche la nascita dell’Ue e la storia del dopoguerra ma anche se sono molti non sono tutti. I giovani dovrebbero farsi invece un’opinione e capire; la scuola dovrebbe dare gli strumenti anche per valutare e capire quanto e quando i nostri politici le sparano grosse.

Lettera inviata a Repubblica, 20 maggio

Santhià, gli spacciatori siano corresponsabili

Il triplice delitto di Santhià ha un solo colpevole: la droga. Il soggetto che ha ucciso nonni e zia era un abituale consumatore di cocaina. Lo sapevano tutti, così come chiunque sa per certo che qualsiasi droga oltre a spingere chi l’ha assunta a comportamenti non responsabili, crea dipendenza. Si inizi quindi a introdurre un nuovo concetto di responsabilità non solo di chi consuma le sostanze, ma anche di chi le spaccia. Se il consumatore di cocaina o di qualsiasi altro stupefacente commette qualche reato, fosse anche un incidente stradale, chi ha fornito la sostanza deve essere dichiarato corresponsabile di quel crimine. E’ un omicida chi preme il grilletto ma non è per nulla immacolato chi gli fornisce l’arma. Colpevole deve esserlo anche chi consegna la sostanza psicotropa e non può far finta di non conoscere i pericoli che questo comporta.

Lettera inviata al Fatto Quotidiano, 20 maggio

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