Caro direttore, il conflitto di interessi è ovunque

Caro direttore, il conflitto di interessi è ovunque

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Sprechi Rai: basta vedere la sede di Firenze

Alla Rai si minaccia uno sciopero per i 150 milioni di sprechi in meno. A proposito delle sue 21 sedi regionali, faccio l’esempio di quella di Firenze: 18.000 mq, 132 dipendenti, 136,5 metri quadrati a persona. Renzi drizzi le orecchie!

Domenico Capussela, Basiglio (Mi), Corriere della Sera 4 maggio

Abdicare il 2 giugno? Un omaggio eccessivo

Spagna, il re Juan Carlos Navarro ha abdicato il 2 giugno. Un po’ esagerato come omaggio alla nostra festa della Repubblica.

Luigi Manglaviti, Italia Oggi 4 giugno

Perché il conflitto di interessi si annida ovunque

Si parla spesso in ambito politico di conflitto d’interessi e il caso più emblematico è Berlusconi; ma non mi sembra l’unico. Ma, in astratto, se in un comune l’assessore al bilancio è pure un commercialista che esercita in paese, non si verifica ugualmente un caso di conflitto d’interessi? Se un suo cliente ha un contenzioso con il comune, lui rappresenta contemporaneamente entrambe le parti. Il conflitto d’interessi nella vita pubblica è un argomento complesso; in Italia purtroppo lo si è ridotto solo alle vicende di Berlusconi.

Roberto Colombo, Milano, Repubblica 4 maggio

Quando un viaggio a Londra ti fa vedere i vizi italiani

Sono appena tornata da Londra: nessun manifesto pubblicitario con donne nude o semi- nude, nessuno con facce di uomini politici, ma bellissimi manifesti di onlus che aiutano gli emarginati e i malati, relativi all’ambiente o alla storia; non una carta o cicca per terra (gli immigrati e i turisti lì non buttano nulla); neanche una persona che urla o litiga per strada; una rete di trasporti funzionante e facilissima da usare; guidatori degli autobus che si fermano a dare informazioni con calma, senza che nessun altro si infastidisse; una gentilezza sorprendente del personale in metro, alle stazioni; giovani italiani «laureati» che servivano ai bar e ai ristoranti con professionalità e gentilezza e neanche tanto depressi; pochissime persone al cellulare, molti che leggevano; non invadente ma oculato sistema di sorveglianza. All’aeroporto di Fiumicino tutto fatiscente, non c’era personale, le macchinette che non funzionavano, le stesse persone in arrivo da Londra che non rispettavano la coda, tutti che urlano al telefono le loro vite private, molta aggressività. Parte da noi il rispetto per il bene comune ma come fare?

Antonia Parente, antonia. parente@gmail.comRepubblica 4 maggio

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