Caro direttore, la corruzione si combatte con le donne

Caro direttore, la corruzione si combatte con le donne

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

I diritti dei singoli al di sopra di tutto: così la pensano certi certi giudici
In questi giorni ci sono state due sentenze che mi hanno sconcertato. 1) Il Tar del Lazio ha sospeso un concorso per assunzione di giudici perché un concorrente non poteva partecipare alle tre giornate delle prove in quanto doveva sottomettersi a dialisi. Questo blocco interessa ben 20.000 persone. Mi domando: nel caso il suddetto candidato vinca il concorso, come può seguire le udienze quotidiane? I diritti della comunità valgono meno di quelli dell’individuo? Con lo stesso criterio, perché un non vedente non può fare il poliziotto o un paraplegico il postino? 2) Dei giudici hanno emesso sentenze che obbligano l’ospedale di Brescia a fare le infusioni di Stamina. Com’è possibile che dei giudici possano, in nome del diritto di alcuni pazienti, obbligare un’istituzione sanitaria pubblica a utilizzare terapie non riconosciute valide, oltretutto a spese della collettività? Per me questi fatti sono la dimostrazione di un concetto fondamentalista della giustizia: i diritti dei singoli sono al di sopra di quelli della società e, in fin dei conti, delle leggi.

Gianfranco Mattioli, Milano, Corriere della Sera, 14 giugno

E De Gaulle era soltanto un homme grand
Come ha ricordato un lettore (Corriere, 12 giugno), De Gaulle considerava l’Italia non un paese povero, ma un povero paese. Secondo i suoi avversari, “Il n’était pas un grand homme; il était seulement un homme grand”. Grand in francese significa sia grande sia alto. Chi di giochi di parole ferisce…

Enrico Nistri, enrico.nistri@libero.it, Corriere della Sera, 14 giugno

Il vincolo di mandato in Commissione c’è
Il rapporto tra elettorato e parlamentare è senza vincolo di mandato anche perché non esiste alcun modo democratico per verificare se le scelte del parlamentare siano in linea con la volontà del suo corpo elettorale, essendo quest’ultimo costituito da persone ignote. Invece il rapporto tra gruppo parlamentare e membro di commissione è fiduciario e con un chiaro vincolo di mandato. Il gruppo infatti nomina i propri membri nelle commissioni perché vi rappresentino la volontà del gruppo stesso. Tale volontà può mutare nel tempo ed è facilmente verificabile, essendo i gruppi formati da persone note. E a causa di tale rapporto fiduciario che durante i lavori delle commissioni ciascun membro deve portare avanti la linea del gruppo parlamentare che rappresenta, sempre che essa sia espressa democraticamente. Naturalmente anche i membri di commissione devono poi poter esercitare il loro libero voto in aula, qui sì senza vincolo di mandato.

Emanuele Lombardi, Il Fatto Quotidiano, 14 giugno

Trasmissioni, La Zanzara e Iene, volgari e disinformate
Caro Augias, ho letto il suo intervento a proposito della trasmissione La Zanzara di Radio24. Anch’io mi stupisco che il Sole24Ore, e di conseguenza la Confindustria, continuino a sponsorizzare trasmissioni che fanno della volgarità una bandiera. La Zanzara è famosa per le risse in diretta, i conduttori hanno provato a esportarla anche in tv, in una trasmissione significativamente intitolata Radio Belva. Ma hanno dovuto chiudere dopo una sola puntata, perché il tasso d’aggressività superava persino gli standard di Rete4. Anche Le Iene di Italia1 non sono da meno, e hanno recentemente contribuito a creare confusione sul caso Stamina, e addirittura sulla profilassi dei vaccini. La senatrice a vita Elena Cattaneo ha messo in guardia sui rischi di spostare il dibattito scientifico in luoghi dove l’audience prevale sulla razionalità, ma è una voce isolata. Dobbiamo tutti unirci a lei con le nostre, per stigmatizzare la volgarità e la disinformazione di certe trasmissioni.

Piergiorgio Odifreddi, Torino, Repubblica, 15 giugno

Renzi e l’uso scorretto del “politically correct”
Oggi ho avuto un esempio dell’uso scorretto del “politicamente corretto”: la replica di Renzi alle parole di Mineo che lo aveva definito”un ragazzino autistico”. Renzi si è indignato per tutti i ragazzi disabili e per le loro famiglie. Ha detto “Attacchi me ma giù le mani dai disabili” come se Mineo avesse voluto veramente aggredirli. Poi, come è nel suo stile, ha citato due persone dell’entourage, per nome (a evocare la compattezza della squadra). Francesco e Sara, genitori di due disabili. Ma non bastava, colpo di scena: il riferimento a una sua nipotina affetta da sindrome di Down e alla “bellezza e sofferenza” della situazione. Risultato scontato: applauso roboante dell’assemblea Pd la cui platea risponde molto più alle sollecitazioni del cuore che a quelle del cervello, avendo derubricato gli intellettuali. Giuste o sbagliate che siano le leggi della comunicazione di Renzi (che coincidono con quello dello Spirito del tempo) la reprimenda sui disabili mi ha subito innescato una associazione: il monologo della Litizzetto a Sanremo, quando rivendicò più spazi per i disabili in pubblicità. Applauso in sala, complimenti da Fabio Fazio, mentre a me montava una sensazione di disagio. Sono convinta che la sparata della Litizzetto, in questo Paese che è l’Italia, abbia contribuito ad alzare l’audience di Sanremo, lo stesso vale per il passaggio di Renzi in assemblea del Pd. Ma ho il sospetto che strappare un applauso sulla commozione per i disabili per delegittimare un avversario politico sia qualcosa di peggiore che citare una sindrome per paradosso. Certo i “giù le mani da”, i “nessuno tocchi” hanno una facile presa emotiva ma attenzione: l’intoccabilità ha una doppia faccia (ci sono pure i paria in India). Mia sorella è morta di cancro eppure non ho mai pensato che Berlusconi, definendo i magistrati metastasi dell’Italia, volesse offendere me o lei.

Laura Carcano, Il Fatto Quotidiano, 15 giugno

Più potere alle donne, così si elimina la corruzione
Da qualche anno non vivo più in Italia ma noto che purtroppo la corruzione aumenta. Credo esista un facilissimo modo per ridurla drasticamente : avete mai visto donne intascare mazzette ? Non è nel loro Dna! Mettiamo nelle posizioni delicate di responsabilità economica finanziaria le donne e ci sarà un naturale crollo della corruzione!.

Loni Mevorah, Gerusalemme, Corriere della Sera, 15 giugno

Verso un’Europa a conduzione russo-germanica?
Mi sembrano evidenti sia l’irreversibile declino dell’impero del nostro Occidente (Europa occidentale e America del Nord), sia il fatto che i prevalenti interessi degli Stati Uniti non sono più orientati prioritariamente verso l’Europa (i diversi atteggiamenti nei riguardi di Putin sull’attuale questione Ucraina, con gli Usa più punitivi e l’Europa più dialogante, ne sono i segni più recenti). Penso quindi sia ragionevolmente giustificato ritenere molto verosimile che, nell’ambito di riposizionamenti geopolitici globali, in un futuro non lontano si possa realizzare una nuova e potente Europa, estesa dall’Atlantico agli Urali, a prevalente conduzione russo-germanica, essendo, in tale area, la Russia il Paese più ricco di risorse naturali e la Germania il più grande Paese industriale.

Giovanni Cama, cama.g@alice.it, Corriere della Sera, 16 giugno

La scuola non cambia la condizione di partenza dei ragazzi
In questi giorni le pagine di cronaca delle nostre città si nutrono dei risultati finali dell’anno scolastico nelle scuole superiori. A Roma, dice un cronista, ci sono licei “virtuosi” con 1,5 per cento di non promossi, fino a licei meno virtuosi in cui la percentuale sale al 7,5. Osservando più da vicino si vede che il primo è un liceo classico dei quartieri alti, il secondo un liceo scientifico della buona periferia. Saremmo portati a dire che non è la scuola che può correggere la cultura determinata dall’origine sociale. Oppure, non sono i test Invalsi o Ocse-Pisa a misurare l’inefficacia del sistema formativo italiano. Infatti, non sono questi test, di discutibile attendibilità. A dimostrarne l’inefficacia sono piuttosto i dati dei risultati finali, che mostrano uno scarto tra una situazione di svantaggio e di vantaggio culturale di partenza che la nostra scuola non è stata capace di attenuare. Se non fosse così, saremmo costretti a concludere che la scuola — anche la migliore e la più funzionale — nulla può cambiare rispetto alla condizione socio-culturale di partenza dei ragazzi. E questo sarebbe duro da ammettere se si crede nel valore dell’istruzione.

Daniela Scocciolini, d.scocciolini@gmail.com, Repubblica 17 giugno

Giornalisti basta terrorismo, pagare le tasse sul web è un gioco da ragazzi
Perchè i media fanno questo terrorismo su Tasi e Tari? Facilità: a Torino, è di semplicità assoluta. Sul sito del Comune c’è un’interfaccia semplicissima che calcola la Tasi e stampa l’F24. Forse i vecchi non lo fanno, ma i nipotini se la cavano egregiamente. Pagamento: ma qualcuno spiega alla gente che attivare servizi Internet bancari è banale, costa pochissimo e in 3 minuti si paga l’F24 senza muoversi da casa? Di nuovo, il nonno può darsi non abbia confidenza, ma i nipoti lo faranno in un batter d’occhio. Le tasse, le tasse. Entrambi docenti all’università, più classe media di così, un alloggio di proprietà: ho cercato tutti gli anni addietro, in cui avevo ancora le detrazioni dei figli: mai pagato così poco. Lo dite per favore? Suvvia italiani, un po’ di coraggio.

Michele De Bortoli, Torino, Repubblica 17 giugno

I sindacati dovrebbero vergognarsi per gli scioperi alla Maserati
Il 13 giugno gli operai della Maserati hanno fatto quattro ore di sciopero per protestare contro la decisione dell’azienda di consentire «solo» due settimane di ferie in agosto, contro le tre richieste. Mi domando: venerdì, durante questo sciopero, qualche lavoratore si sarà vergognato, pensando a quei milioni di lavoratori in «ferie» 365 giorni l’anno? E i sindacati non si vergognano anche loro? Ormai in questa nostra povera nazione non ci si deve meravigliare più di nulla!

Fausta Allievi, faustallievi@gmail.com, Corriere della Sera, 17 giugno

Turismo: siamo secondi tra i Paesi più visitati. Non quinti
Mi riferisco alla lettera “Turismo opinione ottimistica” (Corriere, 15 giugno) in cui si colloca lItalia al quinto posto nel mondo tra i Paesi più visitati, dopo la Francia e la Spagna. La classifica si riferisce agli arrivi internazionali che comprendono anche i transiti aeroportuali. Per intenderci, se vado in vacanza alle Seychells e faccio scalo al Charles De Gaulle, i francesi mi contano tra i turisti arrivati a Parigi e il prezzo del biglietto pagato ad Air France entra a far parte della bilancia valutaria turistica francese. In realtà la classsifica cambia e noi passiamo al secondo posto, se consideriamo le presenze dei turisti stranieri negli alberghi: 281 milioni in Spagna, 256 milioni in Italia e la Francia al quarto posto, superata anche dalla Germania. E torniamo primi se consideriamo i turisti extraeuopei, con 43 milioni di pernottamenti negli hotel italiani nel 2012 rispetto ai 37 milioni nel regno Unito, i 31 milioni in Spagna e i 28 milioni in Francia. Il dato va letto senza trionfalismi, anche in considerazione del fatto che alcuni concorrenti crescono più velocemente di noi. Ma ciò non significa che lItalia turistica sia una Cenerentola. Tuttaltro. E molto di più potrebbe essere se il Paese decidesse di investire seriamente su questo settore.

Alessandro Nucara, alessandro.nucara@hotmail.it, Corriere della Sera, 17 giugno