Lobby e salotto buono, l’attacco dell’Antitrust

Lobby e salotto buono, l’attacco dell’Antitrust

Attacco al capitalismo di relazione, alle fondazioni bancarie e alle aziende municipalizzate, all’attuale sistema di Rc auto, e richiamo ad andare avanti sulle liberalizzazioni. È quanto ha detto, in sintesi, il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, nella sua Relazione annuale al Parlamento. Ecco i principali punti trattati nella relazione. 

I danni del capitalismo di relazione e delle lobby

Il “capitalismo di relazione” in Italia per Pitruzzella ha creato danni al Paese. Si tratta di quel capitalismo, ha spiegato, «basato sull’intreccio tra pochi grandi potentati economici, sulle loro relazioni con il potere politico e amministrativo, sulla ricerca delle rendite di posizione».

Il “crony capitalism” è «una componente del complessivo sistema, che danneggia la parte vitale e competitiva dell’economia italiana», ha ammonito Pitruzzella. Una forma di capitalismo che oltre a basarsi «sui privilegi, piuttosto che sui meriti» ha «favorito l’espansione di una spesa pubblica, per alcune delle sue componenti, improduttiva e inefficiente, diretta a soddisfare gli interessi particolaristici delle lobby e dei cacciatori di rendite (i rent seekers)». Anche per questa via, ha sottolineato il presidente dell’Antitrust, «si è creato quell’enorme debito pubblico che costituisce un grande ostacolo alla crescita economica ed un fardello ingiustamento caricato sulle nuove generazioni».

La relazione 2014 dell’Antitrust: il testo completo:

La fine dei salotti buoni?

Per Pitruzzella è comunque in corso un «significativo cambiamento» di questo assetto dell’economia alimentato da «forze ed esigenze diverse: l’imperativo di mettere in ordine i conti pubblici, rispettando i vincoli europei, l’esigenza di rafforzare la competitività dell’economia per rimettere in moto la crescita economica, il bisogno di rinnovare la legittimazione delle istituzioni pubbliche e dei soggetti economici a fronte dei gravissimi scandali che hanno fortemente minato la fiducia dell’opinione pubblica».

«Si tratta talora di vicende che coinvolgono profili penalistici che devono essere accertati, nel rispetto del diritto individuale di difesa, dalla magistratura. Ma accanto a queste vicende, ne esistono altre in cui è entrato in gioco l’enforcement antitrust», ha detto il presidente dell’Autorità.

Separare banche e fondazioni

Per il presidente dell’Agcm va rafforzata la separazione tra banche e fondazioni. Serve, ha detto, «un rafforzamento della separazione tra fondazione e banca conferitaria, estendendo il divieto di detenere partecipazioni di controllo in società bancarie anche ai casi in cui il controllo è esercitato, di fatto, congiuntamente ad altri azionisti».

E-commerce

Tra i temi toccati ha trovato spazio anche il commercio elettronico, indicato come “priorità” dal presidente dell’Antitrust. «L’e-commerce – ha riconosciuto – offre straordinarie possibilità di crescita economica, ma internet non può tramutarsi in un Far West dove tutto è consentito». Su questo terreno sono stati concusi procedimenti «che hanno condotto all’oscuramento di 160 siti che vendevano prodotti contraffatti e di tre siti che vendevano farmaci soggetti a prescrizione medica. Abbiamo, inoltre – spiega Pitruzzella – avviato tre istruttorie nei confronti di grandi operatori dei nuovi mercati aperti da internet, quali Google, Apple, Amazon e Gameloft nel settore delle applicazioni gratuite per smartphone e tablet, Tripadvisor nel mercato delle recensioni online e Groupon in quello dell’e-couponing». 

Riordino radicale delle società pubbliche

Nella relazione è arrivato un doppio richiamo contro le inefficienze delle società pubbliche. «Occorre procedere – ha detto – a un’opera di riordino radicale delle società pubbliche, prevedendo dismissioni o comunque l’impossibilità di rinnovare gli affidamenti per quelle società che registrano perdite o forniscono beni e servizi a prezzi superiori a quelli di mercato».

Il secondo fronte è quello delle municipalizzate: «non solo la crescita a livello locale – ha detto – ma anche lo sviluppo di utilities che potrebbero produrre ricchezza per il Paese, sono, in tanti casi, bloccati dal capitalismo municipale, basato sulla connessione tra apparati e società da essi controllate o partecipate che erogano servizi pubblici o attività strumentali». Occorre quindi una risistemazione radicale di questo tipo di società. E, ancora, per Pitruzzella «sembrano altresì maturi i tempi per inserire nell’agenda delle riforme la disciplina dei servizi pubblici locali, superando l’approccio tradizionale basato su un modello generale ed elaborando discipline particolari adeguate alla natura dei diversi servizi, in modo da aprire spazi alla concorrenza». Ci sono spazi, rileva Pitruzzella, in cui «non trova giustificazione tecnica il mantenimento di diritti di esclusiva».

Il caso trasporti

«Tante volte i privilegi e le condizioni di favore per certi operatori economici sono stati consacrati in atti di amministrazioni pubbliche. Contro questi atti è intervenuta l’Antitrust grazie ai nuovi poteri che le sono stati attribuiti». Lo afferma il presidente dell’Agcm Giovanni Pitruzzella nella presentazione della relazione annuale al Senato. «Emblematico, in questo senso – aggiunge – è il ricorso proposto dall’Autorità avverso le determinazioni del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che continuano a mantenere sostanzialmente un’artificiosa fissazione dei prezzi minimi per le attività di autotrasporto: sulla vicenda si pronuncerà a breve la Corte di Giustizia europea».  

Rca, necessaria una riforma

L’Antitrust, ha aggiunto, ritiene «ormai necessario un intervento di riforma nel mercato delle assicurazioni per la responsabilità civile derivante dalla circolazione di auto e moto». 

Si tratta di un mercato «dove i prezzi per le polizze pagati dai consumatori sono tra i più alti d’Europa e la mobilità degli assicurati da una compagnia all’altra è particolarmente bassa», ha spiegato il presidente dell’Antitrust. È questo delle assicurazioni uno dei settori che figureranno nella segnalazione per la formazione della legge annuale sulla concorrenza, che l’Autorità si accinge a definire. 

Riforme e liberalizzazioni per la crescita

Secondo Pitruzzella per uscire dalla crisi va giocata la carta delle riforme strutturali. Bisogna spingere l’acceleratore sulla competitività, per attrarre investimenti e creare le condizioni il successo delle imprese nei mercati globali. Di qui la necessità di riforme e liberalizzazioni. «L’impegno dell’Autorità si è concentrato e continuerà a concentrarsi – ha detto – su quei settori in cui più forte è stata la presa del capitalismo di relazione e nei quali da una corretta dinamica concorrenziale c’è da attendersi una spinta alla competitività ed alla crescita».

Si tratta di settori, ha aggiunto, «più volte indicati dalla Commissione europea: energia, trasporti, servizi, comunicazioni elettroniche, commercio online e servizi finanziari». 

Le multe

Nel biennio 2013-2014 le sanzioni dell’Antitrust sono state pari a 314.853.831 euro. Per Pitruzzella, «l’Antitrust, per comportamenti anticoncorrenziali, nel 2013 ha irrogato sanzioni pari a 112.873.512 euro e, nei primi sei mesi del 2014, pari a 184.528.819 euro». In sede di accertamento di pratiche concorrenziali scorrette, ha aggiunto, «sono state irrogate sanzioni per 9.253.000 euro nel 2013 e per 8.198.500 nei primi sei mesi del 2014».

La sanzione, per il presidente dell’Agcm, «va oltre il caso deciso e lancia a tutti gli operatori economici l’avvertimento che violare le regole sulla concorrenza può fare incorrere in pesanti sanzioni economiche». 

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