Nel 2013 stipendi dei dirigenti più legati al merito

Nel 2013 stipendi dei dirigenti più legati al merito

Le retribuzioni dei presidenti non esecutivi sono diminuiti del 34%, mentre i premi legati alle performance degli amministratori delegati sono aumentati del 26 per cento. I dati emergono da uno studio sui compensi dei consigli di amministrazione delle principali società quotate sul mercato italiano condotto dall’azienda Mercer. Vengono fuori anche una maggiore trasparenza e un forte impatto della nuova regolamentazione sulle politiche di retribuzione dei dirigenti, oltre che una maggiore presenza delle donne nelle posizioni di comando che segue in trend internazionali.

Le aziende analizzate sono in tutto 38, dalla A di A2A alla Y di Yoox. Tra queste, gli amministratori delegati nel 2013 hanno guadagnato in media tra 1,7 e 1,8 milioni. I presidenti di holding passano invece da una mediana di 400mila e 265mila euro.

Presidenti  L’adeguamento alle disposizioni di Consob, Banca d’Italia e Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha portato a una netta diminuzione della remunerazione fissa per i presidenti non esecutivi, che raggiunge un meno 34 per cento. Certo, emergono ancora grosse differenze di retribuzione tra i vari presidenti: questo perché il processo di adeguamento alle nuove disposizioni non è ancora stato completato da parte delle aziende.

Amministratori delegati – Diverso il capitolo relativo agli amministratori delegati: dai dati viene fuori un incremento del 26% nell’erogazione degli incentivi di breve termine collegati alle performance. «Le performance borsistiche delle società del campione sono state positive», commenta Marco Morelli, amministratore delegato Mercer Italia, «così come altri indicatori economici, finanziari e gestionali rispetto all’anno precedente, salvo alcune note eccezioni dovute soprattutto ad un’impostata corretta azione sul bilancio per sostenere la crescita futura. Di conseguenza si è rafforzato il legame tra i compensi degli amministratori esecutivi e la creazione di valore. L’Italia mostra così un migliorato livello di Pay for performance in linea con le best practice».

Donne nei cda Le società quotate e le partecipate pubbliche hanno puntato a una maggiore presenza di donne nei consigli di amministrazione e collegi sindacali, come richiesto dalla normativa e in linea con la tendenza globale. Rispetto al dato 2012, che vedeva solo il 74% dei cda annoverare donne in carica, quest’anno la percentuale ha raggiunto l’84 per cento. Su 534 membri dei board, 55 sono donne; mentre su 116 amministratori esecutivi, le donne sono 5, dato in crescita rispetto alle 3 in carica nel 2012. Infine 6 società su 38 hanno board senza donne, pari al 16 per cento.

Maggiore trasparenza Davanti alla maggiore attenzione, sia dei regolatori che dei media, ai temi di retribuzioni e corporate governance, emergono alcuni tentativi di introdurre maggiori forme di trasparenza sulle retribuzioni dei manager, introducendo per gli azionisti la possibilità di esprimere un parere sulle politiche retributive dei dirigenti«L’attenzione maggiore verso le retribuzioni dei dirigenti è confermato dal ruolo sempre più centrale e critico del Comitato per la remunerazione, costituito all’interno del consiglio di amministrazione, formato per lo più (come richiesto anche dal Codice di Autodisciplina) da membri indipendenti», spiega Morelli. Un organo che ha compiti consultivi e di proposta in materia di compensi, oltre che l’onere di valutare l’adeguatezza, la coerenza e la corretta applicazione delle politiche retributive.

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