La settimana delle strambe ordinanze estive

La settimana delle strambe ordinanze estive

Sarà la temperatura vicina e oltre i trenta gradi. Sarà che d’estate si sta poco in casa e c’è bisogno di fare ordine. Sarà che si vuole fare bella figura con i turisti che arrivano da fuori. Così durante la settimana abbiamo stilato un elenco delle ordinanze più strambe, bizzarre e a volte fuori da ogni logica emesse da alcuni dei sindaci degli oltre 8mila comuni italiani

Partiamo dalle isole. In Sardegna, nel comune di Olmedo (Sassari), il sindaco ha vietato gli sguardi di sfida e gli assembramenti con più di cinque persone. Da La Nuova Sardegna

Sguardo chino e orecchie basse o voi che entrate. A Olmedo è severamente vietato alzare la cresta o avere atteggiamenti di sfida. E se si fa comunella, è meglio essere in meno di cinque. Parola del sindaco geometra Marcello Diez, che così in calce firma la sua ordinanza estiva.

L’idea non è proprio originale, visto che un anno prima l’aveva avuta il primo cittadino di Bari Michele Emiliano. Solo che si era dimenticato di apporre il simboletto del copyright alla sua geniale trovata, e dunque il sindaco Marcello Diez gliel’ha subito masterizzata. E senza sforzo di rielaborazione: un rapido ctrl C e ctrl V, e in data 1 luglio 2014, l’ordinanza è pronta: «Divieto di sostare prolungatamente in gruppo superiore a cinque persone, con atteggiamento di sfida, presidio o di vedetta, o comunque in modo tale da impedire la piena fruibilità della piazza agli altri cittadini o ai turisti. CONTINUA A LEGGERE

A Meta di Sorrento, Napoli, il primo cittadino ha emesso invece una ordinanza anticafoni: niente bikini e cibo in strada, no ai tuffi e alla musica a volume alto. Da La Repubblica di Napoli

Una moltitudine di bagnanti e pendolari che ogni giorno si riversano sul territorio di Meta di Sorrento “intralciando la circolazione” e che, mentre vanno in spiaggia attraversando strade e vie del centro “a torso nudo o addirittura in costume”, disturbano la quiete pubblica con “schiamazzi, urla, diffusioni sonore moleste, utilizzo di radio e stereo tenuti ad alto volume” oltre al prevedibile “utilizzo del pallone”.

Situazioni che “si pongono in contrasto con le norme poste dall’Amministrazione a tutela dell’igiene pubblica, della salute dei cittadini e, più in generale, al rispetto del decoro del paese e della sua immagine”.

Per questi motivi il neosindaco di Meta, Giuseppe Tito, non ha perso tempo e, a poco più di un mese dal suo insediamento, il 10 luglio scorso ha emesso un’ordinanza già ribattezzata “anti-cafoni”. CONTINUA A LEGGERE

Sempre al Sud, in Calabria, c’è chi ha imposto ai propri cittadini di essere “cortesi con i turisti”. Da Ansa.it Calabria

Un’ordinanza per chiedere ai commercianti di essere cortesi con i turisti. L’ha emessa il sindaco di Crucoli, Domenico Vulcano, disponendo che fino al 14 settembre tutte le attività commerciali del comune espongano una frase di cortesia rivolta ai turisti. Il sindaco chiede anche che venga espresso un voto sulla cortesia dei commercianti inviando una mail al suo indirizzo di posta elettronica. Il negozio più votato sarà premiato con una targa speciale. CONTINUA A LEGGERE

A Volterra, poi, è molto accesa la discussione tra sindaco e agricoltori dopo l’ordinanza in cui si vieta di concimare con il letame i campi durante il periodo estivo. Motivo: la puzza. Da #gonews.it:

La confederazione italiana agricoltori critica l’ordinanza del sindaco di Volterra Marco Buselli che vieta, praticamente per tutto il periodo estivo, di concimare i campi con il letame. Chiara, in questo senso, la posizione del direttore della confederazione italiana agricoltori Stefano Berti: “Il Comune di Volterra vieta l’utilizzo di effluenti di allevamento in agricoltura sul proprio territorio comunale dal 1 Luglio al 15 Settembre. Tradotto vorrebbe dire che non si puo’ spargere il letame nei campi. L’ordinanza e’ legittima ed e’ nelle prerogative del sindaco. Però è bene che i cittadini sappiano che così si rende impossibile la concimazione organica naturale dei terreni (che si fa proprio nel lasso di tempo indicato nell’ordinanza Ndr), concimazione organica che e’ uno dei requisiti essenziali per poter fare agricoltura biologica…” CONTINUA A LEGGERE

Sarnico, sul lago d’Iseo, il sindaco nella stagione turistica ha interdetto parchi e lidi ai cani. Con tanto di polemiche. Da Bergamonews:

Il sindaco vieta l’accesso ai parchi del paese ai cani: scoppia la polemica a Sarnico. Fa discutere nella cittadina del lago d’Iseo l’ordinanza (già attiva) emanata dal primo cittadino Giorgio Bertazzoli di vietare l’accesso a cani e altri animali a diverse aree verdi sarnichesi, tra le quali il Parco Lido Nettuno. Per i padroni degli animali che non rispetteranno il provvedimento è prevista una sanzione che va dai 25 ai 500 euro. 

La polemica è arrivata anche sul web. “… l’ordinanza ha carattere di urgenza, visto i turisti accolti nel nostro paese ai lidi in questi due mesi – ha spiegato Bertazzoi sulla propria pagina Facebook – e tanti concittadini che in questo mese e mezzo sono venuti a segnalarmi il problema di cani di grosse taglie liberi per i parchi con i bambini che girano… se mordono un bambino in volto è rovinato a vita…ditelo poi ai genitori del bambino. La legge nazionale parla chiaro: cani al guinzaglio e museruola…!”. CONTINUA A LEGGERE

E poi c’è anche chi ha ben pensato di vietare i baci omosessuali in pubblico. Pena, una multa. Accade a Borgosesia, e la mente illuminata che ha partorito questa idea è il sindaco leghista Gianluca Buonanno. Da La Repubblica di Torino

“Baci in pubblico tra omosessuali? No grazie. Non solo. Da oggi nei miei uffici di sindaco e parlamentare europeo oltre al crocifisso ci sarà la foto di Putin”. È di nuovo pronto a far parlare si sé Gianluca Buonanno, europarlamentare e sindaco di Borgosesia, responsabile di clamorose iniziative in parlamento e ora anche a Strasburgo. Ma soprattutto è pronto a scatenare un nuovo polverone con una nuova ordinanza comunale pronta da firmare, destinata agli omosessuali (già presi di mira dal leader russo), almeno quelli che vivono o frequentano Borgosesia, il paese valsesiano di cui è sindaco. “Non mi piace che due persone dello stesso sesso si scambino effusioni in pubblico – dice  Buonanno non nuovo a gestia plateali -. È una questione di rispetto. E sono convinto che sia diseducativo anche per i bambini”. CONTINUA A LEGGERE

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