Caro direttore, gli 80 euro li ho usati per le bollette

Caro direttore, gli 80 euro li ho usati per le bollette

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Quegli ottanta euro in più li ho spesi per le bollette

Ma davvero Confcommercio ed il suo presidente si aspettavano che gli 80 euro di bonus fiscale fossero trasferiti direttamente nelle loro casse? Ma davvero pensavano che le persone che, come me, hanno ricevuto il bonus fiscale corressero con quei soldini a comprare magliette e pantaloni? Io che, come tanti altri, ho ricevuto il predetto bonus l’ho utilizzato per pagare le fatture di luce, gas ed acqua e non l’ho certo sprecato in acquisti invogliati dai saldi estivi.

Alessandro Cinci, Repubblica 9 agosto

Cosa succederebbe se invece del cattivissimo Israele vincesse il povero Hamas?

Di Judenmude il mondo è pieno, compreso il lato un po’ esibizionista ed egotico dei social network. Ecco, a tutti i movimenti filopalestinesi che da dietro uno schermo ci tengono proprio a urlare quanto è assassino Israele, quanto è genocida Israele, quanto è nazista Israele…ecco a tutti i sostenitori della cosiddetta “Resistenza Palestinese” vorrei porre solo una domanda. Vi siete mai davvero chiesti cosa potrebbe succedere se lo scontro, invece del cattivissimo Israele, anche per un solo giorno, lo vincesse il povero Hamas?

Massimo PittarelloIl Giornale 9 agosto

Schettino ha potuto parlare alla Sapienza, Ratzinger no

Siamo davvero un paese fantastico e non me ne andrei per nessuna ragione al mondo: solo qui ci si può divertire “a gratis”. Il 17 gennaio 2008 a papa Ratzinger viene impedito di parlare all’Università La Sapienza di Roma, come giustamente notato da Avvenire, con le firme di 72 docenti: adesso invece parla Schettino che ha sulla coscienza 32 morti e la fuga codarda dalla Costa Concordia. Adesso mi aspetto il Nobel o qualche prestigioso premio culturale al criminologo che l’ha invitato.

Virginio Marconato, Avvenire 9 agosto

Ostellino lasci ai grillini le grida contro il governo

Due autorevoli presenze sul Corriere di sabato 9 agosto, l’intervista a Sonia Raule, moglie di Franco Tatò, e l’articolo di Piero Ostellino, danno segnali non rassicuranti, tristi e forse specchio della situazione culturale e politica del nostro Paese. Libri usati come piano d’appoggio per servire tè e caffè in una masseria del Salento: non libri qualsiasi, romanzetti rosa o gialli (quelli che in alcuni paesi civili vengono lasciati sulle porte di casa o alle stazioni di servizio autostradali per essere ancora letti, non per farne poggiapiedi) ma volumi dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani (di cui Tatò è stato per anni amministratore delegato), ovvero opere enciclopediche che hanno segnato e segnano la storia d’Italia costituendo strumenti di una cultura serie, non quella veicolata di solito dalla Rete, ma autenticata da autori di prestigio internazionale, impegnati nella più avanzata ricerca storica, artistica, scientifica. Nella masseria di Tatò sono diventati piani di appoggio per tazze e bicchieri, non più considerati strumenti di cultura. Cosa volete che faccia il ministro per i Beni culturali a favore delle biblioteche? D’altra parte lascia perplessi che un autore del prestigio di Ostellino possa lanciarsi in previsioni apocalittiche (“La nostra democrazia è su un crinale, ancora un passo e precipita nel totalitarismo”) sulla base di paralleli storici che accostano Renzi (“battistrada al totalitarismo latente di un partito, il Pd”) a Mussolini, Napolitano a Facta e a Vittorio Emanuele III. Di fronte a tanta sicurezza storiografica e profetica nessun cenno al tentativo di rendere più brevi i tempi di approvazione delle leggi, di superare il bicameralismo perfetto come da decenni è richiesto a parole da tutte le parti politiche, di rinnovare la classe di governo (con tutti i rischi che questo comporta) senza in alcun modo ledere i diritti del Parlamento. Non un cenno all’immobilismo che ha caratterizzato per decenni, ogni governo. Ostellino, giornalista di grande equilibrio, lasci ai grillini le grida contro la rapidità che il governo richiede ai lavori parlamentari e non autorizzi a considerare lotta democratica la presentazione e l’illustrazione di migliaia di emendamenti.

Tullio Gregory, Corriere della sera 10 agosto

Che ci sia in vista un condono?

L’intervista al direttore dell’Agenzia delle entrate (Corriere, 11 agosto)mi ha stupito. L’affermazione «dovremmo smettere di inseguire i 600 miliardi di accertamenti relativi agli anni passati» indica forse una sorta di tacito condono? Non sarebbe una bella notizia per i cittadini onesti.

Fabrizio Frassineti, Corriere della Sera 12 agosto

Il carcere 41bis non è ammesso dalla Costituzione

Marco Travaglio, riguardo al carcere 41bis in cui si trova Fabrizio Corona, ha scritto: “Una grazia, almeno parziale, che rimuova il macigno dei cinque anni ostativi, sarebbe il minimo di umanità per ridare speranza a un ragazzo che ne ha combinato di tutti i colori, ma senza mai far male a nessuno. Se non a se stesso”. Secondo Travaglio non è umano far “marcire Fabrizio Corona in galera insieme ai boss mafiosi del 41 bis”. In realtà, poiché il carcere duro è una sorta di lenta tortura, non sarebbe umano tenervi dentro neppure il peggiore dei delinquenti. L’articolo 27 della Costituzione al terzo comma fissa il principio di umanizzazione della pena: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. E la Consulta, nella sentenza 104 del 1982, precisa: “Occorre tendere alla rieducazione del condannato, al qual proposito non si può fare a meno di prendere in considerazione la personalità del singolo, tanto che l’ordinamento penitenziario (…) vuole che sia dato largo spazio al trattamento individualizzato proprio per agevolare la rieducazione dei condannati”. Ora, come si può pensare di “rieducare” un detenuto torturandolo lentamente? Tra l’altro, c’è assoluta sproporzione tra la pena inflitta a Fabrizio Corona e il male da lui effettivamente causato alle persone.

Attilio Doni, Libero 12 agosto

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