Mediterraneo, tragedia senza fine

Mediterraneo, tragedia senza fine

A Sud di Lampedusa la Marina militare domenica 24 agosto ha recuperato i cadaveri di 18 migranti, tutti uomini, che erano a bordo di un gommone. Lunedì 25 agosto all’alba gli uomini di Mare Nostrum hanno recuperato altri sei cadaveri da un peschereccio che trasportava 370 migranti e si era capovolto. In Libia le imbarcazioni dirette per l’Italia negli scorsi giorni avrebbero lasciato in mare 250 profughi. Questa ecatombe è solo l’ultima di una lunga serie proseguita in questi ultimi mesi estivi, con la morte e la scomparsa in mare di numeri imprecisati di persone. A favorire le partenze dalla Libia il caos che regna nel Paese, dove è ormai guerra civile tra le milizie islamiste che fanno capo al “califfato” islamico di Bengasi e all’Operazione Alba a Tripoli, e quelle che le combattono insieme all’ex generale Khalifa Haftar. In questo quadro, i trafficanti di uomini hanno gioco facile nel portare avanti i loro lucrosi affari, imbarcando ogni volta centinaia di disperati dal sub-Sahara e dal Corno d’Africa. Spesso intercettati e salvati dalle forze navali italiane dell’operazione Mare Nostrum, ma altre volte destinati a morire senza che nessuno si accorga di loro. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, torna a chiedere un intervento europeo e secondo La Stampa è vicina l’intesa tra Roma e Bruxelles su un nuovo piano europeo per l’accoglienza che superi Mare Nostrum: azione comune con Spagna, Francia, Germania e Finlandia.

Di seguito una serie di approfondimenti per capire quel che sta succedendo a pochi chilometri dalle nostre coste:

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