Caro direttore, nella sanità basta ricoveri inutili

Caro direttore, nella sanità basta ricoveri inutili

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

La corruzione c’è sempre stata, ma una volta si nascondeva meglio

La corruzione dilagante ci induce a ripensare al passato come a un periodo di grande onestà e grande moralità. A seconda della nostra età possiamo avere o non avere un ricordo diretto, ma assicuro che non era così grande la differenza: forse c’era una a maggiore prudenza e una maggiore abilità nel mascherare i «peccati» dei tempi antichi. Nel passato il quadro non è comunque mai stato edificante.

Antonio Fadda, antonio.fadda@virgilio.itCorriere della Sera, 20 settembre

Ecco perché ai divorziati deve essere vietata l’eucarestia

A proposito dell’eucarestia ai divorziati risposati il cardinale Kasper divaga sulla misericordia quando, invece, esiste il preciso insegnamento di Gesù: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei. Così pure la donna che ripudia suo marito e ne sposa un altro, commette adulterio» (Mc 1-0, 1-1 — 1-2) . Dunque chi provoca il divorzio e si risposa non può ricevere l’eucarestia, perché vive in permanente adulterio. Questo è l’insegnamento di Gesù Cristo, non un’invenzione della Chiesa cattolica e chi sostiene tale insegnamento è un conservatore nel senso che il cristiano per vocazione conserva gli insegnamenti di Dio.

Aurelio Verger, presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione, la Repubblica, 21 settembre

Un sopruso negare l’acqua del rubinetto. E anche sulle navi Costa…

Sono una vecchia e affezionata cliente Costa con cui ho fatto più di venticinque crociere nelle quali è andato tutto molto bene, ultimamente le cose sono cambiate, tutto a bordo è assai caro, e soprattutto da tutto incluso si è passato al nulla incluso. Il clou è stata la questione acqua della brocca. Io bevo sempre l’acqua del rubinetto e così anche quest’anno sulla Costa Classica ho richiesto la brocca… mi hanno detto che era vietata che si poteva solo bere acqua minerale “Ordine della compagnia”. Ho trovato il fatto scandaloso di bassa leva, mi sono lamentata e come “vecchia ospite” mi hanno concesso una bottiglia vuota che io riempivo in cabina e bevevo ai pasti. Pensare che questo accadeva al ristorante perché al self service l’acqua del rubinetto… era potabile. Ho scritto perché in questi giorni ho letto che anche in alcuni ristoranti rifiutano l’acqua naturale… continuo a credere che sia un sopruso. 

Maria Elisabetta Brusa, La Stampa, 21 settembre

Onu: un baraccone inefficiente e spendaccione

Da otto mesi sono in Italia per motivi di salute ma da 33 anni vivo in America Centrale dove lavoro nel mondo della cooperazione. Nel numero 1068 di Internazionale ho letto con una certa rabbia l’articolo “Armi spuntate contri l’ebola”, dove si dice espressamente che se non si è potuto far fronte alla tragedia che sta colpendo alcuni paesi dell’Africa occidentale è anche per la mancanza di fondi a disposizione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Suggerisco al Guardian di fare un’analisi dei costi di queste agenzie del sistema delle Nazioni Unite (Oms, Unicef, Fao eccetera) e scoprirà che queste organizzazioni “umanitarie” usano tra il 60 e il 70 per cento del loro bilancio annuale per spese correnti (funzionari con stipendi immorali, consulenze superflue e clientelari, simposi ridicoli, pubblicazioni inutili). Per favore smitizziamo il sistema delle Nazioni Unite: è un baraccone inefficiente e spendaccione.

Internazionale, 22 settembre

A proposito dell’articolo 18: i simboli contano. Eccome se contano

Paradossalmente coloro che volendo abolire l’articolo 18, insistono sul suo mero valore ideologico o simbolico, forniscono un ottimo argomento a chi lo vuole mantenere proprio pensando, con validi motivi, agli effetti a catena che potrebbero derivare dalla sua cancellazione. Il simbolo, per definizione, copre una materia più ampia e la difende appunto con la sua esistenza. È lo stesso motivo per cui si tutela, per esempio, la bandiera nazionale. Non sono i colori in sé a contare bensì la simbologia di una storia e identità nazionale con i principi che la convalidano.

Giampaolo Calchi Novati, Università di Pavia, Corriere della Sera, 22 settembre

Rientro dei capitali: il disegno di legge s’è impantanato

Mentre i principali Stati aderenti al G20, seguendo le direttive dell’Ocse, hanno dato esecuzione a provvedimenti intesi alla regolarizzazione nazionale di beni collocati all’estero, in Italia è ancora impantanato in Parlamento il disegno di legge governativo. Si era prevista come data ultima il 30 settembre, ma vi è il timore che si vada oltre la fine del 2014 anche perché i provvedimenti legislativi dovranno – secondo quanto prevede il disegno di legge – essere integrati da provvedimenti delegati all’agenzia delle entrate con buona pace dell’art. 23 della Costituzione. Il ritardo è nocivo a tutti: agli operatori che rimangono nell’incertezza e al governo che fa conto sui relativi introiti fiscali. Eppure si poteva fare meglio anche sulla base delle esperienze straniere e delle nostre in occasione di ripetuti “scudi fiscali”.

Victor Uckmar, Genova, Corriere della Sera, 23 settembre

Quell’auto a noleggio e l’assicurazione “meridionale”

Prenoto online il volo Roma-Catania e Ryanair mi offre la possibilità di prenotare contestualmente un’auto con Hertz al prezzo conveniente di 130 euro per 6 giorni. Sbarcata all’aeroporto di Catania l’amara sorpresa. Al banco della Hertz mi dicono che il conto già pagato non comprende la copertura assicurativa per incidenti, furto e incendi se non con una franchigia pesantissima («se gliela rubano, dovrà pagare 2 mila euro»). Con una avvertenza decisiva: «Consideri che siamo al Sud e da maggio a ottobre la percentuale di furti è altissima…». Conclusione, altri 256 euro. Inutile arrabbiarsi. «È colpa di Ryanair che non vi ha avvisato di questa clausola». Ovviamente ho pagato. Ma mi sento Pinocchio nelle mani del Gatto e la Volpe.

Rosa Giannetti, Roma, la Repubblica, 23 settembre

Il mio ricovero prolungato per i tagli alla sanità: è così che si risparmia?

Renzi ci assicura che i tagli alla sanità non toccheranno i servizi, la mia esperienza personale dice il contrario. Sono stato ricoverato nel più grande ospedale d’Europa, il Policlinico Umberto I di Roma, II reparto chirurgico del professor Negro, per un intervento di media importanza e la degenza, prevista in 15 giorni, si è raddoppiata “per la mancanza di anestesisti”. L’assunzione di due anestesisti, cui la direzione sanitaria non procede, produce costi aggiuntivi di degenza e allungamento delle liste di attesa per il sottoutilizzo delle sale operatorie. Nel mio caso il costo aggiuntivo per la sanità di 18mila euro (15 giorni per 1.200 euro di costo ricovero giornaliero, secondo i dati Sdo 2009) va confrontato con un costo annuo di un anestesista (circa 50 mila euro) e un costo di alcuni milioni per prolungata degenza delle centinaia di pazienti del dipartimento. Senza contare i costi umani dei pazienti. Si facciano pure i tagli necessari, ma che siano intelligenti.

Nicola Cacace, cacacenic@alice.it, la Repubblica, 23 settembre

Pensioni: l’Inps deve tornare autonoma

Quando si parla di pensioni i politici e i media non distinguono tra ciò che è assistenza e ciò che è diritto dei lavoratori. Dall’avvento della Repubblica in poi i vari governi si sono impadroniti dell’Inps: istituto giuridico a capitale proprio costituito con i contributi versati obbligatoriamente dai lavoratori in proporzione allo stipendio, istituito al fine di dare agli stessi un assegno pensionistico mensile proporzionato ai versamenti fatti. Hanno trasformato l’Istituto in un calderone ove allegramente hanno infilato tutti i provvedimenti di ordine assistenziale mantenendo una unica contabilità. Ne è derivato il fatto che le pensioni da lavoro si sono confuse con quelle sociali, perdendo di fatto un diritto acquisito. È un autentico illecito; è come se una qualsiasi compagnia assicurativa, a suo arbitrio, decidesse di non pagare o ridurre il dovuto basandosi sulla contabilità di cassa. Uno Stato di diritto non può agire in tal modo. Se si vuole mettere ordine e legalità nelle pensioni si deve ridare all’Inps la sua originaria autonomia con contabilità distinta da tutto ciò che è welfare. L’assistenza sociale non può essere fatta a spese dei lavoratori pensionati; la deve fare lo Stato con la sua contabilità generale.  

Luigi Nale, La Stampa, 23 settembre

Governo del territorio senza regole?

L’articolo di Paolo Berdini sul Manifesto del 18 settembre in merito al dl Sblocca Italia è come sempre chiarissimo, sintetico ed esaustivo. Non bisogna però perdere di vista il ddl sui “Nuovi principi di governo del territorio” elaborato dal gruppo “Rinnovo urbano” su incarico del ministro Lupi: lì la priorità cementiera che nello Sblocca Italia appare come necessità “contingente” viene istituzionalizzata e resta permanente, assegnando al titolo proprietario la priorità esclusiva di partecipazione e di ascolto da parte della pubblica amministrazione. Un vero rovesciamento di orizzonte rispetto persino all’originaria legge urbanista del 1942 che privilegiava l’interlocuzione dei corpi socialmente qualificati (anche se in versione corporativa). Si tende a fare del “governo del territorio” ciò che si sta facendo col mercato del lavoro: una serie di contrattazioni individuali, caso per caso, senza più alcuna regola generale e con una delle parti (la proprietà privata fondiario-immobiliare) in posizione dominante rispetto agli enti pubblici.

Sergio Brenna, ordinario di urbanistica, Politecnico di Milano, Il manifesto, 23 settembre