Furlan, la nuova leader donna del sindacato italiano

Furlan, la nuova leader donna del sindacato italiano

Ci penserà il consiglio generale di mercoledì 8 ottobre a eleggere, salvo sorprese, Annamaria Furlan a nuovo segretario generale della Cisl. Raffaele Bonanni, dopo otto anni alla guida del sindacato di via Po, si è dimesso precisando che non lo fa «a causa dell’articolo 18». Ma sarà proprio su questo che la nuova segretaria si misurerà. Pronta – così dicono – ad accogliere l’eredità dell’apertura della Cisl sulle modifiche allo Statuto dei lavoratori, a patto che vengano cancellate false partite Iva e contratti precari. Ed è anche sull’articolo 18 che si consumerà la prima battaglia con l’altra donna del sindacato italiano, Susanna Camusso, leader della Cgil, che ha già annunciato un autunno più che caldo, di fuoco. Due donne alla guida dei due principali sindacati, in un Paese che, con il 46,6%, ha il più basso tasso di occupazione femminile d’Europa dopo Malta. Da un lato Furlan, fedelissima di Bonanni. Dall’altro Camusso, che il riformismo di Bonanni non l’hai mai digerito. La prima alla testa di 4,4 milioni di iscritti, la seconda che supera le 5,6 milioni di tessere.

Annamaria Furlan, 56 anni, genovese, dal Secolo XIX viene descritta come una donna «frizzante», contrapposta alla «sorniona» Camusso. A lei resta ora il testimone di un sindacato in polemica con il governo Renzi. «Con Renzi finisce l’autorevolezza del potere politico, perché rinuncia al dialogo», ha scritto in un comunicato Bonanni. All’ormai ex segretario, che in questi anni ha cercato di affermare un proprio ruolo politico personale (come ha scritto la Cgil), non sono andate giù le accuse di essere alla guida di un sindacato descritto come un vecchio carrozzone incapace di rinnovarsi. Tanto più dopo che nel 2013 il sindacato di base Usb gli aveva fatto i conti in tasca, dando la notizia di una pensione da 4.300 euro netti al mese che Bonanni percepiva oltre allo stipendio da segretario generale. Veleni e accuse che circolano da mesi nei corridoi di via Po e che hanno spinto Bonanni a passare lo scettro ad Annamaria Furlan.

Nel Paese e nel sindacato c’è bisogno di rinnovamento? Eccolo servito, e pure con una donna, sarà stato il ragionamento dell’ex segretario. Che già a giugno aveva portato al Consiglio generale la candidatura di Annamaria Furlan, eletta segretario generale aggiunto con il 98% dei voti. A lei ora il compito di essere più riformista del riformismo di Bonanni, come la nuova politica di Palazzo Chigi chiede. Niente più compromessi sottobanco – la battuta che circola in questi giorni negli ambienti cgiellini è che Bonanni abbia dovuto lasciare il sindacato per una brutta artrosi alla mano dovuta alle troppe firme messe in qualsiasi accordo per otto anni di fila. Ma nel corredo genetico del sindacato di via Po non c’è neanche traccia del conflitto camussiano che annuncia scioperi ai quattro venti. La linea rispetto alla riforma del lavoro, ha assicurato Bonanni, non dovrebbe cambiare. «Il suo lavoro di questi anni», disse Bonanni al momento dell’elezione di Furlan a segretario aggiunto, «rappresenta la garanzia di una continuità dell’azione politica e sindacale della Cisl».

L’elezione di Annamaria Furlan per la Cisl, insomma, non dovrebbe essere solo pinkwashing, una lavata di rosa per far dimenticare ai più i peccati del sindacato. La nuova segretaria, dopo la porta sbattuta di Bonanni, ha il compito di rappresentare quel nuovo sindacato in grado di dialogare con il governo del Jobs Act, di fare le riforme senza troppi pregiudizi ideologici. D’altronde, la presenza femminile nei sindacati si aggira ormai intorno al 40% del totale. E avere due donne all’apice non sembra essere solo marketing, insomma. Resta da capire quanto una signora del sindacato, che da più di trent’anni frequenta l’apparato del sigla cattolico, sia in grado di intercettare questa nuova spinta di cambiamento. 

La storia di Annamaria Furlan nel sindacato comincia quando lei ha 23 anni e lavora negli uffici delle Poste di Sestri Ponente. Nel 1980 è delegata del Silulap, l’ala della Cisl dei lavoratori postali. Pochi anni dopo è alla guida prima provinciale, poi regionale, della categoria. Passa prima per la segreteria della Cisl di Genova, poi per quella della Cisl ligure. Appena eletta alla guida della Cisl scrive: «Genova è chiamata a scelte importanti per il suo sviluppo, l’utilizzo dell’area di Cornigliano, il futuro delle acciaierie, della centrale dell’Enel, ma anche le strategie su cui si basano i futuri assetti di Ansaldo Energia e per la parte genovese di Ansaldo Trasporti, e come Cisl non possiamo che augurarci che la sensibilità e l’impegno dimostrato dalla Chiesa genovese diventi moltiplicatore di altrettanta capacità di impegno istituzionale, politico e sociale da parte di tutti». Il mondo nel quale si muove e nasce Annamaria Furlan è quello del sindacalismo cattolico. Le sue battaglie sono le stesse di quelle di Bonanni. Dal 2002 è segretario confederale della Cisl, dove si occupa del settore terziario e dei servizi. Nel 2007, la Margherita, con Rosario Monteleone alla segreteria regionale, fa il suo nome come possibile candidato per la provincia di Genova, ma lei preferisce il sindacato alla politica. 

Ascoltando i discorsi di Annamaria Furlan, ci si accorge subito delle sue grandi capacità oratorie. Erre arrotata, conosce le pause del buon parlare, frutto dell’esercizio continuo nei comizi e sui palchi di tutta Italia. Niente da invidiare allo stile deciso di Susanna Camusso, alla quale somiglia solo nel taglio corto dei capelli. «Non è da oggi che scopriamo che il sindacato è messo in discussione», dice nel suo primo discorso da segretario aggiunto, una sorta di esame di coscienza del lavoro della Cisl. «Oggi siamo davanti a un bisogno di grande cambiamento. Il tema è se vogliamo partecipare a questo cambiamento o se guardandoci indietro, riferendoci a modelli che ormai sono superati nel modo di produrre ma anche in ciò che si produce, noi non vogliamo essere protagonisti del cambiamento». Frecciatina alla Cgil. E per cambiare, suggerisce di «ritornare in mezzo alla gente non per le vertenze sindacali ma sui temi sociali che riguardano la gente. Ci farebbe tanto bene. È da tanto tempo che non lo facciamo». Se questo non avverrà, «saremo messi in un angolo», perché in un mondo in cui «conta direttamente il rapporto della persona al comando con il cittadino, inevitabilmente anche il modello di sindacato nel suo complesso viene rimesso in discussione». E ancora: «Abbiamo fatto cose grandiose ed inedite insieme a Bonanni in questi lunghi anni, superando con coraggio prove difficili, prima da soli e poi facendo diventare le nostre idee quelle di tutti. La Cisl di Bonanni ha avuto la capacità non solo di intuire le cose importanti da cambiare nel nostro Paese, ma anche la capacità di mobilitarsi da sola. Oggi per contrastare il declino del Paese e la sfiducia dei cittadini, abbiamo bisogno di tornare tra i lavoratori ed i pensionati e proporre il nostro modello sociale e sindacale, interpretando i bisogni e le speranze delle persone che rappresentiamo. Dobbiamo far riscoprire il valore e l’importanza dei corpi intermedi perché negare la rappresentanza significa mettere a rischio la democrazia». Frecciatina a Renzi.

Nel suo primo discorso da segretario aggiunto, se la prende anche con «i media che non ci danno spazio e quando ce lo danno molto spesso ce lo danno in negativo». Ma frequenta spesso i migliori salotti della tv, da Ballarò a Porta a porta. Sul fronte social, terreno preferito dal nemico dei sindacati Renzi, Annamaria Furlan invece è piuttosto assente. In effetti, a risentire il suo discorso, il Web per lei non è proprio un terreno familiare: «Se la sensazione è che la Cisl non li ascolta (i lavoratori, ndr), il Web sarà l’unico rifugio del dialogo e non è un rifugio di dialogo che è partecipativo, è un’altra roba», dice. Su Twitter la futura segretaria non raggiunge i mille follower (la Camusso in compenso ne ha quasi 65mila). E tra un tweet e l’altro passano giorni, settimane, se non mesi. A leggere la sua timeline si scopre che le piace Papa Francesco: «Papa Francesco: per Roma un nuovo Vescovo, per l’umanità una nuova luce di speranza», scrive il 19 marzo 2013. Ritwitta il Pontefice: «Cari giovani, non cadete nella mediocrità; la vita cristiana è fatta per grandi ideali». E il 24 giugno scorso, diventata segretario aggiunto, scrive: «Grazie a Bonanni e a tutta la Cisl che oggi mi hanno voluto come segretario generale aggiunto. Uniti vinceremo ancora tante battaglie». Su Facebook di lei non c’è traccia, come della Cisl, del resto. In compenso esiste il gruppo “Amici di Annamaria Furlan segretario confederale della Cisl” che conta 187 membri. Se davvero dovrà vedersela con il cambiamento e la nuova politica renziana, le toccherà di certo un lifting online. 

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