Quando l’America metteva al bando Mark Twain

Quando l’America metteva al bando Mark Twain

Ieri, 27 settembre 2014, è finita negli Stati Uniti la Banned Books Week, la settimana dei libri messi al bando. Un evento organizzato dall’associazione delle biblioteche statunitensi per celebrare la libertà di lettura e ricordare l’importanza di «garantire la disponibilità dei libri non ortodossi o con punti di vista impopolari, per chiunque li voglia leggere».
Dai roghi nazisti fino alla fatwa lanciata su Salman Rushdie per il suo I versi satanici, la storia è zeppa di libri messi al bando per tutte le ragioni: politica, religione, decoro e, in alcuni casi, anche sicurezza nazionale. In molti casi, per fortuna e grazie all’evoluzione della società, passato del tempo si è tornati sui propri passi. Scoprendo spesso che i romanzi messi al bando solo pochi anni prima erano capolavori della letteratura e del pensiero.

Per celebrare anche qui la banned book week, ecco le storie di 10 libri messi al bando negli ultimi 100 anni.
 

L’Ulisse di James Joyce

Forse uno dei casi più estremi di censura. Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1918, non uscì negli Stati Uniti prima del 1933 perché, in un processo nel 1921, fu dichiarato osceno e potenzialmente capace di ispirate «pensieri impuri e lussuriosi». La cosa più strane è che l’Ulisse era già stato pubblicato negli Stati Uniti. Il libro di Joyce, infatti, era inizialmente uscito a puntate sulla rivista letteraria The Little Review e solo dopo pubblicato come romanzo.
 

Candido di Voltaire

Il libro è stato bloccato dall’entrare negli Stati Uniti almeno una volta, nel 1929, quando degli ufficiali fermarono molte copie del romanzo destinate al corso di letteratura francese di Harvard. Il New Republic ha pubblicato un resoconto di un censore di quegli anni che disse: «dirò una cosa a proposito del Candido. Per anni l’abbiamo lasciato passare. Ci sono così tante edizioni diverse, di tutti i tipi e le forme. Alcune illustrate e altre no, che pensavamo fosse un libro a posto. Poi a uno di noi è venuta l’idea di leggerlo. È un libro disgustoso e penso che abbiamo fatto bene a bloccarlo […]».
 

Tropico del cancro di Henry Miller

Pubblicato nel 1934 a Parigi dalla casa editrice Obelisk Press, arrivò negli Stati Uniti solo nel 1961 (dopo vari tentativi) e fu comunque immediatamente bloccato, dando il via a un processo per oscenità. Un giudice della Corte Suprema della Pennsylvania disse di Tropico del cancro: «non è un libro. È una cloaca, una fogna a cielo aperto, un pozzo di putrefazione, uno schifoso agglomerato di tutto ciò che è marcio nei resti dell’umana depravazione». Solo nel 1964 il bando fu sollevato, dopo una lunga battaglia legale che arrivò fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Fino al 1967, il libro è stato al bando anche in Italia, dove Feltrinelli curò una prima edizione tradotta da Luciano Bianciardi che fu, furbamente, distribuita sottobanco usando un marchio prestato da un editore svizzero.
 

Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut

Pur non essendo mai stato messo al bando in tutti gli Stati Uniti, il libro è stato rimosso o censurato da svariate scuole, biblioteche e corsi di letteratura. Uno dei casi più famosi fu il rogo del 1973 di Mattatoio n. 5 e Dove Porta il fiume di James Dickey nella scuola superiore di Drake, quando i due libri furono rimossi dal corso di studi e inceneriti nella fornace della scuola.

Quando il caso diventò di attenzione nazionale, Kurt Vonnegut scrisse una famosissima lettera al direttore del consiglio scolastico della scuola.
 

Gentile Signor McCarthy,

Le scrivo in quanto direttore del consiglio scolastico della Drake. Sono uno degli scrittori americani i cui libri sono stati distrutti nella famosa fornace della sua scuola. Alcuni membri della sua comunità hanno suggerito che il mio libro fosse cattivo. Questo è straordinariamente insultante per me. Le notizie dalla Drake mi dicono che i libri e gli scrittori sono irreali per voi. Le sto scrivendo questa lettera per farle sapere quanto reale sono.

Le voglio far sapere, inoltre, che io e il mio editore non abbiamo fatto assolutamente niente per sfruttare le disgustose notizie dalla Drake. Non ci stiamo dando delle pacche sul spalle e gioendo per tutti i libri che venderemo per via di queste notizie. Abbiamo rifiutato di andare in televisione, non abbiamo scritto nessuna fiera lettera alle pagine editoriali, non abbiamo accettato nessuna intervista approfondita. Siamo arrabbiati, disgustati e intristiti. E nessuna copia di questa lettera è stata mandata ad altri. Ha in mano l’unica copia che esiste. È una lettera strettamente privata alle persone della Drake, che hanno fatto così tanti danni alla mia reputazione, sia di fronte agli occhi dei loro studenti, sia di fronte agli occhi del mondo. Ha il coraggio e la decenza di mostrare questa lettera alla gente o sarà, anche questa, consegnata alle fiamme della vostra fornace?

In seguito alla lettera e all’attenzione attirata dal rogo, si raggiunse un accordo per permettere il reinserimento nel corso scolastico di Mattatoio n. 5 e Dove Porta il fiume.
 

Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain

Nonostante Mark Twain sia uno dei più noti e amati autori statunitensi, i suoi libri sono stati più volte messi al bando, da librerie, biblioteche e scuole. Huckleberry Finn, ad esempio, fu accusato più volte di oscenità tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, mentre del protagonista del libro si parlava come di «spazzatura buona solo per le topaie».

Molto più di recente, nella seconda metà del Novecento, Le avventure di Huckleberry Finn sono diventate protagoniste di un grande dibattito sull’appropriatezza di far leggere ai bambini il libro di Twain a scuola, visto il possibile razzismo del protagonista e l’uso frequentissimo della parola “nigger” (negro, usata in termini dispregiativi negli Stati Uniti). Nel 2011, la casa editrice NewSouth Books, ha addirittura pubblicato un’edizione di Huckleberry Finn sostituendo alla parola “nigger” la parola “slave”, schiavo. L’associazione delle biblioteche statunitensi ha inserito Huckleberry Finn in una classifica dei libri che più spesso si è cercato di rimuovere dalle biblioteche o dai curriculum scolastici. Era al quinto posto della classifica degli anni Novanta e al tredicesimo in quella degli anni Duemila.
 

Mein Kampf di Adolf Hitler

Il libro, nella sua versione originale, non è disponibile in Germania perché lo stato federale della Baviera rifiuta di concedere i diritti per la pubblicazione, entrati in suo possesso dopo la morte di Hitler. Solo dal 1° gennaio 2016, passati 70 anni dalla morte di Hitler, il libro entrerà nel pubblico dominio e chiunque in Germania potrà stamparlo.

In tutte le librerie tedesche, sono comunque in vendita delle edizioni critiche del Mein Kampf che contengono grandi stralci del libro ma non l’opera integrale.
 

I versi satanici di Salman Rushdie

Nel 1989 la storia de I versi satanici ha fatto notizia. Il romanzo fu accusato di essere blasfemo nei confronti della religione musulmana e venne messo al bando in India e bruciato in manifestazioni pubbliche in Inghilterra. Nel febbraio del 1989, l’ayatollah Khomeini, lanciò una fatwa contro Rushdie, minacciandolo di morte. L’autore scappò in Inghilterra e venne messo sotto protezione dal governo Thatcher.

Oltre che in India, il libro è stato messo al bando anche in: Bangladesh, Sudan, Sud Africa, Sri Lanka, Kenya, Thailandia, Tanzania, Indonesia, Singapore e Venezuela.
 

Furore di John Steinbeck

Pubblicato negli Stati Uniti nel 1939, fu subito un fenomeno editoriale e attirò moltissime critiche per via del realismo, della volgarità e dei riferimenti sessuali. NPR scrive che «il libro fu un immediato successo in tutto lo stato, ma fu anche bruciato e messo al bando in molte città, compresa Kern County, in California», la città in cui si ritrova il protagonista, Tom Joad, alla fine del romanzo. L’anno successivo, Steinbeck vinse il premio Pulitzer per la narrativa, e Furore è considerato uno dei motivi per cui Steinbeck vinse, nel 1962, anche il premio Nobel per la letteratura.
 

Lolita di Vladimir Nabokov

Lolita fu rifiutato da quattro editori prima di essere pubblicato. Uno di questi risposte a Nabokov che sarebbero «finiti in prigione se avessero pubblicato quel libro», altri pur riconoscendo il valore letterario di Lolita erano troppo preoccupati dalla ripercussioni per pubblicarlo.

Alla fine, la prima edizione di Lolita uscì nel 1955 grazie alla casa editrice Olympia Press di Parigi, che si era fatta un reputazione per pubblicare libri pornografici. Ma nemmeno questo servì: nel 1956 il libro fu messo al bando in tutta la Francia. Al tempo, Lolita, fu definito “disgustoso”, “rivoltante”, e “corrotto” ma anche, dai critici, come uno dei migliori libri dell’anno. Oltre che in Francia, il libro fu messo al bando anche Inghilterra, Argentina, Nuova Zelanda e Sud Africa.
 

The Anarchist Cookbook di William Powell

Pubblicato nel 1971 e scritto come forma di protesta per la guerra del Vietnam, l’Anarchist Cookbook è una specie di Manuale delle Giovani Marmotte del dissidente, con istruzioni per produrre in casa esplosivi, dispositivi per piratare le comunicazione e droghe come l’LSD. È stato spesso accusato di essere collegato a omicidi e tentati atti di terrorismo e, al momento, è al bando in Australia.

Nel dicembre del 2013, lo stesso autore ha detto in un’intervista con NBC che vorrebbe vedere il suo libro sparire dagli scaffali di tutto il mondo. Ma alla pubblicazione, i diritti sull’Anarchist Cookbook sono passati da Powell alla casa editrice, che non ha nessuna intenzione di rimuoverlo dalla circolazione.

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